Che emozione Wrestlemania dal vivo!

Ciao amici e amiche di Spazio Wrestling io sono Marco e oggi vi racconterò la mia esperienza vissuta a New Orleans durante il weekend di Wrestlemania 34.

L’ultima edizione di Wrestlemania si è svolta a New Orleans, il tipo di città ideale per la Wrestlemania week, piccola a misura d’uomo, dove ci si muove a piedi. In 10 minuti si arriva agli Axxess, in 15 all’arena e allo stadio adiacente. A Orlando in 10 minuti arrivi al parcheggio dell’automobile con cui farai almeno un’ora di strada inghiottito da un traffico inimmaginabile per un comune mortale, mentre a New Orleans si può girare tranquillamente a piedi per raggiungere qualsiasi zona della città.

A New Orleans i fan si trovano e si ritrovano per le strade del centro e si vive in pieno l’invasione del WWE Universe. In aeroporto per la coincidenza aerea si mantiene un basso profilo senza urla e canti per ovvie ragioni ma si inizia a parlare tra noi. Ci si riconosce subito.

Nessuno partirebbe senza almeno 5 (facciamo 10) differenti T-shirt, nessuno eviterà per solo un momento di indossarne sempre una. Fuori dall’aeroporto di New Orleans, aspettando i taxi, inizia la festa. Un ragazzo mi dice che arriva dal Cile e che “a dream comes true”. Tanti pronostici e una speranza quasi unanime che Lesnar perda e lasci la WWE. Vince McMahon, che tutto sente e vede, deve avere un gusto sadico nel far infuriare il pubblico la domenica di Mania.

Il mercoledì precedente WM eravamo già in città. L’invasione non era ancora ai livelli di un’alluvione totale, ma eravamo già in molti. A volte non ci guardiamo quasi in faccia, altre senza motivo si comincia a parlare o ci si saluta coi vari gesti delle Superstars. Se si trovano quattro persone insieme partono i cori e le catch phrases.

Il vincitore assoluto sarà “Adam Cole Bay- Bay”, tallonato a breve distanza da “Rusev day”. Al terzo posto a pari merito “WooW” di Ric Flair e l’immancabile “Yes!” di Daniel Bryan e chiudono la parte alta della classifica John Cena o Roman Sucks.

Giovedì pomeriggio si aprono gli Axxess. Il personale di assistenza della WWE è più serio, gentile e professionale della sicurezza dello stadio e dell’arena. Cinque minuti prima dell’apertura ufficiale parte la sigla di John Cena e tutti noi intoniamo il solito “John Cena sucks” in coro. Iniziamo col botto incontrando Sasha Banks, più’ bella dal vivo che in tv dove sembra uno scricciolo mentre invece ha una corazza di muscoli. In tv gli uomini sembrano più’ alti e le donne meno magre di quanto sono realmente. Sasha gentile e sorridente, ha gli occhi spenti, non e’ felice e lo percepiamo sia io che mia moglie. Non servono migliaia di parole, bastano gli sguardi tra un saluto e un ringraziamento. Tre delle quattro Horsewomen nel preshow e’ una bestemmia del wrestling.

Da quest’anno gli Axxess sono meglio organizzati ed è possibile sapere per ogni giorno chi sarà presente e a che ora. Lo abbiamo scoperto dopo aver incontrato i Revival, simpatici come nessuno. Scherzano con tutti combinandone di ogni genere. Prima con mia moglie Claudia poi con me saranno due minuti di spettacolo. Vedo passare Lana in assetto da guerra, nemmeno Michelangelo avrebbe saputo fare di meglio ma devo star buono, non vorrei che Rusev fosse dietro una colonna e soprattutto non vorrei prendermi un calcio da Claudia. Cosa che succederà più volte.

Jinder Mahal e Samir Singh sono professionali al massimo, concentrati a palla, sempre sul pezzo e quando vanno nella coda preferenziale dei disabili sono ancora più’ gentili. Gli ho detto e fatto la “V” come vittoria, e loro hanno apprezzato molto. Ho visto un Big Show simpaticissimo, Mark Henry mostrare raggiante il suo anello di HOF,Liv Morgan e Sara Logan molto disponibili coi fan, Naomi esuberante come sempre.

Volevo fare una foto con Big Show e sembrare piccolo per una volta, ma il suo turno finisce poco prima del mio turno. Arriva Dana Brooke, ne approfitto per fare il gallo marpione dato che Claudia è da Seth Rollins, Dana è un gran bel vedere è anche molto gentile con tutti. Seth Rollins e’ raggiante e prima di lui Asuka sprizzava felicita’ da tutte le parti.

Spesso leggerete peste e corna di chiunque, io quello che non ho visto e vissuto personalmente non lo commento. Qualche Superstar sembra non si comporti molto bene, evidentemente noi abbiamo scelto quelle giuste o non le abbiamo indisposte con comportamenti fastidiosi.

Giovedi sera c’era il Supershow organizzato dalla Wrestlecom, uno spettacolo bellissimo. Hanno chiamato wrestlers di ogni stile e provenienza, giapponesi, della Lucha Libre messicana, star famosissime come Will Ospreay, Kota Ibushi e Kenny Omega. Ogni incontro era più bello del precedente, spettacolo puro da “pippe” coi piedi. Non posso negare di aver preso una sbarellata per Tessa Blanchard, la migliore delle donne quella sera sul ring.

Venerdì mattina alla Wrestlecom incontriamo Bret Hart dopo almeno un’ora di coda. Lo avevamo visto prima per strada e, avendo imparato un minimo di educazione al netto delle mie tante parolacce, non lo importuniamo. Uno sguardo vale più di 1000 parole, il nostro come il suo sorriso. Lo abbiamo trovato molto simpatico. Claudia lo conquista a colpi di citazioni del suo bellissimo libro. Al suo “grazie” gli dico che siamo noi a doverlo ringraziare e che è un onore stringergli la mano. Mick Foley mentre siamo in coda per farci autografare il suo libro ci riconosce e ci saluta. Lo avevamo incontrato agli Axxess l’anno scorso. Cioè lui si ricorda di noi e ce lo dice, possiamo tirarcela 10 secondi vero? Persona di rara sensibilità e intelligenza. Rob Van Dam è ritornato in forma smagliante e quando scoprono che siamo italiani lui e la persona che lo aiuta per le foto e fanno qualche domanda, loro a noi. Simpatico e casinista  la sua stretta di mano sembra una pressa da fabbrica, ha i muscoli di acciaio.

Passiamo davanti a Ric Flair, lo guardiamo e lui ci squadra della serie “io quei due li ho già visti”, infatti è stato così l’anno scorso. Ci teniamo il piacevole dubbio ih ih. Jim Neihdart ha gli occhi spenti, fisicamente provato da troppi abusi. La coda per Kenny Omega e Kota Ibushi e’ di soli 30 minuti ora, prima era di almeno 2 ore. Timido il secondo, un vulcano il primo, a differenza di altri non gli importa se li fotografano senza il loro consenso. Tra una coda e l’altra non abbiamo mangiato ed è quasi ora di andare alla HOF.

L’eroe della serata e’ JJ, il ragazzino che ha ricevuto il premio Warrior. Qualcuno in WWE dovrebbe spiegare a Dana Warrior che deve presentare il vincitore del premio e non raccontare sempre e solo del suoi dolori. La vita ad ognuno di noi infligge inevitabili mazzate. JJ ne è la prova, due trapianti di fegato, un anno in coma,stavano staccando le macchine, eppure ha un energia da farmi sentire un rammollito. Quando partono i fischi per Roman si rimbalza il pubblico da vera rockstar, e poi si prende “gioco” di The Miz e Cena da attore consumato durante il suo discorso che poi era nello stesso tempo molto serio. L’arena e’ in parte vuota. Evidente la commozione di Jeff Jarrett nel ricordare Owen Hart e Hill Billly Jim deve ricorrere a mille espedienti per non piangere ogni due minuti.

I Dudley Boys chiamano Edge Christian e gli Hardy sul palco per condividere il loro momento. Mark Henry passa dal riso al pianto in continuazione. nel rifare “Chocolate” fa il provolone con Stephanie McMahon chiedendole dov’e’ suo marito, poi tra la commozione generale lancia un appello alla vedova di Owen Hart affinché la finisca con le ripicche dopo venti anni e consenta a Owen di stare dove merita, cioè nella HOF. Goldberg conferma di essere la persona che è e che a me non piace. L’arena si fa ancora più’ vuota, dopo due minuti di suoi vaneggiamenti quasi tutti/e del roster tranne la prima fila si alzano e vanno via. Questo e’ il rispetto che hanno per lui. Un discorso poco sentito per nulla sincero di una persona piena di sè che ha raccolto ben oltre i suoi meriti effettivi. Dico io hai rovinato la carriera e la vita ad una delle superstar più brave ed amate di sempre, Bret Hart, per evidente incapacità manifesta.

Takeover è stato un delirio collettivo, l’arena una polveriera e un pubblico incredibile. I non americani tendono a mandare più insulti a chi tifano contro, mentalità da ultras. Gli americani vedendo per forza di cose molta più eventi live sono più esigenti e più inclini alle critiche evidenti con cori che nulla centrano e soprattutto mangiano in continuazione, alzandosi sempre. Ma Takeover è Takeover, come previsto hanno tirato giù tutto, niente cori senza senso. Incontri stellari durata perfetta tutti felici e contenti e fuori dall’arena tutti a fare baccano. Ogni trenta secondi partono cori ,canti e qualcuno imita le mosse dei wrestlers tra le risate generali per il risultato pessimo. Nemmeno il tempo di smaltire la bevuta che siamo tutti davanti allo stadio carichi a mille.

Il problema però è che Wrestlemania dura troppe ore e ci arrivi stremato. La sensazione fin da subito è che i colpi migliori li hanno sparati tutti all’inizio, e tutti concorderemo nei giorni seguenti. Asuka vs. Charlotte da epopea. Il match di Ronda Rousey dimostra che in WWE quando vogliono sanno fare le cose davvero bene. In tanti lo davano come il classico incontro da pausa sui social o da popcorn, ma invece tutti in piedi per venti minuti. Triple H, Stephanie e Kurt Angle hanno fatto un capolavoro per mandare over un’ottima Ronda.

Arriva Daniel Bryan e tutti in piedi per la meritata ovazione, poi noia per diversi minuti con Daniel fuori ma alla fine prende a calci KO e SZ . Martedì a Smackdown farà un match con AJ Styles bellissimo a conferma che AJ contro Nakamura non stava male, purtoppo il problema è Nakamura che è simpatico e collaborativo solo quando vince. Il pubblico non USA lo incitava mentre mezzo stadio andava a noia profonda.

Tanti hanno trovato divertente Braun Strowmana con Nicholas nel mettere in ridicolo uno dei più’ forti tag team di sempre, i The Bar, ne prendo atto.

Quando la WWE persevera il pubblico non perdona e così riescono a fare peggio del main event di Dallas. Sarà anche la stanchezza e più birre in corpo che ore di sonno ma il match va a noia dopo un minuto. Solo fischi nessun coro pro Brock Lesnar nessun Roman Sucks niente. Brutto finale di una bella giornata, poi tutti a gridare “Adam Cole Bay-Bay” e “Rusev day”. In tv possono coprire nascondere i fischi e lo fanno, ma noi eravamo li lo abbiamo vissuto. Non ci sono scuse, si sapeva prima che iniziasse e non ci hanno stupito purtroppo. Alla faccia degli organizzatori di Greatest Royal Rumble nella città di Jedda le migliori sono state le donne.

Lunedì e anche martedì la città è invasa dai fan e dai colori del WM week, le t-shirt più’ viste dai miei occhi sono quelle di AJ poi Rollins, Ronda, Rusev e Bullet Club, poche quelle di Daniel Bryan forse perché ha un disegno inguardabile secondo me, tantissime Undisputed Era, mentre quelle di Lesnar e Roman Reigns si fanno fatica a vedere. Baristi e camerieri spesso molto giovani, commentano gli incontri così come le security negli aeroporti al rientro. Tutti in piedi per l’addio di Paige, ottima la scelta di renderla GM di Smackdown. In WWE “The Road Goes on Forever The Show Will Never end”. Ci sarebbe ancora moltissimo da dire, la citta’ la musica ad ogni angolo le persone, il jet leg il viaggio di ritorno triste MOLTO triste, i ricordi tanti e bellissimi. Vivere Wrestlemania dal vivo è qualcosa che ogni singolo fan di Wrestling dovrebbe fare almeno una volta nella vita.