WWE: 5 cose che sarebbero successe se Shane McMahon non avesse lasciato la WWE

Alla fine del 2009 Shane andò via dalla WWE, ma già molto tempo prima si era limitato ad alcuni ruoli solo nel backstage. La cosa fu resa pubblica per non far intendere alle persone che c’era stato una specie di attacco sovversivo da parte di Stephanie e Triple H per salire a capo della dirigenza della compagnia. Shane è ritornato nel 2016 con un grande apprezzamento da parte del pubblico soprattutto per la sfida lanciata ad Undertaker a Wrestlemania 32 ed il suo volo dalla gabbia. Rimanendo in compagnia ha contribuito al nuovo split dei roster ed alla rivalutazione dI Smackdown. SportSkeeda ci propone cinque cose che sarebbero potute accadere se Shane fosse rimasto nella compagnia:

#5 Divisione del potere

La lunga presenza nei ruoli di General Manager ha permesso a Stephanie e Triple H non solo di fare gavetta per quando poi sarebbero diventati presidenti, ma anche nel diventare più fluidi nei contratti coi paesi esteri. Se Shane fosse rimasto in compagnia avrebbe imparato anche lui i trucchi del mestiere e così non sarebbe fallita la ECW ed al posto di The Game ci sarebbe stato lui a guidare uno dei marchi tra NXT e 205Live, oppure trattare con l’estero per la realizzazione di alcuni PPV in paesi stranieri.

#4 Poteva lottare a Wrestlemania 27

Il periodo di Wrestlemania 27 era un periodo in cui la WWE stava perdendo delle leggende importanti (infatti nei tre anni precedenti si erano ritirati Ric Flair e Shawn Michaels) ma le nuove star non emergevano come si deve, infatti in quella edizione si possono salvare solo il match tra Undertaker e Triple H e l’intromissione di The Rock nel match tra John Cena e The Miz. Questo è accaduto perchè nessuno ha saputo far fruttare il marchio NXT, mentre se ci fosse stato Shane, le cose sarebbero potute andare in modo diverso ed anche un suo match avrebbe dato più sapore alla serata.

#3 Un ruolo importante nell’Authority

Come alla fine degli anni “90, l’Authority ha sempre mandato le sfide ai top face del momento abusando del loro potere per rendere la vita un inferno all’eroe del pubblico. A partire da Summerslam 2013, Triple H ha avuto un ruolo fondamentale nell’Authority, sia da lottatore che da gestore, infatti basti pensare ai problemi causati a Daniel Bryan con l’Evolution 2.0, la grande gimmick donata a Seth Rollins nella sua ascesa alla conquista del WWE Chanpionship e poi alla faida con Roman Reigns. Qui anche Shane poteva giocare un ruolo fondamentale sia come componente che come oppositore all’Authority creando alcuni momenti epici.

#2 Niente People Power

Nel 2011-12 John Laurinatis viene lanciato come heel dalla WWE sapendo che già non aveva una buona popolarità. L’odio del pubblico andò come previsto ed infatti non è andato molto avanti. La presenza di Shane McMahon avrebbe evitato questo disastro.

#1 Il debutto di alcune Superstars dalle Indies

Come detto prima la presenza di Shane sarebbe stata di grande aiuto sul settore dello sviluppo dei personaggi, visto che stava facendo faville in ECW e stava cercando di creare dei personaggi simili a quello del primo Randy Orton. Quando abbandonò la compagnia nessuno aveva la competenza di poter trattare con le federazioni indies per puntare sui migliori talenti, così si è finiti a fare un buco nell’acqua cercando di portare in WWE atleti come Christopher Daniels, Chris Sabin e Jay Lethal che non sembravano avere la stoffa per entrare nella compagnia più potente al mondo.

Fonte news: SPORTSKEEDA.COM