Inside Storyline: Raw delude, Smackdown “Indipendence”

Bentornati ad Inside Storyline con il vostro Roberto Li Greci che vi narrerà l’ultima puntata di Raw prima di Great Balls Of Fire e un edizione di Smackdwon a stelle e strisce in occasione del ritorno di John Cena:

La storyline migliore di Raw è senza dubbio quella per il titolo Universale, con Samoa Joe e Brock Lesnar che creano un grandissimo hype solamente con una doppia intervista. Al termine della stessa, il Samoano va alla ricerca della Bestia, costringendo gli addetti ai lavori a fermarlo. Buona interazione tra i due, per un voto generale che va al di sopra della sufficienza.

Stantie le situazioni del titolo tag team e del titolo Intercontinentale. Per le cinture di coppia, si è optato d un Iron Man match di 30 minuti tra Cesaro e Sheamus e gli Hardy Boyz. Scelta da bocciare in ogni caso, per la continua ripetitività dei loro scontri; e di certo, farli scontrare in un match così lungo, non giova a favore dei combattenti. Anche per il secondo alloro di Raw, vale questo discorso: The Miz e Dean Ambrose hanno bisogno di nuovi avversari, e neanche l’inserimento di jobber a casa, risulta funzionale alla storyline. Entrambi i match titolati bocciati.

Sasha banks invece affronterà Alexa Bliss così come Akira Tozawa proverà a strappare il titolo dei pesi leggeri a Neville. Situazioni fresche e nuove. Buoni scontri tra i quattro, con l’assoluta incertezza dei vincitori. La Boss appare comunque favorita, per un titolo, che vincerà entro Summerslam. Il Giapponese invece appare senza speranze, per un King of Cruiserweight in ottima forma. Sufficienti le storyline.

Non regalano nulla di nuovo Roman Reigns e Braun Strowman, che a fine puntata effettuano il solito rissone che non aggiunge nulla alla sfida. Match comunque con un discreto hype. Seth Rollins ha la colpa di affrontare Bray Wyatt, che è sempre più noioso. Ma lo scontro più atteso è quello tra Enzo Amore e Big Cass, con  due ex tag team partner, che regoleranno le loro incomprensioni in uno scontro fratricida, dove il gigante Cassidy non farà altro che distruggere il piccolo biondo.

Puntata di Raw che dunque ci regala un discreto hype per Great Balls of Fire, ma che non riserva alcun botto di primo piano. Poco più che sufficiente il voto per lo show rosso, che passa la palla ad uno Smackdown, totalmente a stelle e strisce per via della festa dell’Indipendenza Americana:

Inizio fantastico, con il ritorno di John Cena, che effettua un promo da 10 e lode. Solito discorso patriottico e promesse di battaglia contro i vari Jinder Mahal, Brock Lesnar, Roman Reigns e tutti gli altri Top-Name. Tuttavia interviene Rusev, proponendoci la classica faida Americano vs Straniero che tanto piace negli USA. Gestione da 7.

Mahal e Orton si affronteranno per l’ultima volta in un Punjabi Prison a Battleground, con i due che interagiscono bene con dei bei promo. Rivalità non delle migliori ma che comunque può regalare delle sorprese. Sufficienza magra. AJ Styles invece potrà avere la sua chanches contro Kevin Owens, avendo vinto una Battle Royal, con i due che devono riscattare il brutto match fatto a Backlash 2017.

Situazione confusa nella categoria femminile, con Naomi che si sbarazza ancora una volta di Lana, che però trova rifugio in Tamina, e Carmella che si vede privata del suo tirapiedi James Ellsworth, altrimenti le verrà revocata la Valigetta. Confusione che però rende interessante gli sviluppi femminili. Battaglia rap tra New Day e Usos che diverte, ma che bocciamo per via del mancato contatto fisico. Ritentare non costa nulla.

Note negative, sono le assenza totali dagli show di Shinsuke Nakamura e Baron Corbin, i quali inspiegabilmente non sono coinvolti in alcuna storyline. Smackdown quindi a due velocità, con il picco massimo avuto grazia al fantastico lavoro svolto da John Cena. Sufficienza stentata, che però getta delle buone basi per Battleground.

Inside Storyline finisce qui, e Roberto Li Greci vi ricorda l’appuntamento per settimana prossima!

Francesco Muolo

Nato nel 1995, ho cominciato a seguire la WWE dal 2002 e ho smesso il giorno in cui è morto Eddie Guerrero. Nel 2012, ho riscoperto il mondo del pro-wrestling grazie alla Royal Rumble, il mio PPV preferito da bambino. Ho, quindi, ricominciato a seguire la WWE e non solo, ma anche la NJPW, grazie al Bullet Club