Inside Storyline-Terza edizione




Buonasera e bentornati al terzo numero di questa rubrica, e seguendo Madre Natura e quindi usando un ordine cronologico, andiamo subito ad analizzare le storyline di Monday Night Raw:

Sul fronte tag team, Cesaro e Sheamus ottengono di nuovo la possibilità di sfidare Matt e Jeff Hardy, in quella che sembra una minestra riscaldata. Se si tiene contro della possibilità di scegliere il Club, ad oggi, la scelta degli Europei non sembra quella migliore, ma staremo a vedere.

Con la solita assenza di Brock Lesnar e del titolo Universale, tocca a Dean Ambrose ed al titolo Intercontinentale salire alla ribalta; siamo chiari, avremmo preferito un altro avversario, piuttosto che The Miz che ha già avuto a che fare con il Lunatic Fringe. Ottime interazioni tra i due che si provocano a vicenda e soprattutto viene decretato un match settimana prossima con il titolo in palio, tra il Magnifico ed Ambrose. Costruzione sul 7, con ottimi spunti comici e solita buona azione sul ring.

Situazione del titolo femminile ancora tutta da criptare, non essendoci ancora nessuna faida per il titolo. Vittoria di Alexa Bliss su Mickie James con Nia Jax che per il momento aiuta la campionessa. Situazione identica per il titolo dei pesi leggeri, ma con Neville che rimane a guardare ciò che fanno Austin Aries, Jack Gallagher e TJP. Entrambe le faide ampiamente bocciate per il momento. Soprattutto se si tiene conto che Sasha Banks viene relegata a match marginali e inutili.

Sfortunata la storyline meglio costruita, che con l’infortunio di Braun Strowman costringe Roman Reigns a trovarsi un nuovo avversario. Che potrebbe essere Bray Wyatt, che nel frattempo non ha interagito con Finn Balor e quindi la loro faida parrebbe essere stata accantonata. Situazione quindi non giudicabile per il momento. Prosegue invece la storyline tra Seth Rollins e Samoa Joe, in un match fantastico, dove trasuda tutta la cattiveria del Samoano, e che vede vincitore l’Architetto, ma solo per squalifica. Joe infatti attacca Rollins anche a fine match, per far si che la loro faida venga prolungata. Per ciò che è stato fatto vedere, e per l’intenso storytelling, diamo un 8 a questa faida.

Puntata di Raw, quindi, che per metà viene ampiamente bocciata, ma che per la faida per il titolo Intercontinentale e per le storyline non titolate, ottiene una magra sufficienza. Quindi passiamo ad analizzare immediatamente Smackdown:

Come per Raw, ci troviamo a bocciare la costruzione intorno al titolo femminile dello show blu, dopo che ci verrà proposto un tre contro tre piuttosto che un match titolato. L’unica speranza per poter avere un sussulto, sarebbe il turn-heel di Becky Lynch contro Charlotte e Naomi. Sufficiente il lavoro svolto sul fronte tag team, con i Breezango che ottengono una buona vittoria e gli Usos che si rendono protagonisti di un buon promo. Nulla di speciale, difatti ci troviamo sul 6.

Superbo lavoro con Jinder Mahal che schiena Randy Orton e ottiene sempre più credibilità, almeno un 8 per ciò che è stato fatto con il Maharaja. Stesso discorso per il titolo US, con Kevin Owens ed AJ Styles che si scambiano qualche colpo ma che riservano il bello per Backlash.

Ma il lavoro migliore, da 9 almeno, è nella faida tra Dolph Zieggler e Shinsuke Nakamura. Pur senza combattere, il King Of Strong Style è riuscito a creare un hype pazzesco intorno al match, e Zieggler, da heel, rende al meglio. I due fomentano la voglia di vedere la Sensazione Giapponese combattere in un match e in tutto ciò, riescono ad ottenere l’attenzione generale. Smackdown però ottiene un’insufficienza generale nella gestione di Luke Harper, Eric Rowan, gli American Alpha e Sin Cara.

Eccezion fatta per il titolo femminile, puntata di Smackdown ben realizzata, costruzioni interessanti, e buon hype per Backlash. Almeno un 7 per il lavoro generale, con la speranza che lo stesso lavoro venga fatto per la sezione tag team.

Francesco Muolo

Nato nel 1995, ho cominciato a seguire la WWE dal 2002 e ho smesso il giorno in cui è morto Eddie Guerrero. Nel 2012, ho riscoperto il mondo del pro-wrestling grazie alla Royal Rumble, il mio PPV preferito da bambino. Ho, quindi, ricominciato a seguire la WWE e non solo, ma anche la NJPW, grazie al Bullet Club