L’intervista: Parla Michele Posa

Michele Posa nasce a Lecco il 17 ottobre 1976. Diplomato perito tecnico con specializzazione in elettronica industriale, Posa ha iniziato la sua carriera all’età di diciotto anni nella redazione della Gazzetta di Lecco e Provincia e come collaboratore saltuario dell’emittente locale Teleunica. Nel 2000 ha partecipato ad alcuni provini per entrare nella redazione sportiva di Stream come voce del wrestling. Nel settembre dello stesso anno è divenuto assieme a Luca Franchini il telecronista dei programmi della World Championship Wrestling, per poi passare a quelli della WWE sempre affiancato da Franchini. In occasione della registrazione della prima puntata di Raw (2007)  in territorio italiano, ha effettuato il commento dello show in mondovisione, sempre con Franchini. Lo stesso è accaduto in occasione di Wrestlemania 31 (2015) e di Wrestlemania 32 (2016). Noi di Spazio Wrestling l’abbiamo intervistato per tutti i fan WWE e non solo d’Italia.

Cosa pensi della concezione del wrestling in Italia e dei suoi fan?

Non esiste il “fan prototipo” generico. Esistono numerose categorie, differenziate per età, per cultura, per frequenza di accesso al prodotto, per metodologia utilizzata per vederlo, per emotiva vicinanza con uno o più protagonisti del ring. Un fan di wrestling, in quanto tale, dovrebbe avere come punto focale e condiviso con gli altri il fatto che guarda gli show del medesimo per emozionarsi e divertirsi. Che i tifosi stiano perdendo un po’ queste peculiarità – per molte ragioni, alcune delle quali non dipendenti da loro – credo sia un trend mondiale e dunque non solo italiano.

Come e se hai dovuto modificare il tuo stile di commento con il vario passaggio di ere in WWE (Attitude, Tv14, PG, Ruthless Aggression ecc.)

La telecronaca dipende chiaramente dalla filosofia dello show del quale si mette al servizio. Pur con qualche libertà e licenza connessa al mio personaggio e alla mia preparazione, lo stile di commento si è ibridato con la trasformazione del registro di branding opzionato a monte da WWE. L’impasto del mio periodare è mutato poco, semplicemente si è passati da periodi dove il condimento lessicale era la trasgressione della “crush-tv” a quello attuale nel quale le linee guida sono dettate più dal “politicamente corretto” e dall’intrattenimento per famiglie.

Secondo te in Italia il wrestling potrà di nuovo avere un successo pari o superiore a quello avuto nei primi anni 2000?

La frammentazione delle metodologie di visione del wrestling, la sua immutabilità “meccanica” e la concorrenza sempre più agguerrita di alternative (che possono evolvere/modificarsi/adattarsi grazie ai progressi tecnologici e ad un’ampia fluidità scenografica) nelle quali investire il proprio tempo libero (altri show, internet tv, youtube, il moltiplicarsi dei canali tradizionali) mi portano a ritenere che ciò sia altamente improbabile.

Considerando la situazione attuale la WWE, da qui a 10-15 anni potrà avere una degna rivale nel mondo dello sport-spettacolo? (a livello di WWE vs WCW ad esempio)

Il futuro è imprevedibile per chiunque ma con i dati attualmente disponibili è difficile rispondere di sì.

 L’arrivo di molti talenti delle cosiddette “scene” indipendenti” sta aiutando o danneggiando il prodotto WWE a tuo parere?

Nè l’uno, nè l’altro. Per me il problema principale di WWE è la loro impostazione aziendale decisa da qualche anno che prevede che tutti gli sforzi siano volti verso l’accrescere gli abbonati al loro Network e il rafforzare la potenza mondiale del loro brand, ignorando altri settori, a partire dalla qualità narrativa degli show televisivi settimanali.

Dove ti vedi da qui a 10 anni?

Se WWE non farà qualcosa di importante per modificare la sua politica interna attuale e se non si troverà una modalità per bloccare la piaga della pirateria, tra 10 anni è molto probabile che la federazione non sarà più in onda in Italia a meno che non regali o quasi i suoi diritti televisivi. Di conseguenza, o lavorerò in tv con differenti programmi di intrattenimento, o ancora farò dell’altro di totalmente differente rispetto a quanto svolgo ora.

Con quale tuo collega ti diverti di più a commentare i vari show televisivi?

Lavorandoci assieme da ormai 18 anni, avendo una perfetta divisione dei ruoli e dei personaggi correlati con le loro forze e debolezze, la risposta non può che essere Luca Franchini. In generale lavoro bene comunque con tutti i colleghi della redazione wrestling. Sono decisamente misantropo ma in cabina di commento mi trasformo radicalmente, come se si animasse un alter ego dall’umanesimo più spiccato.Avendo facile comprensione dei punti di forza di ognuno dei miei compagni di avventura, mi pregio – al meglio delle mie possibilità – di adoperarmi per metterli sempre in evidenza e in primo piano.

Il sottoscritto e tutto lo staff di spaziowrestling.it ci tiene a ringraziare per la disponibilità davvero ammirevole “Il Bardo” Michele Posa e anche l’ufficio stampa di SKY Italia. Concludiamo questa intervista con alcune foto del nostro Michele, che lo ritraggano in alcuni momenti della sua grandiosa carriera da telecronista.

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