The Mirror #12- Sami Zayn: “Contro i pronostici”

Quanto può essere difficile, dopo essersi costruito un nome, un’immagine ben delineata, abbandonare tutto e ricercare la fortuna partendo da zero, con una nuova identità, delle nuove origini, una nuova scommessa?
Questo è il destino di molti wrestlers, che abbandonano la scena indipendente per dedicarsi anima e corpo ad una carriera nella major, la WWE.
Oggi a The Mirror affronteremo un caso particolare, il caso di Rami Sebei, lottatore Canadese di origini siriane, nato il 12 luglio del 1984 a Montréal, che dopo aver respirato wrestling indipendente per molti anni, cerca di fare il salto di qualità e approda nella federazione di Stamford, dove, in un primo momento, riesce a costruirsi un personaggio molto apprezzato dal pubblico, ma successivamente la gestione lo lascia dietro, come abbandonandolo, forse per mancanza di idee o fiducia.
Sono molti i nomi con cui questo lottatore può essere ricordato, noi ci atterremo all’ultimo, forse più noto, nome di Sami Zayn.
Scopriremo la sua carriera nelle federazioni minori, di come sia approdato a NXT, del suo passaggio nel main roster e i problemi da lui vissuti: tutto questo nel nostro editoriale, accompagnati dalle note dei The clash.
Buona lettura!

 

La storia di Sami Zayn si sviluppa nel corso degli stessi anni in diverse federazioni minori, prima dell’approdo in WWE. Quindi, per fini esclusivamente di chiarezza espositiva, affronteremo i suoi anni indipendenti non in ordine cronologico, per evitare che gli eventi si accavallino e perdano un senso preciso, bensì vedremo i traguardi da lui raggiunti in ogni federazione, quasi come un’esperienza chiusa. Fatta questa doverosa premessa, possiamo iniziare senza ulteriori indugi.

Rami nasce come wrestler in Canada, dove si fa le ossa per un paio di anni, dal 2002 al 2004, prima di cercare maggior fortuna nelle più famose federazioni di wrestling negli Stati Uniti.
Nella terra delle opportunità inizia il suo percorso nella Pro Wrestling Guerrilla (PWG). In questa sede ha molta fortuna nella divisione tag team, vincendo per ben cinque volte i titoli della federazione: tra i suoi compagni di squadra figura il nome di Paul LondonKevin Steen (attuale Kevin Owens).
In PWG si esibisce con il nome di El Generico.
Conquista il titolo massimo della federazione nel 2007, battendo il suo ex compagno di team Human Tornado. Poco dopo conquista anche anche i titoli di coppia con il solito Steen, e diviene il primo wrestler della PWG ad avere detenuto contemporaneamente i titoli di coppia e il titolo massimo.
I semi della sua amicizia con Owens sono così piantati e la storia che ci ha portati fino alla loro riunione in WWE si può dire iniziata. Accanto al compagno, riesce ad interrompere anche la striscia di imbattibilità degli Young Bucks, ma solo in un match non titolato; quando invece i titoli sono in palio la storia è ben diversa, e i due escono sconfitti.
Nel 2010 ritenta l’assalto al titolo del mondo, in quel tempo nelle mani di Claudio Castagnoli (Cesaro). Maggior fortuna avrà nel ladder match del 22 ottobre 2011 in cui, sconfiggendo l’amico Kevin Steen, riesce ad aumentare le sue statistiche e a guadagnare il secondo alloro mondiale. Alla fine, sarà lo stesso Kevin a strappargli la cintura.

Finita la parentesi della Pro Wrestling Guerrilla, raccontiamo i suoi trascorsi con un’altra federazione indipendente: Chikara.
Fa il suo debutto nel 2005, mese di febbraio, seguendo sempre il sentiero ben battuto dei match di squadra, con l’inseparabile Kevin Steen. Prendono parte ad un torneo riservato ai tag, ma riescono a raggiungere solo i quarti di finale prima di essere eliminati. La sua storia con la Chikara non è continua come quella di altre federazioni, e ne è la prova il fatto che dal suo primo match del 2005 passano ben tre anni prima di rivederlo calcare un ring della promotion.
Nel 2008 e nel 2009 partecipa ad un torneo per trio, perdendo in entrambe le occasioni, pur essendosi accompagnato in una di queste dagli Young Bucks. Ritenta la scalata del torneo anche nel 2001, ma i risultati non cambiano. Solo nel 2012 arriva un momento di gioia per lui, quando vince il torneo Rey de Voladores battendo X-Pac in finale.

Ma il 2005 è anche l’anno di un ulteriore, terzo debutto per il buon Rami, probabilmente anche il più importante: Ring Of Honor.
Indovinate quale modo scelse per il suo arrivo? Ma naturalmente un torneo trios! Scarsi risultati anche in questo caso, comunque. Ma dopo diverse sconfitte, tra cui quella con Roderick Strong e Austin Aries, decide di dire addio alla federazione.
Torna sui suoi passi un anno dopo, nel 2006 e inizia a farsi distinguere, sia in coppia con Kevin Steen che in singolo. Tuttavia non raggiunge particolari risultati, almeno fino al 2009. In questo anno arriva una conquista importante, in coppia con Steen: insieme i due riescono a conquistare i ROH World Tag Team Championship, sconfiggendo Jimmy Jacobs e Tyler Black (futuro Seth Rollins). Quando qualche settimana dopo i due perdono le cinture, El Generico è costretto fuori dal ring a causa di un infortunio.

A dicembre dello stesso anno Rami è tornato già a combattere, ma non nella più dolce delle maniere: perde infatti contro gli Young Buck e l’amico storico, Kevin Steen, che è al suo fianco anche in quell’occasione, turna heel ai suoi danni, colpendolo di sorpresa.
Colt Cabana giunge in suo soccorso, schierandosi contro Steen e Corvino, in uno scontro senza esclusione di colpi tra le due nuove coppie. Nella prima occasione vincono Colt Cabana ed El Generico, ma solo per squualifica, poichè Steen perde la testa e colpisce con una sedia il suo ex compagno. Si prenderà poi la sua rivincita in un match singolo, quando Rami deve chinare il capo di fronte a Kevin. Dopo la seconda sconfitta in tag a Glory By Honor IX. Steen è nuovamente accecato dalla rabbia e strappa la maschera dal volto del povero Rami. Tutto questo porta al match di Final Battle 2010, carico di significato e di rischi: El Generico, da un lato, mette sul piatto la sua maschera, la sua stessa identità; dall’altra parte c’è Kevin Steen, che risponde alla scommessa rischiando la sua carriera nella ROH. A vincere è El Generico, costringendo l’amico traditore ad abbandonare la federazione.

Ormai El Generico è lanciato, ma gli manca ancora un vero riconoscimento, un titolo da poter stringere a coronamento del bel periodo. Per questo tenta l’assalto al ROH World Television Championship di Christopher Daniels, riuscendo nell’impresa.
Perderà poi il titolo contro Jay Lethal.
La sua esperienza nella ROH termina nel 2012, perchè si stanno per schiudere di fronte a lui delle porte ben più importanti, delle porte dal colore giallo.

 

30 gennaio 2013: la WWE ufficializza la firma di El Generico per il settore di sviluppo di NXT, dove combatterà sotto il nome di Sami Zayn. Sconfigge subito Curt Hawkins Antonio Cesaro, costruendosi uno status buono nei primi mesi di permanenza nel roster. Si fa però sfuggire una grande occasione quando perde un Triple Threat match contro Cesaro e Leo Kruger, match che gli avrebbe permesso di acquisire lo status di contendente numero uno all’NXT Championship detenuto da Bo Dallas. Continua la faida con Cesaro, perdendola.
Ha comunque una shot al titolo di Dallas dopo il turn heel di quest ultimo: vince il match, se non che l’allora General Manager JBL fa ripartire il match, poichè il campione aveva un piede sulla corda. Con una scorrettezza, poi, Dallas salva la sua leadership, con grande tristezza di Sami.
Per riottenere il suo status di contendente numero uno, Zayn deve affrontare Adrian Neville, dopo che entrambi avevano segnato lo stesso identico tempo nella Beat The Clock Challenge. Perde il match contro l’inglese e così anche la sua seconda opportunità titolata scivola dalle sue mani.

Zayn torna allora sulle tracce di Antonio Cesaro, per riaprire la faida con lui: Sami è ossessionato dal voler ricevere il rispetto di Cesaro, così i due si sfidano a NXT Takeover: ArRival. In questa occasione è nuovamente lo svizzero a prevalere, ma alla fine della contesa stringe la mano di Sami, dimostrando tutto il suo rispetto per il rivale, che finalmente può dirsi soddisfatto pur nella sconfitta.
La strada verso il titolo NXT continua e questa volta passa per una Battle Royal: Tyson Kidd, Tyler Breeze e Sami Zayn toccano il suolo nello stesso momento, pareggiando il match che non riesce dunque a sancire uno sfidante al titolo. Triple H sancisce allora un match a tre, ed ancora una volta Zayn non coglie la grande occasione e perde. Stessa sorte avrà a NXT Takeover contro Tyler Breeze, con quest ultimo che mette in palio la sua shot al titolo NXT.
L’alloro dello show in giallo sembra davvero essere stregato per il giovane Sami.

A NXT Takeover 2, il nuovo GM William Regal sancisce un fatal 4-way match per l’NXT Championship. I partecipanti sono Sami Zayn, Tyler Breeze, Tyson Kidd e il campione Adrian Neville. Dopo un grande match, Neville sfrutta la distrazione di Zayn per sottrargli la vittoria, questa volta così vicina.
Sami decide di intraprendere la sua “Road to Redemption”, un percorso particolare che lo porta a concludere tutte le faccende in sospeso con Kidd e Breeze e a sfidare nuovamente il campione Neville a NXT Takeover: R Evolution Finalmente la sorte soffia nelle vele spiegate del canadese, che riesce, tra l’emozione generale dell’arena, a portare a casa la grande X del titolo NXT.
Tra il tripudio del roster intero, arriva a congratularsi con il neo campione un suo vecchio amico, Kevin Owens, che ha debuttato nello stesso evento. Dopo un abbraccio commovente tra i due, Owens attacca Zayn, con un volta faccia inaspettato.

 

Il match tra i due ex compagni è inevitabile: Kevin Owens riesce a demolire il povero Zayn, che perde il suo titolo per KO. Sami resta 7 mesi lontano dal ring NXT a causa di un infortunio, in chiave kayfabe, subito a causa di Kevin Owens. Quando torna deve riconquistare la sua posizione di sfidante principale al titolo, ma a frapporsi fra lui e quel risultato ci sono Baron CorbinSamoa Joe. Il Lone Wolf cede per una doppia sottomissione dei suoi due rivali, creando confusione attorno al risultato del match. Per chiarire il vero vincitore, si va ad un match tra Joe e Zayn: l’incontro è vinto dal samoano, che chiude le porte del titolo NXT per Sami.
L’ultimo match di Zayn a NXT è quello disputato contro il debuttante Shinsuke Nakamura, che ha visto il nipponico imporsi su uno dei simboli del roster di sviluppo. Match, tra l’altro, bellissimo, di cui consiglio vivamente la visione.
Ormai Zayn è pronto per il main roster.

Il 4 maggio 2015 è la data in cui Zayn viene introdotto al roster di Raw, niente meno che in risposta alla open challenge di John Cena per il titolo US, grazie ad un ospite di eccezione, ovvero Bret Hart. In quell’occasione in particolare Zayn rimedia una sconfitta, ma si fa conoscere dal pubblico del roster principale in maniera eccellente.

Il vero problema è che da quel momento in poi Sami Zayn non è mai stato una pedina importante nello scacchiere di Raw, ne tanto meno lo è diventato passando a SmackDown Live per effetto dello shake up.
Da questo suo utilizzo completamente sbagliato da parte della federazione, il pubblico, che pure lo sostiene abbastanza, ha iniziato a credere che mai la WWE avrebbe scommesso su Zayn così come aveva fatto in precedenza ad NXT. Io stesso, da suo estimatore, ho sempre sperato che le sue sconfitte continue portassero ad un piano più ampio, a una visione generale che ci avrebbe regalato il possibile nuovo Daniel Bryan, eppure le cose per lungo tempo non sono andate in questa maniera.

Di recente Zayn ha fatto,però, qualcosa che ha sconvolto la maggior parte degli appassionati di wrestling: ad Hell in a Cell, durante il match tra Kevin Owens e Shane McMahon, quando quest ultimo si trovava all’apice della gabbia d’acciaio, pronto per il solito salto spettacolare sul corpo di Owens, ormai adagiato senza forze sul tavolo di commento, Sami è spuntato d’improvviso al fianco del suo più grande amico e più grande rivale, lo ha tolto dalla traiettoria di Shane poco prima dell’impatto e gli ha permesso di vincere il match. La giustificazione a tutto ciò?
Il bene, per Zayn, non ha mai pagato, quindi perchè non assaporare un po’ di male?

Ci troviamo così di fronte a una “reunion”, se in tali termini si può definire, tra Owens e Zayn, che rubano la scena a SmackDown, ponendosi in contrasto con Shane e Bryan, gruppo dirigente dello show. Per la prima volta da quando ha fatto il salto da NXT, sembra che Sami sia invischiato in una vicenda importante, che magari potrà avere qualche sbocco interessante in termini di storyline. Certo è che il pubblico vorrebbe vederlo più protagonista, e la stessa WWE non deve farsi scappare l’opportunità di forgiare ancor di più un atleta del calibro di Sami, curando anche qualche dettaglio o più del suo personaggio. Io sono sicuro che quando Zayn vincerà il titolo mondiale, e state ben certi che questo avverrà, l’arena in cui accadrà tutto ciò esploderà dalla gioia per vedere che contro ogni scommessa, contro ogni pronostico, lui ce l’avrà fatta.

Aspettando che tutto ciò si avveri, per ora non mi resta che salutarvi e ringraziarvi per l’attenzione!
Un saluto a tutti gli amici di SpazioWrestling!

 

Francesco D'Agostino

Nato a Cassino, il 2 Giugno 1997, si appassiona al wrestling fin da piccolo, iniziando a seguirlo con assiduità però dal 2010. Editorialista per SpazioWrestling da Maggio 2017, dove scrive il "The Mirror". Wrestler preferito: Seth Rollins.