The Mirror #17- Steve Austin: “Senza legge”

Tutti gli atleti che competono nell’universo del wrestling WWE vantano un titolo, una caratteristica  che accompagna i loro nomi: “Superstar”. Ebbene si, per il pubblico, almeno sulla carta, sono tutti dei grandi atleti. Ben pochi, però, riescono ad accostare la loro identità a ben più pregiato riconoscimento, ovvero quello di leggende.
L’atleta che occupa il posto d’inanzi allo specchio della storia questa settimana è certamente uno dei pochi che platealmente verrebbero definiti delle leggende: il suo nome è Steven James Anderson, nato ad Austin il 18 dicembre 1964, e proprio dalla sua città natale prende spunto per formare il nome per il quale è conosciuto in tutto il mondo del pro-wresting (e non solo), il nome di Stone Cold Steve Austin.
 I 19 titoli conquistati tra ECW, WCW, WWF, WWE, non posso rendere da soli giustizia alla carriera di Austin, idolo delle folle, antieroe bevitore di birra, volto della federazione WWF e immagine sacra dell’intera Attitude Era, definito da molti osservatori della disciplina, ma anche da tanti lottatori del calibro di Ric Flair, John Cena, CM Punk, la più grande Superstar che la WWE abbia mai avuto nel corso della sua lunga storia, riuscendo ad attirare col suo carisma il pubblico come nessun altro aveva mai fatto e riuscendo a vendere un qualcosa come 15 milioni di t-shirt col suo nome stampato sopra.
Insomma, oggi affronteremo insieme non solo il racconto di vita professionale di un uomo straordinario, ma un vero e proprio pezzo di storia del wrestling. Una storia bellissima, importante, impossibile da dimenticare, anche tragica in un tratto, ma soprattutto emozionante.
Astraiamo dunque la mente da ciò che ci circonda con l’ausilio della musica e concentriamoci sulla storia del Texas Rattlesnake!

 

La vita di Steve subisce uno scossone già quando lui nemmeno poteva ricordarlo, con il padre che divorzia dalla madre quando lui aveva spento la sua prima candelina: quando la madre si sposa in seconde nozze con un altro uomo, Steve decide di assumere il cognome di quest ultimo, cambiando il suo nome da Steve Anderson a Steve Williams. A scuola riceve una borsa di studio di football americano, disciplina in cui vanno ricercate le origini della sua carriera sportiva. Dopo aver cambiato diversi lavori, conosce il mondo del wrestling e ne entra a far parte solo nel 1989, superati abbondantemente i venti anni. Da allora non ha mai smesso di combattere negli anni a venire.

Inizia a lavorare come wrestler in Texas, dove si esibisce con il ring name di Steve Williams.
Poco dopo il suo allenatore gli suggerisce di cambiare il nome in ring, poichè era causa di omonimia con un atleta allora ben più celebre, “Dr. Death” Steve Williams. Strizzando l’occhio ai suoi natali, viene scelto il nome di Steve Austin.
Trova terreno fertile per la sua crescita da wrestler nella United States Wrestling Association, nella quale viene notato dalla rivista Pro Wrestling Illustratedche già alla fine del 1990 lo fregia del titolo di “Rookie of the year”. La prima svolta della sua carriera la intraprende decidendo di lasciare la USWA per approdare nella ben più prestigiosa World Championship Wrestling.

Arrivando nella nuova federazione sceglie di non cambiare nome, bensì di accompagnarlo ad un aggettivo, divenendo così “Stunning” Steve Austin, ovvero “lo splendido”.
Viene affiancato sempre a donne splendide: in prima battuta è accompagnato da Vivacious Veronica, in seguito sostituita da Lady Blossom, futura moglie dello stesso Austin.
Dopo poche settimane dal suo debutto riesce a vincere il suo primo titolo, il WCW World Television Championship, battendo Bobby Eaton. Dopo le donne, è il momento di accompagnarsi anche agli uomini, ma questa volta come squadra, come stable: entra perciò a far parte della Dangerous Alliance.
Austin perse il suo titolo dopo 10 mesi di regno, riconquistandolo a solo un mese di distanza per poi perderlo definitivamente contro Ricky Steambot.
Finita l’avventura con il titolo Television, Steve sposta il suo mirino sugli allori di coppia, alleandosi per formare un tag team con Brian Pillman: il sodalizio tra i due si rivela fruttuoso, costruendo insieme la scala che li porta a cogliere i titoli tag team dagli alti rami dell’albero del successo.  La sorte fa però il suo gioco, gioco di cui rimane vittima Pillman, che deve prendere un periodo di pausa dal ring per un infortunio. Al suo posto viene eletto William Regal, che difende sciaguratamente i titoli con Steve Austin, perdendoli.
Mette in bacheca anche il titolo degli Stati Uniti in WCW, terminando il regno di Dustin Rhodes, titolo che deve cedere anche questa volte alle mani di Steambot.
Nel 1995, durante il tour in Giappone, Steve Austin subisce un infortunio e nel periodo di convalescenza viene licenziato dal vicepresidente della WCW, un tale Eric Bischoff.

Steve Austin non fatica a trovare un nuovo impiego, poichè c’è qualcuno che ha notato il suo talento e lo tiene fortemente in considerazione: si tratta di Paul Heyman, che, vedendo in Austin una gallina dalle uova d’oro, spinge per fargli calcare il ring della ECW, rendendolo di fatto il primo “Paul Heyman Guy” della storia.
Il periodo di Austin in questa federazione non è certo lungo, ma risulta importante nella nostra storia: durante questi mesi inizia a sviluppare quello che in futuro sarebbe divenuto il personaggio di “Stone Cold”, grazie anche al grandissimo spazio creativo lasciatogli libero dalla fiducia di Heyman. Il manager avrebbe voluto vedere Austin con il titolo ECW alla vita, per questo lo pone in un match titolato, che però Steve perde. Solo a distanza di anni Paul disse che l’idea iniziale era appunto quella di far uscire il Texano vincitore dalla contesa, idea che però trovò l’opposizione dello stesso Steve, che decise per il momento di preferire lo status di preda a quello di predatore.

Alla fine del 1995 Austin firma un contratto con la WWF, dove debutta nel gennaio 1996 con il ring name di Ringmaster, introdotto da Ted DiBiase nella sua Million Dollar Corporation, in qualità di nuovo Million Dollar Champion. Intraprende allora una faida con Savio Vega, che culmina in un match a Wrestlemania XII con una vittoria per Ringmaster. Dopo questi avvenimenti, Steve chiede alla federazione di adottare una nuova gimmick, entrando nei panni di un personaggio col cuore duro come la pietra e senza scrupoli, che avrebbe avuto il nome di Stone Cold Steve Austin.
La sua sublimazione era ufficialmente iniziata.

 

23 giugno 1996: inizia la scalata ai vertici.
Stone Cold vince il torneo King of the Ring, prendendo il posto di HHH in un push che era riservato a quest’ultimo ma che venne deviato sul personaggio di Austin dopo l’MSG Incident. Alla fine del torneo, festeggiando la sua vittoria, Austin fa il promo che definisce la sua carriera, segnando la nascita di una delle catchphrase più riconoscibili della storia del wrestling:

You sit there and you thump your bible, and you say yur prayers, and i didn’t get you anywhere! Talk about your Psalms, talk about John 3:16 […] Austin 3:16 says i just whipped your ass!”
(Tu ti siedi, leggi la Bibbia e reciti le tue preghiere, ma non ti ha portato da nessuna parte! Parli dei salmi, di Giovanni 3:16… “Austin 3:16” dice che ti ho appena fatto il culo!)

Dopo lo storico accadimento, Stone Cold dichiara guerra a Bret Hart, quando viene sconfitto proprio da lui alle Survivor Series. Durante la Royal Rumble, Steve Austin viene eliminato da Hart, ma per un fortuito caso la sua eliminazione non viene notata dagli arbitri, permettendo al Texas Rattlesnake di rientrare nel ring, eliminare a sua volta Bret Hart e vincere l’incontro.
Nel frattempo il titolo mondiale detenuto da Shawn Michaels viene reso vacante a causa di un suo infortunio al ginocchio: per coronare il nuovo campione, viene sancito un match a 4, a cui prende parte anche Stone Cold, che non capitalizza l’occasione e perde il titolo, afferrato dalle più abili mani del rivale Bret Hart.
Il regno titolato di Hart non dura però molto: la sera successiva alla sua conquista, perde la cintura a causa di un’interferenza di Austin. Ormai la guerra è senza esclusione di colpi.
Il tutto non poteva che concludersi in un match a Wrestlemania tra i due avversari, durante la 13esima edizione dell’evento più spettacolare del wrestling: il match è brutale, Stone Cold perde molto sangue durante lo scontro, che ha la stipulazione di un submission match, specialità del rivale Hart. Tanto è vero che Bret mette a dura prova la resistenza di Austin, che però, dopo ripetuti tentativi, una volta chiuso nella Sharpshooter sviene e perde il match. Nonostante la vittoria, Hart continua ad attaccare selvaggiamente il nemico, con Steve che rifiuta qualsiasi aiuto: in questo momento il pubblico assiste a un doppio turn, con Bret che diviene un heel e Steve Austin che passa nella schiera dei face. La scelta di far passare Steve tra i “buoni” è dettata dal crescente successo che quest’ultimo riscuoteva tra il pubblico. Inoltre con questo cambio Stone Cold finisce col definire un nuovo modo di interpretare i personaggio, assumendo per la prima volta un atteggiamento da tweener.
Durante l’evento In Your House 14: Revenge of the ‘Taker, Stone Cold e Bret Hart si sfidano nuovamente, con in palio la chance di affrontare il campione del mondo nell’evento successivo: in questa occasione a prevalere è Steve Austin, ma solo per squalifica. Questa è l’unica vittoria del Texano nella faida con Hart.
Nonostante il successo contro Hart, Stone Cold ancora una volta non riesce a conquistare il titolo massimo contro il campione, The Undertaker, perdendo il match per squalifica a seguito dell’intervento dell’ex compagno di team Brian Pillman.

Stone Cold non si perde certo d’animo per questa ulteriore sconfitta e si consola presto.
Titolo scaccia titolo: Steve si affianca a Shawn Michaels per ottenere la vittoria dei WWF Tag Team Championship, detenuti allora da Owen Hart British Bulldog. La faida con l’Hart Foundation sembra non avere fine. Purtroppo il loro regno titolato non ha fortuna, almeno per Michaels, che a seguito di un ennesimo infortunio deve rinunciare alla sua cintura. Stone Cold rifiuta di scegliere un compagno per la sua difesa titolata, ma proprio quando durante il match è soverchiato da Bulldog e Hart, interviene a suo favore Mick Foley in veste di Dude Love, che gli permette di vincere il match e conservare i titoli.

La faida tra la famiglia Owen e Stone Cold si conclude a SummerSlam, quando il titolo Intercontinentale detenuto da Owen Hart viene messo in palio contro il Texas Rattlesnake: Steve Austin riesce a vincere il match e portare a casa il titolo, ma durante la contesa subisce un grave infortunio al collo in seguito ad una piledriver mal eseguita dal rivale, che lo lascia paralizzato per qualche secondo a terra. Nonostante la vittoria, Austin rende vacante il titolo, per poter curare il suo serio problema.

Il 22 settembre 1997 va in onda una puntata di Raw is War: Owen Hart sta tenendo un discorso sul ring rivolto al pubblico, quando all’improvviso fa il suo ingresso Stone Cold Steve Austin, con un seguito di agenti della polizia di New York, per un assalto al povero Hart. Sul ring si precipita anche Vince McMahon, per dire a Stone Cold che Owen non era nelle condizioni fisiche per poter combattere e ottenendo di tutta risposta una stunner. Steve viene arrestato in seguito all’attacco. Questo sancisce l’inizio della storica rivalità tra Steve Austin e la famiglia McMahon.

Nel frattempo il Texano può davvero scrivere la parola fine alla parentesi Hart, sfidando nuovamente Owen per il titolo Intercontinentale che Austin non aveva mai perso sul ring. La riconquista ha successo e Steve può riabbracciare il suo caro titolo. A meno di un mese di distanza, però, lo rende nuovamente vacante, rifiutandosi di difenderlo contro The Rock, avversario posto sulla sua strada dallo stesso presidente.
Nel 1998 Steve Austin riesce a vincere nuovamente il Royal Rumble Match, acquisendo il diritto di sfidare il campione, Shawn Michaels, a Wrestlemania XIV. Il match viene vinto da Austin, che conquista così finalmente il titolo mondiale sullo stage più importante di tutti.
Da questo momento la rivalità tra Austin e Vince McMahon va sempre più inasprendosi: il presidente cerca di mettere i bastoni tra le ruote al nuovo campione, con mezzi leciti e non, mentre il Texano riesce a sfuggire alle trappole del chairman e non perde occasione per colpirlo con la sua stunner.

Stone Cold perde il suo titolo solo contro Kane e Taker in un match a tre, quando i suoi sfidanti lo schienano contemporaneamente. McMahon è costretto a rendere vacante il titolo e rimetterlo in palio tra i Brothers of Destruction: il match termina però in un no contest, quando Steve Austin entra e attacca entrambi gli sfidanti.
Vince decise allora di liberarsi una volta per tutte di quella piaga che era diventato Austin e lo licenzia. Per vendicarsi, Steve rapisce il buon presidente con l’ausilio di una pistola, che poi punta alla testa del malcapitato, facendo fuoco: quando una bandierina con scritto “bang 3:16″ viene esplosa dalla canna, la pistola si mostra essere niente di diverso da un giocattolo. La reazione di Vince è imbarazzante, e si manifesta come una chiazza sui suoi pantaloni (ci siamo capiti!).

Steve Austin partecipa alla Royal Rumble con la speranza di vincerla e poter affrontare il campione, The Rock, non solo per poter vincere il titolo, ma soprattutto per demolire quello che allora era il pupillo del presidente. Con una serie di inganni, la Rumble è vinta da Vince McMahon in persona, aiutato anche in questo caso da Rock. Visti gli eventi, il commissioner della WWF, Shawn Michaels, sancisce un incontro tra Stone Cold e il presidente, per determinare lo sfidante per il titolo mondiale a Wrestlemania XV. Il successo è tutto per Austin, che riesce dunque ad assicurarsi un posto d’onore per Mania. Il natale dei fan del wrestling vede dunque il grande match tra questi due titani, da una parte Stone Cold Steve Austin, dall’altra The Rock: il corso degli eventi sorride benevolo al Texano, che mette in bacheca il terzo titolo mondiale WWF.

Austin riusce a mantenere il suo titolo fino a SummerSlam, quando lo perde in un match a tre contro Triple H e Mankind, che esce vincitore e nuovo campione. Per Survivor Series è previsto un Triple Threat con protagonisti The Rock, Triple H e Steve Austin, tutti con l’obiettivo di accaparrarsi il titolo WWF. Tuttavia Stone Cold non prende parte al match, ma viene coinvolto in un angle in cui una macchina lo investiva, privandolo quindi dell’occasione titolata. L’idea di creare questa scena fu più una necessità che altro, poichè Steve aveva bisogno di un periodo di pausa per poter curare nuovamente i suoi acciacchi al collo.

Quando Stone Cold fa il suo ritorno nel 2000, Rikishi ammette le sue colpe, dichiarando di essere stato lui ad investire il Texano e che lo aveva fatto per favorire l’ascesa al vertice della federazione di The Rock e della famiglia samoana, vertice in precedenza occupato dalla grandezza di Austin. Ma si scopre che Rikishi non era stato altro che un burattino in tutta la vicenda, manovrato dalle abili mai di un Triple H spietato. Per questo Stone Cold sposta il suo mirino su Hunter, sfidandolo ad un match alle Survivor Series: il match si conclude in un no contest quando Stone Cold, con tutta la sua delicatezza, fa cadere da un’altezza di 20 metri una macchina nella quale era rinchiuso Triple H. Un signore!
Intanto è tempo della Royal Rumble, terreno amico di Steve Austin, che di fatto riesce a vincere la rissa reale per la terza volta nella sua carriera. Dopo questo ulteriore successo, Austin pone fine alla rivalità con Triple H in un Three stages of hell match in quel di No Way Out, vinto però dal King of Kings col punteggio di 2-1.

Wrestlemania-X-Seven il main event è ancora una volta cosa tra Stone Cold e The Rock: in quel match la vittoria è assicurata ad Austin grazie all’aiuto di un alleato inaspettato, ovvero Vince McMahon. Austin è per la quinta volta campione WWF.
Strinse una nuova alleanze anche con un altro vecchio rivale, Triple H, formando il tag team denominato The Two-Man Power Trip. Insieme conquistarono i titoli di coppia, che persero poi solo in seguito all’infortunio di HHH, che fu anche il motivo della separazione del team.

Arriva per la WWF io periodo dell’Invasion, nel quale devono contrastare il fronte comune messo su dalla ECW e dalla WCW, la Alliance. Vince McMahon non riesce ad ottenere vittorie significative contro gli atleti della WCW, per questo chiede ad Austin di tornare spietato come un tempo per contrastare la nuova minaccia. Stone Cold è il capitano del team WWF, prima di tradire la sua squadra per divenire il leader dell’Alliance, scontrandosi contro Kurt Angle, suo ex compagno. Proprio contro quest’ultimo Steve perde il suo titolo, riconquistandolo però per la sesta volta già nel momento del suo rematch. La Alliance fu poi smantellata dalla potenza del team WWF.

Vince McMahon decide di strappare il titolo mondiale dalla vita di Austin, che aveva tradito la sua fiducia, per consegnarlo tra le braccia di Kurt Angle. Il titolo gli viene subito restituito grazie all’intervento di Ric Flair, che si dichiara co-proprietario della federazione. Proprio Flair stabilisce che il campione WWF, Stone Cold, e il campione WCW, The Rock, si sarebbero affrontati in un match di unificazione dei titoli a Vengeance. Alla fine il match di unificazione vede anche la partecipazione di Chris Jericho, precedentemente in faida con The Rock, che risulta anche esserne il vincitore e primo Undisputed Champion.

Passano gli anni e iniziano a sorgere dei problemi nel backstage per Austin: dal ritorno di Hulk Hogan sembra che tra i due ci siano stati diversi dissapori. Steve decide di prendersi una pausa dalla federazione, senza però avere effettivamente l’autorizzazione di questa. Quando fa il suo ritorno, nel 2002, rifiuta molte delle idee del team creativo, definendole non congegnali al suo personaggio. Ancora una volta si allontana dalla federazione per un periodo di nove mesi. Torna ancora una volta nel 2003, trovando la federazione cambiata, anche nel nome (ovvero quello attuale di WWE).
Trova il suo posto nella federazione affrontando ancora una volta The Rock, in un match a Wrestlemania XIX: questa volta a vincere è il samoano, che vendica così le precedenti sconfitte. Questo è anche l’ultimo match che Steve Austin combatte in WWE.

Da allora l’avventura di Austin nel mondo del wrestling non è certo terminata, ma ha solo cambiato volto: non potendo più combattere sul ring per i problemi gravi al collo, ha preso parte a diversi programmi targati WWE, ad esempio un podcast da lui condotto sul WWE Network. Guardando gli ultimi anni possiamo certamente sottolineare lo splendido momento di apertura di Wrestlemania XXX, che ha visto gli ingressi di Hulk Hogan, The Rock e Stone Cold Steve Austin, tre delle più grandi icone della storia del wrestling, riunite sul ring per festeggiare a suon di birre il grande evento.

Termina così il nostro appuntamento con The Mirror e con la fantastica storia di Steve Austin, un atleta dal carisma eccezionale, che ha portato una ventata di aria fresca nel wrestling dei suoi tempi, condendo il tutto con tate innovazioni nella gestione e progressione del personaggio all’interno degli show. La sua gimmick di cane sciolto immune ad ogni regole gli è valsa l’amore vero e proprio di tutti i fan, scolpendolo nel monte della memoria come uno dei migliori di sempre in questo business.

L’appuntamento con il prossimo numero è, come sempre, tra due settimane! Nel frattempo auguro a tutti un buon rientro dalle vacanze e un buon inizio di Road To Wrestlemania!

 

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Francesco D'Agostino

Nato a Cassino, il 2 Giugno 1997, si appassiona al wrestling fin da piccolo, iniziando a seguirlo con assiduità però dal 2010. Editorialista per SpazioWrestling da Maggio 2017, dove scrive il "The Mirror". Wrestler preferito: Seth Rollins.

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