The Mirror #18- The Undertaker: “Dead Man Walking” (Parte 1)

Se una notte vi capita, come in un incubo, di essere in un cimitero, soli ed esclusi dal mondo esterno, schiacciati dal buio ovattato dell’ambiente in cui risplendono come uniche luci i lumini rossi, non abbiate paura, non fatevi suggestionare. Se squarciate il velo di nebbia notturna con la vostra curiosità, potreste vivere una grande avventura!
Cercate la vostra strada nei tetri cunicoli, vi porteranno ai piedi di una grande collina disseminata di tombe ed erbacce: salite senza indugio né paura, fino alla sua sommità. Sarete ora davanti ad una lapide ignobile, consumata dal tempo, assalita dal muschio che cresce selvaggiamente su di essa, senza nemmeno un fiore, una luca, un ricordo.
Solo due indizi sul marmo levigato: dei numeri, 23-2, che certo non possono corrispondere ad alcuna data completa; e poi c’è un nome, un nome strano da leggere su una lapide, un paradosso: The Undertaker, il becchino.
Ora, i più prudenti tra voi se la saranno già data a gambe all’inizio stesso del percorso, ma per chi è arrivato dinanzi alla pietra misteriosa, vi svelerò un piccolo segreto: nella terra sottostante non c’è un corpo, perchè nessuna tomba può contenere il suo corpo.

Con questa piccola, tetra introduzione, vi do il mio benvenuto tra le pagine di The Mirrordedicate oggi a una delle più grandi leggende della storia del wrestling, un’icona incredibile, un mito intramontabile, un personaggio intrigante: tutto ciò è Mark Calaway, in arte The Undertaker.

 

Mark nasce a Houston, in Texas, nel 24 marzo 1965, come ultimo arrivato di cinque fratelli.
Nel 1984 ha inizio a sua grande avventura nel mondo del wrestling dapprima sotto l’ala della WCCW (non è un errore di battitura, ma sta per World Class Championship Wrestling), adottando il ring name di Texas Red. Si trasferisce poi alla United States Wrestling Association, dove vince anche dei titoli, uno dei quali in un match contro Jerry Lawler. In questi anni veste i panni di diversi personaggi, cambiando gimmick per ben tre volte, senza che alcuno di essi riesca effettivamente a lasciare il segno.

Siamo nel 1989 quando Mark Calaway viene messo sotto contratto finalmente dalla WCW.
Nella federazione utilizza il nome di “Mean” Mark Callous, affiancandosi ad un altro lottatore, Dan Spivey, andando a formare con lui un tag team, gli Skyscrapers. Il suo debutto in WCW si registra a Clash of the Champions IX: The new Knockout, proprio in un match di coppia.
Nella sua breve esperienza in WCW combatte anche per un titolo, cerca di strappare l’NWA United States Championship dalle mani di Lex Luger, rimediando però una cocente sconfitta.
Già alla fine del 1990 il rapporto tra Mark e la federazione giunge al termine e il ragazzo trova nuovo impiego tra le braccia della creatura di Vince McMahon, la concorrente WWF.

Il debutto televisivo di Mark Calaway con la WWF avviene il 22 novembre del 1990, durante le Survivor Series, quando Ted DiBiase lo introduce come nuovo membro del Million Dollar Team, con il nome di Kane “The Undertaker”. Inizialmente questo personaggio è affiancato dal manager Brother Love, ma ben presto a quest’ultimo si sostituisce il ben più celebre Paul Bearer. Grazie anche a questo manager, il personaggio di Undertaker inizia ad assumere tinte sempre più tetre e soprannaturali, presentandosi come un personaggio oscuro nel match che ha gettato le fondamenta della streak Wrestlemania VII, dove ha sconfitto Jimmy Snuka (1-0) ottenendo un’importante vittoria.

 

Il 1991 sta giungendo a termine, quando la federazione decide di premiare il successo ottenuto da The Undertaker inserendolo in un match titolato contro il campione dell’epoca, niente meno che Hulk Hogan. Taker riesce a conquistare vittoria e titolo, divenendo per la prima volta WWF Champion, ma solo grazie all’intervento di Ric Flair, che lo avvantaggia posizionando una sedia sul ring, che permette a Taker di scaraventare Hogan sul suo acciaio con la Tombstone Piledriver.
Solo una settimana dopo, Hulk è pieno di risentimento, che canalizza in rabbia ed energia per poter sconfiggere il rivale. Anche questo match ha però un finale controverso, con l’Hulkster che riesce a prevalere soffiando negli occhi del becchino la cenere contenuta nell’urna di Paul Bearer.
La dirigenza della federazione, stanca dei match senza un chiaro risultato, revoca il titolo ad Hogan e lo mette in palio nella Royal Rumble.

Il titolo è sfuggito dalle mani di Taker, che, passando tra i face, accoglie una nuova sfida: il prossimo obbiettivo di Mark sarebbe stato il suo ex compagno Jake “The snake” Roberts, in un match che avrebbe avuto scena a Wrestlemania VIII. The Undertaker resiste a due DDT dell’avversario e la sua determinazione viene ripagata portandolo alla vittoria del match (2-0).
Undertaker partecipa alla Royal Rumble del 1993, con l’aspettativa di vincere la rissa reale ed essere proiettato nel main event di Wrestlemania: per sua sfortuna un lottatore debuttante, dall’alto dei suoi 2 metri e 32 cm, non era d’accordo con questa intenzione. Si tratta di Giant Gonzalez, wrestler argentino che riesce ad eliminare il becchino dal match. L’affronto non può certo restare impunito, tanto che Taker sfida Gonzalez ad un match in quel di Wrestlemania IX, vinto da Mark solo per squalifica, in maniera per altro del tutto singolare: infatti il gigante argentino durante il match addormenta il dead man con del cloroformio. (3-0)

Il 1994 è l’anno della grande faida con Yokozuna, allora campione WWF.
Il titolo di Yokozuna è conteso proprio da Taker, che cerca di conquistarlo durante la Royal Rumble di quell’anno, durante un Casket Match, sua specialità per ovvie ragioni. La grande occasione sfugge tuttavia dalle mani del dead man, che durante il match viene attaccato da altri dieci lottatori, che lo mettono fuori gioco e porgono la vittoria a Yokozuna su un piatto d’argento. Mark decide di prendersi un periodo di pausa dal ring, per recuperare da alcuni infortuni subiti in precedenza e passare tempo in famiglia. Dopo essere tornato a calcare il quadrato a SummerSlam, Taker è pronto a gustarsi la sua fredda vendetta nei confronti di Yokozuna: durante Survivor Series riesce ad assicurarsi la vittoria, avvalendosi per altro di uno special enforcer d’eccezione, Chuck Norris.

Undertaker, per recuperare dagli infortuni, l’anno precedente aveva saltato la decima edizione di Mania, facendo subire una battuta d’arresto anche alla continuità della streak. Nel 1995, però, la sua incredibile serie di vittorie è pronta ormai a riprendere il suo cammino inesorabile verso la gloria: il mal capitato questa volta si chiama King Kong Bundy che, su ordine della vecchia volpe di Ted DiBiase, ruba la preziosa urna di Taker, scatenando l’ira funesta di quest’ultimo: a Wrestlemania XI  il becchino distrugge Bundy, portando la streak sul risultato di 4-0. Purtroppo riuscirà a recuperare la sua urna soltanto alla fine dell’anno.
Anche nel 1996 la serie di vittorie continua a Wrestlemania XII, dove Taker sconfigge Diesel Dopo una breve faida.

L’evento più importante del 1996 per Undertaker è certamente l’inizio di una rivalità che assumerà i connotati della leggenda nel futuro: quella con Mankind. A SummerSlam The Undertaker esce sconfitto dal match contro il rivale a causa del tradimento del suo manager storico, Paul Bearer, che sceglie di cambiare casacca ed iniziare a giocare per la squadra di Mankind. Il culmine di questa prima fase dei loro incontri si raggiunge nell’evento In Your House 11: Buried Alive, che prende il nome dalla stipulazione speciale inserita appunto nel match Taker vs Mankind, ovvero il Buried Alive Match, per la prima volta presentato in un ring della WWF. L’incontro termina con l’affermazione di Taker, che però viene comunque seppellito da numerosi lottatori, che lo rinchiudono quindi nel ventre della terra.
Dopo essere rimasto lontano dal ring nuovamente fino alle Survivor Series, The Undertaker torna nell’evento che ricorda il suo debutto per attaccare nuovamente Mankind, che ancora una volta esce con le ossa rotte e la coda tra le gambe dalla contesa. Taker si presenta al match con un look rinnovato, più sinistro rispetto al solito e con la manifestazione di alcuni poteri soprannaturali: era divenuto “Lord of Darkness”. 

Tante belle faide sono già messe negli archivi storici della carriera di Taker, ma per quanto riguarda i titoli c’è un po’ di penuria. A ciò il becchino pone rimedio durante la tredicesima edizione di Wrestlemania, suo cimitero preferito, nella quale sconfigge il campione Sycho Sid, mettendo in bacheca il secondo WWF Championship e un 6-0 nella streak.
Una vecchia conoscenza fa il suo ritorno dall’oscurità: Paul Bearer, che solo pronunciando la parola “fuoco” riesce ad ottenere il controllo di The Undertaker. Il manager spiega allora al pubblico che Taker si è macchiato di un grave crimine che lo ha reso quell’entità oscura che tutti vedevano, appiccando un incendio alla casa della sua famiglia, lasciando che le fiamme infernali divorassero i suoi parenti più stretti. Tutti, tranne uno, che era riuscito a salvarsi: il fratellastro Kane.
Nel frattempo The Undertaker aveva difeso diverse volte il suo titolo, perdendolo a SummerSlam per un errore dello special guest refereeShawn Michaels, errore che condusse i due a scontrarsi in un Hell in a Cell Match durante l’evento In Your House 13: Badd Blood. Proprio questo è lo scenario prescelto da Kane per fare il suo debutto, attaccando Taker e facendogli perdere il match.
Anche durante la Royal Rumble, Michaels, intanto divenuto campione, riesce a sopraffare le forze oscure di Taker grazie all’aiuto di Kane. Il becchino deve assolutamente trovare una soluzione al suo problema familiare, così decide di affrontare la Big Red Machine a Wrestlemania XIV: inutile dire che anche in questo caso il dead man iscrisse un altro nome nella lista delle sue vittime a Mania, portandosi sul 7-0.

Dopo un breve periodo di pausa, Taker torna nella federazione reclamando un’opportunità al titolo WWF, ricevendo come risposta da Vince McMahon un match tra lui e Kane per la number one contendership. L’incontro in questione vede come vincitore Kane, ma solo perchè Mankind interferisce negli eventi, causando la sconfitta di Taker.
Tutto ciò ci porta direttamente allo storico Hell in a Cell match tra The Undertaker e Mankind andato in scena durante King of the Ring: questo match viene tutt’oggi ricordato come un’importante pagina del grande libro del wrestling per la sua brutalità, intensità e carica emotiva. Alla fine a firmare quella pagina ci pensa Taker, vincendo il match.

 

Continuando la faida con Kane, The Undertaker entra in collisione anche con il campione WWF dell’epoca, Stone Cold Steve Austin: i due vincono dapprima insieme i WWF Tag Team Championships, per poi affrontarsi a SummerSlam in un match per il titolo WWF, vinto da Austin.

Ancora una volta Taker si prende una piccola pausa per recuperare la forma fisica, tornando nel gennaio 1999.
Ma non è lo stesso Undertaker che aveva lasciato il ring qualche settimana prima: ora appare ancor più oscuro agli occhi del pubblico, elevandosi a sacerdote del male, con un personaggio dai risvolti quasi satanici. Questo tetro personaggio inscenato da Mark dichiarava di essere mosso da un “higher power”, un potere superiore che lo ispirava nelle sue azioni. Accanto a lui una stableThe Ministry of Darkness, composta da Edge,Christian, Gangrel, JBL, Faarooq, Mideon Viscera. Accanto a tutti questi lottatori figurava anche il nome di Paul Bearer, ancora una volta nelle vesti di manager. L’obbiettivo di questo simpatico gruppetto era quello di “sacrificare” i lottatori della WWF, sconfiggendoli, per tirare fuori da loro il lato oscuro che ognuno di noi ha e magari reclutarli.
Per un periodo Taker, pur essendo il leader della stablenon lotta a causa di un infortunio all’anca. Ha però un progetto ambizioso nella sua mente diabolica: vuole prendere il posto di Vince McMahon nella guida della federazione.
Per perseguire questo suo ideale, The Undertaker decide di rapire Stephanie McMahon, figlia del chairman, costringendo quest’ultimo a stringere un’improbabile alleanza col suo nemico giurato, Steve Austin. Così, mentre Taker cerca di sposare una riluttante Stephanie in delle nozze oscure celebrate da Barer, Austin fa il suo ingresso in groppa al cavallo bianco e salva la principessa dalle mani del mostro.
Se Steve Austin si era preso la donna dei desideri di Taker, il becchino si sarebbe preso il suo titolo, vincendo per la terza volta il WWF Championship. Ad aiutarlo in questa impresa interviene Shane McMahon, che nei panni di arbitro speciale nel match The Undertaker vs Steve Austin favorisce il dead man con un conteggio rapido che fa perdere il titolo al Texas Rattlesnake
Shane McMahon, intanto, prende il controllo della Corporationstable creata poco prima insieme al padre. Con l’intesa di Shane e Taker, la Corporation e i Ministry of Darkness si fondono, creando i Corporate Ministry. Per rispondere alla nuova minaccia rappresentata da questo gruppo, Vince McMahon fonda The Union, un ulteriore gruppo che racchiudeva alcuni dei vecchi membri della Corporation. Tra gli alleati della Union risulta esserci anche Steve Austin. Alla fine della fiera si scopre che il “potere superiore” che The Undertaker stava servendo era stato da sempre Vince McMahon, che con una serie infinita di inganni e macchinazioni, aveva tramato alle spalle di Stone Cold insieme a Taker per riuscire a liberarsi di lui.
Poco dopo la grande rivelazione i Corporate Ministry si sciolgono, così come la relazione tra Taker e i McMahon. The Undertaker è tornato ad essere un’entità solitaria.
Purtroppo Mark è costretto a stare 8 mesi lontano dagli show a causa di guai fisici. Nel frattempo la WCW gli offre un ricco contratto, rifiutato senza appello dall’uomo.

Cari amici di The Mirror, questa era la prima parte della carriera di The Undertaker, dai suoi esordi fino al 1999. Per non tralasciare niente della storica carriera di The Undertaker, eccezionalmente questa sarà divisa in due parti, la prima che avete appena letto e la seconda in uscita domenica prossima. Continuate dunque a seguire le pagine storiche di The Mirror anche la prossima settimana e, nel frattempo, godiamoci l’appuntamento che ci attende con Raw 25 domani notte, con il ritorno sul ring dello stesso Taker.
Un abbraccio e alla settimana prossima!

Francesco D'Agostino

Nato a Cassino, il 2 Giugno 1997, si appassiona al wrestling fin da piccolo, iniziando a seguirlo con assiduità però dal 2010. Editorialista per SpazioWrestling da Maggio 2017, dove scrive il "The Mirror". Wrestler preferito: Seth Rollins.