The Mirror #26- Samoa Joe: “La velocità del successo”

Questa settimana abbiamo la fantastica occasione di ripercorrere insieme la storia di un talento naturale del wrestling, un’atleta che fin da principio è stato riconosciuto come grande prospetto della disciplina e con velocità incredibile è riuscito a scalare la montagna del successo, seppur con qualche piccolo intoppo. Oggi andiamo dunque a narrare la storia di Nuufolau Joel Seanoa (nato il 17 marzo 1979), il cui nome impronunciabile rende più semplice per tutti chiamarlo Samoa Joe.
Tuffiamoci dunque nella sua storia!

DALLA CALIFORNIA AL GIAPPONE
Fin da ragazzino Joe si dedica con costanza al mondo sportivo, essendo campione di Judo e parte della squadra scolastica di football. Inizia a stringere il suo legame col mondo del wrestling verso la fine del millennio, nel 1999, anno in cui cominciano i suoi allenamenti.
Ai suoi preparatori non sfugge la predisposizione e il talento naturale che il ragazzo sembra avere per la disciplina e da parte sua Joe migliora incessantemente ad un ritmo indescrivibile. Tutti questi elementi fanno si che gli allenatori decidano di farlo debuttare sul ring a soli tre mesi dall’inizio della sua preparazione, un vero e proprio record per le storie che abbiamo raccontato fino ad oggi!
Il nome di Samoa Joe comincia a riecheggiare in tutta la California, soprattutto per l’ottimo lavoro svolto con la Ultimate Pro Wrestling, federazione ormai defunta collegata alla WWE. Joe risulta essere il campione più longevo della storia della federazione e tra i feud da lui condotti spicca su tutti quello con un altro ragazzo che sarebbe entrato di diritto nella leggenda della disciplina: John Cena. I due vanno talmente tanto d’accordo da diventare amici anche nella vita reale.
 Dopo questa prima esperienza Samoa Joe parte per il Giappone, dove combatte per la NJPW e la ZERO ONE.

NUOVO PRESTIGIO IN ROH
Siamo nel 2002 quando Joe sente la mancanza della terra natia e decide di far ritorno in America, dove trova pronto ad aspettarlo la Ring Of Honor.
Il suo arrivo non è certo dei più esaltanti: inizialmente fa solo da guardia del corpo a Christopher Daniels; anche in questo caso la straordinaria tenacia e il talento di Joe lo portano a scalare in brevissimi tempi le gerarchie sul ring, tanto da farlo divenire presto campione del mondo, con un regno della durata di 21 mesi, ancora oggi record imbattuto di longevità nella ROH. Pensate che prima del regno di Samoa Joe il titolo massimo della ROH non era nemmeno riconosciuto come effettivo titolo mondiale, ma proprio nel corso del suo regno la rivista Pro Wrestling Illustrated riconobbe alla cintura tale prestigio.

ODIO E AMORE
La vera svolta nella carriera di Samoa Joe arriva tre anni più tardi rispetto al suo arrivo in ROH, quando decide di firmare con la TNA. Col suo debutto nella nuova federazione, risalente al giugno del 2005, gli viene affibbiato anche il soprannome che ancora oggi tutti conosciamo, “The Samoan Submission Machine”.
Joe vince facilmente il suo primo match, iniziando a lastricare di successi una strada che lo avrebbe condotto fino alla conquista del titolo X-Division.
Nel mese di luglio, insieme al grande Kurt Angle, Samoa Joe conquista i titoli di coppia sconfiggendo il Team 3D in occasione dell’evento Victory Road. La stipulazione speciale del match prevede però che entrambe le cinture spettino a Joe, che deciderà in seguito con chi continuare a difenderle.
Le vittorie di ben due cinture in pochissime settimane rendono il giovane Joe sfrontato, tanto da sfidare apertamente Kurt Angle in un Winner Takes All Match, ponendo quindi in palio entrambi i titoli: tale tracotanza non paga, tanto che il campione olimpico vince match e titoli, lasciando il samoano con un pugno di sabbia in mano.
In seguito Samoa Joe inizia una rivalità con Christian, che si intreccia anche con la storia di un altro lottatore, Robert Roode (forse lo conoscete meglio con il nome di Bobby).

Il 2008 non inizia nel migliore dei modi con Joe, che si ritrova ad avere un acceso diverbio con la compagnia, avendo dubbi sulla possibilità di rinnovare con la stessa. Tutto era dovuto al malcontento di Samoa Joe nei confronti del suo status e di alcuni colleghi che ha detta del samoano non facevano nulla ma erano comunque ricompensati, mentre chi sudava tutte le settimane per un posto di rilievo vedeva le sue aspettative puntualmente deluse (Qualcuno per caso ha trovato dei punti di contatto con ciò che viviamo in WWE?).
In realtà le riflessioni e le accuse di Joe erano motivate da un ulteriore evento: in occasione di Turning Point 2007 il samoano doveva fare squadra con Kevin Nash Scott Hall per affrontare la Angle Alliance (squadra composta da Aj Styles, Tomko e naturalmente Kurt Angle). Scott Hall non si presentò al match, dovendo dunque essere sostituito e questo fece montare l’ira di Samoa Joe. Ira che venne acuita ancora di più quando, in seguito alle sue lamentele, a Scott Hall fu comunque concesso un match per i titoli di coppia assieme a Nash.
Ma la situazione contrattuale pendente di Joe convinse la TNA a fare qualcosa, sostituendolo a Scott Hall nel match di coppia. Ma a metà dell’incontro titolato, Kevin Nash abbandona il suo compagno, lasciando così Joe in balia degli avversari.
Tuttavia Samoa Joe non si mostra violento nei confronti di Nash nonostante il tradimento.

La TNA ancora non riesce a convincere il samoano a firmare il nuovo contratto: da parte sua Joe chiede un aumento del salario e la possibilità di sfidare il campione del mondo della federazione. Alla fine le sue pretese vengono accontentate e Samoa Joe inizia dunque a concentrarsi sul suo obbiettivo: togliere la cintura dalle mani di Kurt Angle.
Per fare ciò decide di avvalersi ancora una volta dell’aiuto di Nash, questa volta con l’aggiunta in squadra di Christian, per mettere fuori gioco la Alliance, in modo che nessuno avrebbe potuto interferire nel suo match con Angle: i tre riescono nell’impresa a Destination X, sconfiggendo il team del campione.
Così, il 13 aprile del 2008, durante Lockdown, Samoa Joe affronta Kurt Angle per il titolo massimo: il samoano vince il TNA World Heavyweight Championship, divenendo contestualmente anche il terzo Triple Crown Champion della storia della federazione. Il regno di Joe va avanti per 182 giorni, perdendo il titolo poi contro Sting.
A causa di un infortunio è costretto ad un periodo di riposo fuori dal ring.

Quando torna nel 2009 Joe è cambiato: i suoi capelli sono rasati, sulla sua faccia appare un face paint e la sua violenza raggiunge picchi estremi, tanto da essere usato più volte come arma dal GM Mick Foley. 
Samoa Joe finisce per unirsi alla Main Event Mafia, nuova stable guidata dal vecchio rivale Kurt Angle, aiutando proprio il leader a vincere il titolo mondiale. Di lì a poco il samoano riesce a rimettere le sue mani sul primo titolo che aveva detenuto nella federazione, ovvero quello della X-Division.
Da allora Samoa Joe continua la sua carriera in TNA con diverse faide e vittorie titolate, fino al 2015.

TO THE NXT LEVEL
 Nel 2015, dopo ben 10 anni di fedeltà alla TNA, Samoa Joe decide di non prolungare il suo contratto.
Si concede un breve ritorno alle origini presso la corte della Ring Of Honor, che lo consacra come wrestler di livello assoluto e internazionale, prima di approdare, come tutti ormai inizia a vociferare, presso la WWE.

Si decide che Joe farà il suo debutto nel territorio di sviluppo, NXT.
Ad NXT TakeOver: Unstoppable è ormai finito il secondo incontro per il titolo massimo tra Kevin Owens Samy Zayn e il campione, Owens, sta attaccando selvaggiamente con una sedie il suo ex amico, quando all’improvviso risuona una musica sconosciuta al pubblico nell’arena e accompagnato da quelle note fa il suo ingresso Samoa Joe, per la felicità degli spettatori che lo accolgono con cori entusiastici.
Inizialmente a Joe era permesso di lottare in altre federazioni per impegni minori, ma quando la WWE vede schizzare alle stelle il primo merchandise dell’atleta decide di metterlo sotto contratto a tempo pieno.
Dopo le prime tensioni con Kevin Owens, Samoa Joe decide di unire le sue forze a Finn Bàlor per cercare di conquistare al suo fianco il trofeo messo in palio per la prima edizione del torneo tag team dedicato a Dusty Rhodes. I due fanno un ottima squadra e, match dopo match, riescono a vincere il trofeo tanto ambito.

Ma nel frattempo Finn è anche il campione di NXT, cosa che certamente ingolosisce il buon Joe che decide allora di tradire la fiducia del suo compagno e sfidarlo per il titolo. Dopo aver perso la sua prima occasione a Londra, Samoa Joe deve meritarsi la number one contendership contro Samy Zayn e Baron Corbin: il match a tre finisce con una doppia sottomissione da parte di Zayn e Joe ai danni del povero Lone Wolf. Così William Regal decide di sancire un Two Out of Three Falls Match tra i due “vincitori”: questa volta il risultato è netto e Samoa Joe diviene contendente numero uno.Risultati immagini per samoa joe nxt champion

Tutto sembra ormai pronto per la conquista del titolo da parte del samoano, tutto tranne Finn Bàlor, che decide di mettere ancora una volta i bastoni tra le ruote del collega e difende con successo il titolo anche in occasione di NXT TakeOver: Dallas. Solo in un live event il 21 aprile Joe riesce a laurearsi campione NXT, circostanza davvero strana per la WWE.
Samoa Joe mantiene salda tra le sue mani la cintura gialla per quasi tutta l’estate, fino a quando un nuovo arrivo, un certo Shinsuke Nakamura non decide che è arrivata l’ora di cambiare leader nel roster, sconfiggendo Samoa Joe per il titolo ad NXT TakeOver: Brooklyn II.
 Quando tutti ormai lo danno per spacciato, Samoa Joe riesce nell’incredibile sforzo di riconquistare la cintura, sconfiggendo il campione giapponese a Toronto. Dopo sole due settimane Nakamura vince per la seconda volta il titolo durante un evento nella sua terra natale, per poi difenderlo da un altro assalto di Joe in Australia.
Con questa ultima sconfitta si chiude il cammino, molto prestigioso, di Samoa Joe ad NXT.

TANTO FUMO, POCO ARROSTO
Durante la puntata di Raw del 30 gennaio 2017 Samoa Joe fa il suo debutto a sorpresa, attaccando Seth Rollins durante un suo confronto con Triple H. La modalità del debutto di Joe fa ben sperare per il suo futuro, vista comunque la scaltrezza con cui sembra venire affiancato alla figura di Triple H, se non fosse che parte del pubblico lo critica per come applica la famosa Coquina Clutch a Rollins, provocando dei danni al ginocchio già problematico dell’idolo del pubblico.

Per diverse settimane la WWE sembra non avere molte idee per le gestione del personaggio di Joe, mandandolo più volte contro Samy Zayn ed altri atleti. La svolta sembra arrivare quando il samoano diventa il contendente numero uno al titolo Universale detenuto da Brock Lesnar: la faida tra i due è gestita molto bene, con un Samoa Joe che non viene messo in ombra dalla sconfinata forza di Lesnar anzi sembra essere l’unico a poter contrastare lo strapotere del campione. A Great Balls of Fire, però, il sogno di Joe finisce sotto i colpi di Lesnar, che vince il match e difende il suo titolo, provocando tra l’altro la prima sconfitta per schienamento per Joe.
In seguito Joe dovrà restare fuori dal ring per un paio di mesi, tornando poi per affrontare Roman Reigns, all’epoca campione Intercontinentale, senza tuttavia riuscire mai a strappargli il titolo dalle mani.

Purtroppo la storia nel main roster di Samoa Joe per ora non è stata particolarmente fortunata, poichè dopo i match con Reigns è stato costretto nuovamente ad uno stop di tre mesi. Al suo recente ritorno lo abbiamo visto protagonista dello shake up che lo trasferisce nel roster di SmackDown, dove ora milita.
Attualmente è impegnato a ricavarsi uno spot nel Money in the Bank Ladder Match, contendendo però tale posto a niente meno che Daniel Bryan.

Samoa Joe è un wrestler incredibile sia per doti tecniche che per capacità di intrattenimento al microfono. Nella sua carriera è sempre riuscito a raggiungere risultati strabilianti in pochissimo tempo e, nonostante tale fortuna non si sia ancora replicata nel roster principale della WWE a causa anche dei suoi infortuni, sono sicuro che nel futuro prossimo il samoano riuscirà a portarsi a casa qualche bella cintura e ad elevarsi finalmente allo status di main eventer che si merita.

Mentre aspettiamo questi lieti eventi io non posso far altro che salutarvi e augurarvi una buona settimana!
Un abbraccio!

 

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Francesco D'Agostino

Nato a Cassino, il 2 Giugno 1997, si appassiona al wrestling fin da piccolo, iniziando a seguirlo con assiduità però dal 2010. Editorialista per SpazioWrestling da Maggio 2017, dove scrive il "The Mirror". Wrestler preferito: Seth Rollins.