The Mirror #28- Hulk Hogan: “La leggenda delle leggende” (Parte I)

Tutti gli sport hanno una figura di riferimento, un atleta talmente eccezionale da ridefinire la disciplina stessa, accompagnarla per diversi anni facendola crescere e facendo acquisire nel contempo caratteri di sacralità alla sua figura. Il wrestling non fa eccezione, anzi, i lottatori mitici che si sono alternati sul ring nel corso degli anni sono davvero molti, anche se nessuno forse ha mai raggiunto lo stesso livello di popolarità del protagonista del nostro appuntamento di oggi con The Mirror.
Il caro Terrence Gene Bollea, in arte Hulk Hogan, è senza dubbio il wrestler più riconoscibile nella storia della disciplina, tanto da far conoscere la stessa ad un bacino di utenza che affezionandosi a lui nel corso degli anni ha poi continuato a seguire il pro wrestling.
Oggi andiamo dunque a celebrare la sua carriera ricordandola nei sui successi e nelle sue zone d’ombra, sviscerando la figura tanto celebre della leggenda delle leggende.

IN GIRO PER IL MONDO
 Le origini di Hulk Hogan sono da ricercare anche nel nostro Bel Paese: il padre era figlio di un immigrato italiano e la madre era di origine franco-italica. Dapprima Hogan si dedica per diversi anni al baseball semi-professionistico e milita anche in alcune band rock. Quella per il wrestling è però una passione che si porta dietro fin dall’infanzia, quando guardava gli atleti combattere senza immaginare neppure che un giorno sarebbe stato tra i piu grandi di quella stessa disciplina.
Il primo match Hogan lo combatte il 10 agosto del 1977 con terribile ring name di The Super Destroyer, di lì inizia a conquistare i primi titoli in NWA, combattendo anche per l’NWA World Heavyweight Championship, titolo che all’epoca era considerato il più prestigioso del mondo.

Nel 1979 passa a combattere per la World Wrestling Federation, dopo aver fatto ben valere la sua presenza in NWA. Non passa molto tempo prima che la popolarità di Hulk Hogan cresca a dismisura nella federazione, offrendogli spot importanti come la prima faida contro il fenomenale André The Giant. La fama di “The Incredible” Hulk Hogan riesce anche a sfondare le pareti del wrestling, tanto da convincere Silvester Stallone ad offrire al lottatore una parte in Rocky III.

Intanto Hogan  ha fame di esperienze nuove, vola in terra d’oriente per lottare nella New Japan Pro Wrestling. Anche qui ottiene grandissimi successi tanto da meritare il soprannome di Ichiban, il “numero uno”. Il Giappone offre ad Hulk anche la possibilità di cambiare il suo moveset, in America basato soprattutto su manovre potenti, passando a mosse più elaborate e tecniche.
Riesce a vincere la prima edizione del torneo Wrestling Grand Prix, sconfiggendo la grande leggenda Antonio Inoki, che in futuro sarà anche suo compagno di coppia.

Siamo nel 1981 quando Hulk Hogan firma un contratto con l’ American Wrestling Association. La federazione cerca di proporlo al pubblico come heel, ma la sua figura imponente unita alla fama nazionale raggiunta anche con la sua comparsa nel terzo capitolo della saga cinematografica di Rocky convince presto i booker (per non dire che li costringe) a farlo passare nella compagine dei face. Nonostante l’acclamazione da parte degli spettatori, il presidente della AWA non diede mai l’occasione ad Hogan di vincere il titolo massimo, arrivando addirittura a rendere invalidi i risultati positivi di alcuni suoi match titolati pur di non concedergli tale chance. Naturalmente questa decisione fece infuriare il pubblico.

L’HULKAMANIA E I SUOI RITUALI
Nel frattempo la WWF è passata in mano a Vince McMahon, nel 1982, e il nuovo presidente ha un pallino fisso in mente: riportare nella sua federazione Hulk Hogan e sfruttare il suo carisma e la sua fama per farne il wrestler di punta. La trattativa va a buon fine e l’Hulkster fa il suo atteso ritorno a casa.
Passano solo tre settimane da tale momento che già Hulk Hogan raggiunge il primo successo incredibile, vincendo il titolo dei pesi massimi contro The Iron Sheik: in realtà il tutto è frutto di una casualità, dato che lo sfidante originario del campione, Bob Backlund, si infortuna poco prima del match. In occasione di quella vittoria il commentatore si lascia prendere dall’euforia ed esclama una frase che segnerà un epoca: “L’Hulkamania è qui!”
 Da qui inizia l’ascesa di Hogan al vertice del wrestling mondiale.

Ha origine anche il rituale del suo ingresso sul ring, con magliette strappate e mani alle orecchie per sentire l’acclamazione del pubblico. Inizia anche un modo tipico di far svolgere i match che lo vedevano protagonista: quasi sempre contro avversari “monster heel”, Hogan iniziava bene l’incontro per poi subire la furia nemica per il resto del tempo, ma proprio quando sembrava prossimo alla sconfitta, allora traeva forze dal suo pubblico e dalla sua determinazione per andare infine a vincere. Questa fase di “rinvigorimento” chiamata Hulking Up è certamente iconica, basti pensare al gesto di Hogan che, sommerso dai colpi avversari, si rialza comunque e indica con l’indice il petto dell’avversario come a dire “Ora tocca a te!”.

Vince McMahon aveva intenzione di rivoluzionare del tutto il business che reggeva tra le sue mani, aspettava solo l’idea giusta per un grande cambiamento: l’intuizione che si rivelerà geniale arriverà tra l’ ’84-85 e avrà il nome di Wrestlemania. Hogan non può mancare ovviamente all’evento, in occasione del quale vince un match di coppia insieme all’amico Mr. T.
Un anno dopo, a Wrestlemania II, vince il titolo mondiale contro King Kong Buddy in uno Steel Cage Match, mentre nella terza edizione affronta, sempre nel main event, André The Giant, wrestler imbattuto per due decenni. Hogan vinse il match e difese il suo titolo, sconfiggendo il gigante francese con una storica body slam.

DOMINIO
 Il regno di Hulk Hogan rimase poggiato su solide basi per 4 anni e tredici giorni, longevità che da quel momento in poi più nessun campione riuscì ad eguagliare. Perse la sua cintura a causa di un inganno ben orchestrato da Ted DiBiase, che corrompendo l’arbitro per fargli compiere un conteggio di tre inesistente riesce a far conquistare la cintura ad André The Giant, che in seguito la lascia nelle mani del ricco DiBiase, di fatto cedendogliela. La federazione comunque reputerà ciò come non ammesso e il titolo verrà reso vacante per la prima volta nella storia.
Proprio a partire da questo evento viene indetto un torneo per riassegnare la cintura, vinto poi da Randy Savage. Proprio il neo campione, assieme alla sua compagna nonchè manager Miss Elizabeth, forma un nuovo team con Hogan, i Mega Powers.
Ben presto però Macho Man è tormentato da forti dubbi circa la relazione di “amicizia” che si sta creando tra la sua donna e il suo compagno, fino a fargli pensare che fra i due ci fosse del tenero. Le incomprensioni tra i due fanno nascere una faida, che ci condurrà dritti dritti a Wrestlemania V a un match tra i due, dove Hulk Hogan si affermerà su Savage e diverrà per la seconda volta campione del mondo.

Questo secondo regno dura un anno, durante il quale combatte spesso contro Zeus, un attore prestato al mondo del wrestling. Infatti Hogan ha girato il suo primo film dal nome originale di “No Holds Barred”, film che ruotava intorno all’ambiente del wrestling e in cui aveva un acerrimo nemico: bene, proprio tale personaggio cinematografico viene condotto su un vero ring di wrestling e ingaggia una guerra senza campo contro il campione del mondo.
Perse poi il titolo a Wrestlemania VI contro Ultimate Warrior, subendo il primo schienamento pulito in oltre sette anni. Il match fu del tutto particolare poichè vedeva contrapposti due lottatori entrambi face, con Hogan che alla fine della contesa si congratula col suo avversario.

Il terzo titolo mondiale arriva invece a Wrestlemania VII, quando “The Immortal Hulk Hogan” sconfigge un Sgt. Slaughter schierato ormai dalla parte dell’Iraq. Questa volta l’eroe americano mantiene la cintura alla vita solo per pochi mesi, cintura che poi viene dichiarata vacante a causa di diversi match contro The Undertaker dal finale controverso.
Il titolo vacante viene messo in palio durante la Royal Rumble del 1992 a cui anche Hogan, naturalmente prese parte, uscendone però sconfitto. Ad eliminarlo è il suo amico Sid Justice, al quale Hogan fa una promessa: lo avrebbe affrontato in un match a Wrestlemania VIII e poi si sarebbe ritirato dopo la sua vittoria.
Hogan tiene fede ad entrambe le promesse: batte il suo ex amico e si ritira dopo una decade di attività nel ring.

La decisione shock di abbandonare il wrestling è subito smentita dal ritorno di Hulk sul ring in occasione di Wrestlemania IX, quando dopo il main event sfida il campione Yokozuna a mettere in palio il suo titolo contro di lui. Lo sfidante accetta e Hogan vince il match, sottraendogli la cintura e divenendo 5 volte campione del mondo.
Dopo questo incredibile turbinio di eventi, Vince aveva in mente di far scontrare Bret Hart e Hulk Hogan in un match storico che avrebbe visto il canadese vittorioso, ma trova sulla sua strada la salda opposizione dell’Hulkster che si rifiuta di perdere in maniera pulita contro il rivale, cosa che avrebbe danneggiato la sua immagine. Preferisce allora essere sconfitto da Yokozuna, personaggio heel, ed abbandonare nuovamente la WWF.

Nell’anno 1994 Hulk Hogan viene ascoltato come testimone in un processo per doping contro la WWF: nel corso del procedimento giudiziario l’Hulkster ammette di aver fatto uso regolare di steroidi negli anni della sua carriera, poichè in tutto l’ambiente della federazione circolavano. Dalle sue dichiarazioni Hogan non aggrava la posizione di Vince McMahon in questa faccenda, evitando di fatto il carcere al suo ex datore di lavoro.
Nonostante ciò, la reputazione di Hulk Hogan e dell’intera WWF è stata inevitabilmente corrotta da quel momento in poi.

E con questo evento andiamo a concludere la narrazione della prima parte della grandissima carriera di Hulk Hogan. L’abbandono della WWF è il primo snodo fondamentale della nostra storia, che andrà ad infittire le sue trame nel prossimo appuntamento con The Mirror.
Quindi non mancate, un saluto a tutti!

 

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Francesco D'Agostino

Nato a Cassino, il 2 Giugno 1997, si appassiona al wrestling fin da piccolo, iniziando a seguirlo con assiduità però dal 2010. Editorialista per SpazioWrestling da Maggio 2017, dove scrive il "The Mirror". Wrestler preferito: Seth Rollins.