The Mirror #28- Hulk Hogan: “La leggenda delle leggende” (Parte II)

Bentornati lettori di SpazioWrestling tra le pagine di The Mirror per leggere insieme la seconda parte della storia del mitico Hulk Hogan, tra i protagonisti assoluti della storia della nostra disciplina preferita. Lo scorso numero lo avevamo lasciato alle prese con uno scandalo sul doping che aveva travolto la WWF, dal quale ormai si era distaccato. Come continuerà la sua storia?
Andiamo presto a scoprirlo!

IL NUOVO ORDINE MONDIALE
Nel 1994 Hogan stupisce tutti e firma con la WCW, competitor numero uno della WWF. Nel suo match di debutto batte Ric Flair e conquista immediatamente il titolo dei pesi massimi, ma la risposta mediatica non è la stessa: il pubblico sembra ormai stufo del personaggio dell’eroe americano, del bravo ragazzo che rappresentava Hogan, è ormai poco attrattivo e stantio. Queste sono le emozioni che più vengono percepite nel periodo di 18 mesi del regno di Hulk e proprio queste ci portano ad un evento sconvolgente, nel 1996.
Il primo turn heel della carriera di Hulk Hogan!
Il nostro protagonista interviene a favore degli Outsiders, leggasi Scott HallKevin Nash, attaccando il suo vecchio compagno della WWF Randy Savage. Dopo aver compiuto tale gesto infame, accusa il pubblico di non apprezzare più il suo talento. A questo segue un cambio dell’attitudine di Hogan e del suo stile, oltre che la nascita del New World Orderstable che sancisce l’unione dell’Hulkster e degli Outsiders. Assistiamo così all’ascesa di Hollywood Hogan e con esso il ritorno dell’interesse del pubblico verso tale personaggio e l’affermazione della WCW come federazione più importante del mondo in quel momento.

Nel periodo della nWo Hogan vince più e più volte il titolo massimo, e ad ogni sua vittoria spruzza con una bomboletta di vernice la cintura disegnando su di essa le tre lettere identificative della stable. Dopo una serie di eventi Hogan perse il titolo contro Sting a causa del sempre presente Randy Savage, che pur essendo divenuto nuovo membro della nWo, fa perdere il match al suo compagno. Hogan comincia dunque una faida proprio col rivale storico, che culmina in uno Steel Cage Match terminato in no contest.
Successivamente Savage riesce a strappare la cintura dorata dalle mani di Sting, ma sulla sua strada si pone immediatamente la sfida di Hogan, desideroso di riconquistare il titolo.
Nonostante l’intervento di Kevin Nash a favore del campione, attaccando Hogan per vecchie ruggini, Savage non riesce a mantenere il suo regno a causa di un ulteriore colpo di scena: Bret Hart favorisce l’ex eroe americano e fa sì che vinca il titolo mondiale.

Grazie a questa serie imprevedibile di eventi e volta faccia, Hogan prosegue il suo regno per qualche mese, prima di finire vittima della forza incontenibile di Goldberg.
Durante il giorno del Ringraziamento dell’anno 1998 Hulk Hogan dichiara di volersi ritirare dal wrestling e di iniziare a seguire una strada politica che lo avrebbe portato a candidarsi per la presidenza degli Stati Uniti. In seguito entrambi gli annunci si rivelano dei falsi, col solo scopo di farsi pubblicità.
Dopo un periodo di pausa infatti Hulk ritorna nella federazione e sconfigge Kevin Nash per il titolo mondiale: in realtà Nash si fa schienare volontariamente dal suo vecchio alleato, ricomponendo la frattura che c’era stata nel nWo. Ma ormai anche questa fazione ha iniziato a stancare il pubblico, avendo mostrato ed esaurito tutte le proprie potenzialità. La WCW, di conseguenza, registrava continui cali di ascolti e per arginarli si pensa di cambiare ancora una volta le carte in tavola: si fa perdere il titolo ad Hogan contro Ric Flair, con quest’ultimo che gode di un arbitraggio palesemente a favore mentre Hogan ricomincia a mostrare segni di un imminente turn face. Quando tale turn avviene, sancendo il ritorno in grande stile del “vecchio” Hulk Hogan, il lottatore può rivincere l’alloro sconfiggendo Savage, ritornato nel frattempo campione
A causa di problemi con Vince Russo, nuovo dirigente della WCW, Hogan dopo un ulteriore periodo di pausa decide di congedarsi in maniera definitiva dalla WCW.

RITORNI IN WWE
Dopo due anni di inferno dal 2000 al 2001, dove il wrestler passa attraverso continui stati depressivi e la morte del padre, Hogan decide di sottoporsi ad un intervento alle ginocchia per poter tornare sul ring e riprendersi in mano la propria vita. Quale sarebbe stato il suo nuovo palco? La WWE.
Il 17 febbraio del 2002 Hulk Hogan torna a No Way Out in veste di leader della nWo, accompagnato dai soliti Nash e Hall e si scontra subito verbalmente con The Rock per poi finire col costare il titolo a Steve Austin.
Hogan sfida The Rock in vista di Wrestlemania X8, chiedendo ai suoi compagni di non intervenire: il match finisce con The Rock vincitore e Hogan che lo abbraccia come segno di rispetto, gesto conciliatorio che non viene gradito dai suoi compagni di stable che finiscono per attaccarlo. Hulk Hogan è ufficialmente tornato tra i face della compagnia.

Per la prima volta nella sua carriera, in WWE Hogan riesce a mettere le mani su un titolo inferiore di grado al titolo massimo, cioè le cinture di coppia: lo fa insieme ad Edge, suo improvvisato compagno. Viene poi costretto fuori dal ring da alcuni problemi alla schiena, facendo ritorno solo nel 2003.
Al suo ritorno entra in conflitto con Vince McMahon, che lo porta ad un match contro di lui in quel di Wrestlemania XIX: il match è vinto da Hogan naturalmente e ciò manda su tutte le furie il presidente che decide di non far più apparire il personaggio di Hulk nei suoi show. Per aggirare il divieto, Hogan mette su un costume e debutta con il nome di Mr. America. Fin dall’inizio Vince ha ben chiaro chi si nasconda sotto quella maschera a stelle e strisce, ma non riesce in alcun modo a dimostrarlo, dato che il nuovo eroe mascherato passa anche i test della macchina della verità.
Ancora una volta i litigi con i vertici della federazione fanno si che Hogan decida di lasciare la federazione: il tutto viene giustificato da Vince con la scoperta della vera identità di Mr. America, con successivo licenziamento di Hogan per essere andato contro delle indicazioni del presidente.

 Siamo nel 2005, a poche settimane da Wrestlemania 21, quando la WWE annuncia che l’Hulkster sarebbe stato introdotto nella propria Hall of Fame: questo  è motivo di riavvicinamento tra le due parti, con Hogan che torna per presenziare alla cerimonia e il pubblico che lo acclama a gran voce chiedendogli un altro match. Torna poi effettivamente sul ring in coppia con Shawn Michaels, ma dopo aver conseguito qualche successo con lui, HBK lo tradisce, colpendolo con la sua mossa finale. Hogan deve rispondere così alla sfida di Michaels per SummerSlam e decide ci accoglierla tra l’entusiasmo del pubblico. Dopo un match sul filo del rasoio, Hulk riesce a portare a casa la vittoria e il match termina con la stretta di mano tra i due, in segno di profondo rispetto reciproco.
Da questo momento combatte sempre più sporadicamente, arrivando alla fine ad annunciare una grande novità per la sua carriera nel 2009.

NUOVA AVVENTURA IN TNA
 Hulk Hogan è pronto a tentare una nuova avventura in un nuovo mondo, precisamente quello della Total Nonstop Action Wrestling. Nel fare il suo debutto si presenta come consulente principale di Dixie Carter e porta presto delle innovazioni nella federazione, come il passaggio dal ring esagonale al classico ring a quattro lati. Diviene anche alleato di Abyss, con l’intento di farlo diventare il “dio del wrestling”.
Qualche mese dopo il suo debutto, Hogan formerà assieme a Eric Bischoff una nuova stable conosciuta come Immortal: i membri del gruppo, a parte i due sopra citati, saranno Abyss, Jeff HardyJeff Jarret.
Cosi dopo ben 8 anni Hulk Hogan ritorna a far parte della fazione degli heel. Il gruppo degli Immortal dichiara in seguito di essersi alleato con un altro gruppo della TNA, capitanato da Ric Flair, la Fortune.

Hulk Hogan viene sospeso da Dixie Carter secondo Kayfabe, permettendogli di riposarsi a seguito di un intervento alla spina dorsale. Al momento del suo ritorno dichiara di essere entrato in possesso della federazione tutta grazie ad un inganno contrattuale architettato da lui e Bischoff ai danni della Carter. Preso il controllo della TNA, Hogan fa in modo di far perdere il titolo a Sting e reclutare tra le sue fila Kurt Angle. Ma Sting non si lascia scavalcare dall’Hulkster così facilmente e cerca la sua vendetta in un match che avrebbe deciso le sorti dell’intera federazione: se Hogan avesse vinto si sarebbe tenuto la TNA, ma in caso contrario questa sarebbe tornata in possesso di Dixie. Il match viene naturalmente vinto da Sting, che salva la federazione dalla tirannia degli Immortal che nella stessa sera subiscono un altro duro colpo: Hogan salva il suo rivale, Sting, dall’assalto dei suoi alleati, tradendoli di fatto ed effettuando un turn face.
Il contratto di Hogan con la TNA giunge al termine nel 2013.

LO SCANDALO
 Il 21 febbraio del 2014 la WWE annuncia il ritorno di Hulk Hogan come host di Wrestlemania XXX. Appare effettivamente durante l’apertura dell’evento e sarà raggiunto nel ring da due altri grandi del passato come The Rock e Stone Cold Steve Austin, finendo a brindare con loro tra fiumi di birra.
Il suo ritorno non dura molto, giacchè solo un anno dopo, il 24 luglio del 2015, viene licenziato dalla federazione, con conseguente cancellazione di ogni sua immagine associata con la compagnia, ogni suo merchandise e non facendolo più figurare tra gli hall of famer.
La motivazione? Hogan aveva fatto dei commenti razzisti all’interno di un sex tape. Situazione scottante sotto più punti di vista. Il fatto era comunque accaduto 8 anni prima dello scandalo che ha condotto al suo licenziamento.

Nonostante ad oggi i rapporti tra la WWE e Hulk Hogan non si siano ancora ricuciti del tutto, è probabile che in un futuro anche prossimo potremmo ammirare ancora una volta il suo ritorno sulle scene, magari solo per qualche evento o magari con un ruolo nei programmi televisivi come quello di General Manager. Le voci di corridoio e interne agli ambienti del wrestling dicono che tale riavvicinamento sia solo questione di tempo, poco tra l’altro e anche Triple H si è detto più volte favorevole ad un suo ritorno.

Insomma, così come abbiamo concluso il primo pezzo, poniamo fine anche al secondo: con uno scandalo. La carriera di Hogan è stata dopotutto costellata di litigi con dirigenti, altri wrestler o scandali simili. Resta il fatto che il suo nome è inciso indelebilmente nel Pantheon delle star del wrestling mondiale di ogni epoca e probabilmente la sua è stata e sarà la luce più accecante e incantevole che questa disciplina ha potuto osservare, almeno dal punto di vista mediatico.
Hogan è stato il prodotto più riuscito di un’altra generazione di wrestling, un tempo ormai lontano che non tornerà, essendo ad oggi il prodotto ben differente rispetto all’epoca, nel bene e nel male. La sua importanza per tutto il movimento risiede nel fatto di essere stato un’icona pop del wrestling, di averlo fatto conoscere ad una platea più ampia, pronta a seguire le avventure fenomenali dell’ “Immortale”.
Hulk Hogam, insomma, è senza ombra di dubbio la leggenda delle leggende.

Ringrazio tutti per avermi seguito in questa maratona di un mese alla scoperta della storia tanto sfaccettata di Hulk Hogan. Vi invito a continuare a leggere le avventure che raccontiamo ogni due settimane su queste pagine digitali!
Un abbraccio e un saluto a tutti!

 

 

 

Francesco D'Agostino

Nato a Cassino, il 2 Giugno 1997, si appassiona al wrestling fin da piccolo, iniziando a seguirlo con assiduità però dal 2010. Editorialista per SpazioWrestling da Maggio 2017, dove scrive il "The Mirror". Wrestler preferito: Seth Rollins.