The Mirror #3- Kurt Angle “L’eroe olimpico”

Atlanta, olimpiadi del 1996.
Un giovane statunitense, di nemmeno 30 anni, partecipa nella categoria 220 libbre nella disciplina della lotta libera. Non è certo un novellino: solo l’anno precedente aveva conquistato con sudore e fatica la medaglia d’oro, nella stessa disciplina, ai mondiali. Durante la più importante manifestazione sportiva, è più che pronto a ripetersi e incidere il suo nome nella storia, raggiungendo un traguardo straordinario. Se il tutto non sembra avere ancora i connotati dell’impresa epica, lasciate che vi dia un ultimo dettaglio: la finale olimpionica la combatte con un forte infortunio al collo, che poteva pregiudicare la sua impresa e che invece non fa altro che consolidare il suo mito.
Di fatto, il monte viene scalato e la vetta raggiunta: Kurt Steven Angle, direttamente da Mount Lebanon, USA, nato nel 9 Dicembre del 1968, è medaglia d’oro olimpica.
E oggi è protagonista del nostro nuovo appuntamento con The Mirror. Come da ritualità, correte a prendere delle cuffie per la musica e siate pronti a farvi raccontare un’altra fantastica storia: la storia dell’eroe olimpico, Kurt Angle.

 

La medaglia olimpica fu un grandissimo traguardo, ma anche un nuovo inizio per Kurt. A causa anche dell’infortunio al collo, abbandonò il mondo della lotta libera e, per non distaccarsi troppo dalla precedente disciplina, scelse di avvicinarsi al mondo del wrestling. Fu così che nel 1998, in ottobre, firma un quinquennale con la WWF.
La sua prima apparizione nella federazione risale al marzo del ’99, durante Sunday Night Heat, show dove talenti del roster di Raw che non trovavano spazio negli show principali avevano modo di combattere e mettersi in mostra. Durante questi mesi che separarono la sua firma dal suo debutto, fu mandato ad allenarsi presso la Power Pro Wrestling, una federazione di sviluppo.

 

Per i mesi successivi prese parte a house show e dark match, in vista del suo prossimo debutto televisivo, che avvenne il 14 novembre dello stesso anno, durante Survivor Series. Già in questo evento fu marcata la sua gimmick, quella dell’eroe americano senza macchia, solo onore e, come diceva lui stesso, “Intensità, Integrità, intelligenza”. E pensare che tale personaggio inizialmente era pensato come una parodia dei face degli anni ’80, dallo spiccato patriottismo.
A febbraio del nuovo millennio, Angle mise in bacheca i primi titoli, divenendo prima European Champion, e conquistando poi anche l’ Intercontinental Championship, autoproclamandosi campione “eurocontinentale”.

Il 2000 fu un grandissimo anno per Kurt, che oltre i titoli precedentemente nominati, riuscì anche nell’impresa di vincere il King of the Ring. Dopo tali successi, e dopo una faida con Triple H, che lo vide però sconfitto ad Unforgiven, l’atleta olimpico non poteva non essere tra i candidati alla vittoria del titolo massimo.
Detto, fatto: bisognerà attendere solo fino a No Mercy per vederlo con quella cintura alla vita, sconfiggendo per altro The Rock. L’anno d’oro per Kurt Angle terminò con un riconoscimento alquanto bizzarro: lottatore più odiato dell’anno! Mantenne il titolo WWF fino al 2001, anno in cui lo perse nel mese di febbraio contro lo stesso atleta con cui lo aveva conquistato, sempre il solito Dwayne!

Durante la storyline della “Invasion”, Angle fu turnato face ed ebbe una faida particolarmente aspra con Stone Cold, che lo portò alla conquista del suo secondo titolo WWF, durante Unforgiven del 2001. Nel frattempo l’eroe americano non era stato con le mani in mano e alla sua collezione di successi aveva aggiunto anche altri tre titoli: WWF Hardcore Championship, WCW United States Championship, WCW Championship. Quest’impressionante serie di conquiste lo condusse alla vittoria anche della classifica “PWI 500”, che raccoglieva tutti i wrestler più vincenti al mondo.

Arriviamo al 2002. Angle ha perso ormai i suoi titoli e si appresta ad iniziare una faida con Edge. Il suo ritrovato comportamento da heel lo fece tornare inviso al pubblico, che di risposta fece nascere i famosissimi cori “You Suck!” che ancora oggi lo accompagnano durante il suo ingresso in ogni palazzetto. La faida tra i due culminò a Judgment Day, in un match dalla particolare stipulazione: il perdente avrebbe dovuto rasare a zero i capelli. L’indesiderato appuntamento dal parrucchiere fu preso per Kurt, che perse match e capelli. Da allora iniziò a portare una parrucca durante gli show.
Abbandonò la fedele compagna solo quando, durante un celebre episodio di SmackDown!, lanciò un’open challenge a chiunque ancora non avesse combattuto contro di lui. A rispondere alla chiamata fu un debuttante, un certo John Cena, che, pur perdendo, fece iniziare proprio da lì il suo mito. Ma questa, lo sapete bene anche voi, è un’altra storia!

In seguito si alleò prima con Benoit, vincendo con lui i titoli di coppia, poi con Paul Heyman. I due arrivarono a formare questa alleanza in seguito a un evento: Kurt Angle riusci a riconquistare il titolo massimo contro Big Show, con l’aiuto determinante di Brock Lesnar. L’eroe olimpico aveva infatti promesso a Lesnar, in cambio del suo aiuto, una futura opportunità titolata. Quando questa non fu concessa da Angle, i due lottatori si ritrovarono l’uno contro l’altro, e Kurt trovò una nuova, preziosa amicizia in Heyman, che a sua volta aveva dei problemi con Lesnar.
La rivalità tra i due raggiunse l’apice a Wrestlemania XIX, in un match fenomenale che resterà nella storia della WWE e che vide alla fine prevalere, come nuovo campione, Brock Lesnar: fortemente consigliata la visione del match!Risultati immagini per kurt angle e brock lesnar

Dopo questa rivalità intensa, Angle si prese una pausa, ancora una volta sofferente per i problemi al collo. Si sottopose ad un intervento che gli permetteva un più rapido recupero e arrivò anche a considerare l’idea di prendere parte alle olimpiadi di Atene e tornare alla lotta libera. Alla fine tale idea fu scartata e Kurt rimase nel mondo del wrestling.

Al ritorno, a Vengeance del 2003, Kurt riprese delle caratteristiche face, e andò subito per il titolo massimo contro Lesnar e Big Show, uscendo vincitore dal match e riconquistando il titolo, che perse nuovamente contro Brock a SmackDown! in un Iron Man Match, finito per 5 a 4 a favore della “bestia”.
Nello stesso anno Angle su nominato “miglior wrestler dell’anno”, dalla rivista Pro Wrestling Illustrated e fu inoltre il primo lottatore della storia a comparire in tutti e tre i migliori match dell’anno, sempre secondo la famosa rivista.
I problemi al collo si fecero più acuti, e costrinsero il lottatore a prendersi una pausa dal ring. Non rimase comunque lontano dagli show, assumendo gli incarichi di GM prima di Raw e poi di SmackDown, dal quale fu rimosso per il suo atteggiamento dispotico direttamente da Vince McMahon, che lo riassunse come wrestler a tempo pieno.

Il biennio 2005-2006 lo vide protagonista di numerose faide e vittorie titolate: si scontrò con John Cena, Eddie Guerrero, Shawn Michaels, con il quale ebbe anche uno splendido incontro a Wrestlemania 21. In questi anni prese anche le sue mosse il Kurt Angle Invitational: l’atleta olimpico sfidava dei lottatori locali in match con in palio la sua preziosa medaglia olimpica e la condizione di vittoria era quella di resistere 3 minuti nel ring con lui. Fu Eugene a resistere per il tempo determinato e strappare quindi il trofeo dal collo di Angle, che comunque poco dopo riuscì a riconquistarlo in un incontro.
Conquistò inoltre per due volte il WWE World Heavyweight Championship, reso poi vacante per la sporadicità con cui, ormai, appariva negli show.

Se la nostra storia fino ad ora si è srotolata senza grandi intoppi, una svolta vera e propria si registra nel 2006. Ad agosto di quell anno, Angle chiede di essere svincolato dal suo contratto, con mesi di anticipo rispetto alla scadenza prevista. Il tutto per “problemi personali”, traducibili nel grave infortunio al collo e nella lontananza da casa per lavoro, che ha portato alla frattura dei rapporti con la moglie, che alla fine ha scelto la strada del divorzio. Angle abbandonò così la WWE.

Siamo al 24 Settembre del 2006, quando a sorpresa, in un promo, la TNA, annunciò l’arrivo nei propri show di Kurt.
Il suo debutto, in ottobre, lo vide confrontarsi con Samoa Joe, in un segmento che finì in rissa, aprendo una faida tra i due, con vittorie alterne. Il debutto del patriota americano fu in pompa magna: mentre Samoa era sul ring, improvvisamente si spensero le luci e tra le grida del pubblico, lo schermo mostrò delle immagini di Kurt Angle. Poco dopo, quasi come una divinità degli inferi, Angle ascese dal sottosuolo, avvolto nella bandiera americana e con uno sguardo feroce negli occhi. Nel ring si scatenò una guerra feroce tra i due combattenti, che  si sedò solo con l’arrivo degli arbitri e della sicurezza, che con forze congiunte, riuscirono a porre un argine alla rabbia che aveva travolto il ring.

 

Nel 2007 i due grandi rivali si ritrovarono, contro ogni pronostico, a fare squadra assieme: la loro collaborazione fu più che fruttuosa, portandoli alla vittoria dei TNA World Tag Team Championship detenuti dal Team 3D. O almeno questa sarebbe stata la fine logica del match, se non ci fosse stata una particolare stipulazione che fece diventare unico detentore dei titoli Samoa Joe, con la possibilità per lui di scegliere il partner con cui li avrebbe continuati a difendere. L’ultima sfida di questa rivalità si ebbe nell’agosto del 2007, in un match a Hard Justice che prevedeva che il vincitore strappasse tutti i titoli dell’avversario per farli suoi. Angle risultò vincitore del match, conquistando così i titoli di coppia e l’ X Division Championship.
Inoltre era campione del mondo della TNA, cintura che perse prima contro Sting, riconquistandola in seguito, per poi perderla definitivamente nel 2008, contro il sempre presente Samoa Joe.
Ricordiamo di questo periodo anche la faida con AJ Styles, che, per chi se lo fosse perso, abbiamo trattato nello scorso appuntamento con The Mirror, dedicato proprio al Phenomenal One.

Kurt Angle ebbe anche una breve parentesi nella NJPW, federazione nipponica nella quale debuttò il 18 febbraio del 2007. In giugno conquistò la IWGP Third Belt Championship battendo una sua vecchia conoscenza, Brock Lesnar. Perse il titolo  solo a febbraio del 2008 contro Shinsuke Nakamura.
La sua storia con questa federazione finisce poi nel 2009.

Torniamo al periodo, più lungo e florido, con la TNA.
Eravamo fermi al 2008, anno in cui Angle forma, insieme a Kevin Nash, Sting e Booker T una nuova stable, la Main Event Mafia. In seguito si unì al gruppo anche Scott Steiner. Nascono però delle incomprensioni tra Kurt Angle e Sting, detentore del titolo mondiale, che portano i due a scontrarsi per il titolo. La faida interna alla stable è vinta da Sting, che mantiene così il suo titolo e diviene il nuovo leader della stable.
Anche in questa federazione l’eroe olimpico deve prendersi delle pause, a causa dei vecchi e ormai ridondanti infortuni.
Al suo ritorno, dopo aver perso l’opportunità di riconquistare il titolo mondiale, Angle dichiarò di volersi ritirare, fatto salvo l’intervento di Jeff Jarret, che rivendicò la firma di un patto con Hulk Hogan e Bishoff in cui fu stipulata la promessa che sarebbe stato Jeff a porre fine alla carriera di Angle. La nascente rivalità fu ancora più aspra dato che Jarret tirò in ballo l’ex moglie di Angle, divenuta nel frattempo sua sposa. Alla fine la faida sarà vinta da Kurt, che patisce comunque qualche sconfitta.

La quinta vittoria del TNA World Heavyweight Championship fu conseguita illegalmente da Angle il 7 Agosto 2011 ad Hardcore Justice, contro l’ex rivale Sting. Riesce a difendere il titolo dall’assalto di numerosi wrestler, tra cui anche Bobby Roode. La cintura gli verrà poi strappata di mano da James Storm, con cui aprirà una lunga rivalità.
Fino al 2013 avrà molte altre faide, tra cui quella con Jeff Hardy e verrà introdotto anche nella TNA Hall of Fame.

Nel 20 Giugno del 2014 Kurt Angle è nominato dalla TNA Director of Wrestling Operations, ruolo che ha ricoperto fino al 21 settembre, momento in cui scade il suo contratto con la federazione e decide di abbandonarla. Rifiuta le proposte di ritorno della WWE e, con un ripensamento, opta per firmare nuovamente con la TNA, questa volta tornando al wrestling lottato.
Il 27 Giugno del 2015, tornato ormai al ring, Angle annuncia di avere un tumore benigno al collo, croce di questo lottatore. Dopo l’intervento andato a buon fine, è fortunatamente guarito, tanto da tornare a combattere.
Di lì a poco sarebbe comunque giunta l’ora per lui di lasciare definitivamente la federazione a cui ha dato tanto e fare una scelta decisiva per il suo futuro. Infatti l’8 Marzo 2016 combatte il suo ultimo match contro Bobby Lashley, ultimo saluto ai suoi fan.

 

Arriviamo ai giorni nostri, con il ritorno del grande Kurt Angle nella sua vecchia casa: la WWE. Infatti il 31 Marzo di questo anno viene introdotto nella WWE Hall of Fame da John Cena e successivamente ritorno anche negli show della federazione, essendo stato nominato nuovo General manager di Raw dal presidente Vince McMahon.
Dobbiamo ora vedere quali saranno i suoi successi in questo ruolo, scoprire il mistero dei messaggi che riceve durante le puntate attuali di Raw e soprattutto chiederci, o sperare, se prima o poi, magari sul palco di Wrestlemania, potremmo vedere un suo ultimo match, sentire ancora le note della sua canzone risuonare prima di un combattimento e non solo per sancire un match.
Kurt Angle è uno di quegli atleti che non si dimenticano, sia per il wrestling che per i suoi risultati sportivi eccezionali. Tecnico sul ring, carismatico nel parlato, riuscendo a farsi odiare come pochi sanno fare, restando comunque rispettatissimo da tutti.

Anche questa settimana abbiamo dato uno sguardo verso il passato alla riscoperta della storia di un grandissimo wrestler. La speranza è di ritrovarvi ancora qui tra due settimane, per addentrarci tra le pagine di un nuovo libro, un nuovo personaggio con la propria storia da narrare. Un saluto dal vostro caro Dag e buona serata a tutti!

 

 

Francesco D'Agostino

Nato a Cassino, il 2 Giugno 1997, si appassiona al wrestling fin da piccolo, iniziando a seguirlo con assiduità però dal 2010. Editorialista per SpazioWrestling da Maggio 2017, dove scrive il "The Mirror". Wrestler preferito: Seth Rollins.