The Mirror #8- Goldberg “L’imbattibile”

La scorsa notte, a Las Vegas, è andato in scena l’incontro di box del secolo, con Mayweather che ha battuto per TKO il suo rivale, leggenda della UFCConor McGregor, entrando così nella storia con la sua striscia di 50 vittorie consecutive e un bottino di 300 Milioni.
Perchè vi dico questo, che sembra completamente fuori contesto?
Semplice: perchè il protagonista di questo nostro ottavo appuntamento con la storia di The Mirror,  ha qualcosa in comune con il grandissimo pugile: anche lui è imbattibile.
Nasce a Tulsa, USA, il 27 Dicembre 1966.
Giocatore di football, commentatore di arti marziali miste, campione del mondo WCW e WWE, con una striscia di vittorie consecutive di 155 incontri. Con una bacheca che conta 1 titolo di coppia, 2 titoli USA e 3 cinture mondiali, in pochi anni di attività sul ring.
Il suo nome, lo avrete intuito, è quello di Bill Goldberg, riapparso nella memoria comune di tutti gli appassionati di pro wrestling  per il suo recente ritorno in casa WWE, che gli ha fruttato un ultimo (forse) titolo mondiale all’età di 50 anni.
Ma la sua storia  non ha inizio in un ring di wrestling.
Siete curiosi? Non dovete che prendere un paio di cuffie per la musica e raccogliere la vostra attenzione per leggere il grande viaggio di una macchina da guerra senza limiti.
Buona lettura!

 

Come vi avevo anticipato, la grande carriera di Goldberg ha inizio su un campo da football, sport nel quale dimostra fin da adolescente un grande talento e predisposizione naturale, viste anche le ottime doti fisiche, che lo portano a rivestire un ruolo difensivo all’interno delle formazioni. La sua ascesa ebbe inizio prima nella scuola della sua città, la Thomas Edison High, passando poi per l’Università della Georgia, dove giocò senza interruzioni dal 1985 al 1989 e

figurando anche, nel ’88, nella formazione ideale della Southeastern Conference.
Il giovane sembrava ormai più che pronto per sbancare anche in NFL, se non che nel suo ultimo anno di college risultò positivo ad un test anti-marijuana, che rallentò la sua carriera nel football professionistico.
Durante i due giorni della Draft Lottery del 1990, Bill fu preso come undicesima scelta dai Los Angeles Rams, che però non lo fecero mai debuttare in prima squadra. Un paio d’anni più tardi, Goldberg disputò 14 partite nella National Football League sotto i colori degli Atlanta Falcons.
A porre fine alla sua carriera non certamente eccezionale arrivò uno strappo al muscolo adduttore dell’anca, che lo portò così al ritiro nel 1994.

L’incontro fatale di Goldberg con il wrestling avvenne nel 1996.
Il giovane fu messo sotto contratto dalla WCW ed iniziò i suoi allenamenti sotto la supervisione di Dwayne Bruce nel WCW Powerplant.
Dopo estenuanti allenamenti, il 24 giugno del 1997 fece il suo debutto con il ring name di Bill Gold, combattendo contro Buddy Landell.
Tuttavia rimase sconosciuto alla massa di pubblico fino a settembre dello stesso anno, mese del suo debutto televisivo, in occasione del quale tornò con il suo vero nome di Bill Goldberg.
Ben presto attorno a lui si iniziò a costruire un personaggio dominante, grazie anche alla sua presenza sul ring e il suo carisma eccezionale: dominava i suoi match dal suono della campanella fino al pin vincente, squashando gli avversari in pochi secondi e divenendo così un vero e proprio eroe per il pubblico.

Questa sua grande connessione con gli spettatori fu l’origine della streak di vittorie che riuscì ad inanellare nel biennio 1997-1998: secondo il conteggio, errato, della WCW, le vittorie del fenomeno Goldberg furono 173 in dieci mesi, tutte ottenute battendo gli avversari in meno di 5 minuti.
L’esito naturale di tutta questa striscia incredibile fu la vittoria di un titolo: così nel 1998 Goldberg affrontò Raven per conquistare il suo primo WCW United States Heavyweight Championship.
I suoi successi continuavano a susseguirsi, impilandosi l’uno sull’altro senza essere interrotti nemmeno da una singola sconfitta, e questo fece ascendere il buon Bill al grado di top babyface della federazione.

Era il momento perfetto per dare l’avvio ad una faida contro la stable  capitanata da Hollywood Hogan e conosciuta con il nome di New World Order (NWO).
Lo sguardo di Goldberg, più che sul gruppo rivale, era concentrato su ciò che Hogan portava alla vita, ovvero il titolo mondiale, la Big Gold Belt.
Lo scontro tra i due andò in scena il 6 luglio 1998 e l’esito fu quello che tutti conosciamo e che, probabilmente, anche tutti si aspettavano già all’epoca: Goldberg distrusse anche la leggenda dell’Hulkster, conquistando così il suo primo

titolo mondiale.
Nel frattempo alla sua vita era ancora legato il titolo US, quindi per fare spazio al suo nuovo riconoscimento, Bill rese vacante il titolo precedentemente conquistato.

Come tutte le cose della vita, anche la meravigliosa serie di vittorie di Bill doveva interrompersi: a porre fine al suo dominio fu Kevin Nash, che a Starrcade tolse al rivale non solo la sua streak, ma anche il suo titolo.
La vittoria di Nash tuttavia non fu delle più cristalline, anzi: il suo compagno di stableScott Hall, ci mise lo zampino, dando una vera e propria “scossa” all’incontro: per fermare la macchina da guerra rappresentata dal campione, Scott utilizzò un taser, che stordì Bill e lo mandò al tappeto.
Questa intromissione alquanto bizzarra convinse Bill a sfidare Hall in una particolare stipulazione da lui ispirata: il ladder taser match, incontro nel quale per raggiungere la vittoria si deve colpire l’avversario con il taser per primi. In questa occasione Goldberg ebbe la sua vendetta, vincendo la contesa.

Giungiamo così al 1999, precisamente in ottobre.
Il nostro protagonista è a caccia del suo secondo titolo degli Stati Uniti, trovandone la conquista contro Sid Vicious durante l’evento Halloween Havoc. La sua serata non era ancora conclusa però secondo i suoi piani: più tardi infatti rispose alla sfida aperta lanciata da Sting, allora campione del mondo, e vinse anche il suo secondo match nella serata in pochi minuti, tornando ad essere un double champion.
Sarebbe stato un altro incredibile risultato per Bill, ma tra lui e la gloria si frappose la federazione, che a Nitro la sera successiva, dichiarò non valida la vittoria del titolo da parte dell’atleta, poichè il match non era stato sanzionato dalla WCW.
Così Goldberg fu costretto a meritarsi nuovamente la cintura, lottando contro Bret Hart: a sostenere il canadese ci furono Nash, Hall e Vicious, che colpirono ripetutamente Goldberg in un momento in cui l’arbitro non era cosciente, porgendo gentilmente il titolo al suo avversario.

Nonostante questo avvenimento, Goldberg e Bret Hart decisero di fare coppia insieme e di inseguire così i titoli tag team: il 7 dicembre conquistarono effettivamente le cinture laureandosi campioni, ma a solo una settimana dall’impresa furono sconfitti dagli Outsiders, tag team formato da Scott Hall e Kevin Nash.Ma la storia tra Bill e Hart non era ancora conclusa, c’era ancora qualcosa di molto importante in sospeso: l’occasione titolata di fatto sottratta all’americano.
Per questo motivo a Starrcade 1999, svoltosi il 19 dicembre, Goldberg sfidò il suo ex compagno tag team ad un match per il titolo mondiale. Il finale dell’incontro fu molto controverso, tanto da far nascere dei paralleli con il famosissimo Montreal Screwjob: Hart colpì accidentalmente l’arbitro, facendolo cadere a terra incosciente, per poi subire una spear dal suo avversario; per sostituire l’ufficiale di gara ormai fuori dai giochi, fece il suo ingresso molto lentamente Roddy Piper: il suo ingresso al rallentatore concesse a Bret il tempo utile per riprendersi ed applicare la sua Sharpshooter a Goldberg, vincendo così per sottomissione benchè l’americano non avesse mai dato segno di voler cedere.
Memorabile durante lo stesso match fu anche il calcio che Goldberg assestò al volto di Hart: tale mossa colpì malamente l’avversario, tanto da far subire ad Hart un trauma cranico e la rottura di un muscolo del collo.
Questi ulteriori danni costrinsero Bret al ritiro dal mondo del wrestling. Hart non ha mai incolpato Da Man per il suo abbandono, dato che ha sempre sostenuto che quel calcio stiff fu solo l’ultima goccia a far traboccare un vaso già stracolmo: nonostante ciò nel corso degli anni ha pesantemente criticato lo stile di lotta di Bill.

Poco dopo anche Goldberg si infortunò lievemente e si prese una pausa fino a maggio del 2000.
In questo periodo l’atleta interferì nella faida per il titolo mondiale tra Jeff Jarret e Kevin Nash, divenendo così per la prima volta nella sua carriera un heel, e unendosi alla stable New Blood. Tuttavia la sua presenza negli show fu breve, poichè di lì a poco fu nuovamente alle prese con problemi fisici che lo tennero lontano dal ring.
Fece il suo ritorno in ottobre, dove fu costruita una storyline su una seconda striscia di imbattibilità che, se si fosse interrotta, avrebbe condotto al licenziamento di Goldberg da parte di Vince Russo.
La sconfitta non tardò ad arrivare per Bill, ma fu del tutto necessaria per concedere al lottatore altro tempo lontano dagli show per potersi operare alla spalla.

Quando nel 2001 la WCW fu acquistata dalla WWF, Goldberg era ancora in riabilitazione. Anche per questo motivo la nuova federazione non propose nessun contratto al wrestler, che rimase legato solo alla Time Warner, azionista della WCW, che un anno più tardi gli concesse una buonuscita per la risoluzione del loro contratto.
Durante il suo periodo in WCW Bill rimediò solo 6 sconfitte in match singoli, tutte patite per interferenze esterne e non in maniera pulita.

Dopo un ulteriore infortunio al braccio sofferto a seguito di una gara automobilistica per celebrità, Goldberg torna a lottare in Giappone nel 2002, nella federazione All Japan Pro Wrestling (AJPW).  In terra nipponica riscosse un successo tanto grande da convincere la ex WWF, nel frattempo divenuta WWE, ad offrirgli un contratto.
Fu così che nel marzo del 2003 Bill firmò il suo contratto con la federazione americana.

Il debutto in WWE per Goldberg avvenne il 31 marzo del 2003, quando arrivando sul ring per la prima volta, attaccò niente meno che The Rock. Per gettare benzina sul fuoco di questa rivalità, The Rock si mise ad ironizzare sulle mosse di Da Man insieme alla macchietta Gillberg. Il tutto si concluse a Backlash, dove Bill, nel suo match di debutto, sconfisse Dwayne.

 

Goldberg poteva iniziare anche in WWE una consistente serie di vittorie, se non che durante SummerSlam dello stesso anno fu sconfitto in un Elimination Chamber Match da Triple H, che lo colpì con il suo sledgehammer, offertogli gentilmente dal compagno Ric Flair, con il quale al termine del match pesta violentemente il povero Bill, aprendo di fatto una rivalità con lui.
La notte seguente, durante la solita puntata di Raw, Hunter sfida Goldberg in un title vs career match, con Unforgiven scelto come campo di battaglia. Bill accetta e fa pentire il King of Kings della sua scelta, sconfiggendolo e strappandogli il World Heavyweight Championship. Con questa vittoria, Goldberg divenne il primo lottatore a detenere tale titolo sia in WCW che in WWE. A dicembre però Triple H riconquistò il suo titolo in un triple threat match, che vedeva coinvolti il campione Goldberg e Kane.

Siamo agli inizi del 2004 e la Royal Rumble è alle porte: Goldberg cerca di riservarsi un bel numero d’ingresso per la rissa reale, e incredibilmente riesce a conquistare il migliore di tutti, il 30esimo, vincendo una Battle Royal a Raw.
Ma non riuscì comunque a portarsi a casa il main event di Wrestlemania, poichè durante la Royal Rumble fu eliminato da Kurt Angle, dopo essere stato attaccato alle spalle da un F-5 di Brock Lesnar.
Questo pomo della discordia lanciato tra i due li avrebbe dovuti portare ad un match in occasione di Wrestlemania XX, ma tra Bill e la WWE sorsero dei problemi: il contratto siglato dal wrestler prevedeva un numero limitato di apparizioni e Bill voleva vedersi pagate le partecipazioni extra, cosa che invece la federazione voleva evitare. Di fatto la WWE non pagò alcun extra e Goldberg non apparve negli show settimanali per diverso tempo, impedendo di costruire quindi la rivalità con Lesnar. Per poter portare avanti la storia tra i due, la federazione inserì Steve Austin come arbitro speciale della contesa di Mania, e fece nascere una rivalità tra lui e Brock Lesnar.
Il match Goldberg vs Lesnar si fece e fu vinto da Bill, ma per l’intera durata dell’incontro i fan si accanirono contro i due atleti intonando a squarciagola il coro “booooring”. Alla fine dell’incontro Austin rifilò una stunner al vincitore e rimase l’unico in piedi al centro del ring, unico acclamato dal pubblico.
Il 31 marzo del 2004 scade il contratto di Goldberg, che decide di lasciare la federazione e il mondo del wrestling.

Dopo il suo abbandono si parlò molto della possibilità di vederlo combattere in TNA, ma tali voci sono rimaste solo dei sussurri tra gli insider della disciplina. Fino al 2008 però Goldberg fu il commentatore della federazione di MMA Elite Xtreme Combat.

Siamo ormai al 2016, anno di ritorno di Goldberg presso la WWE. Da settimane si discuteva un suo possibile ritorno, vista la sua pubblicizzazione del videogame WWE 2K17 e il tutto è stato poi confermato da Paul Heyman, che lancia a Da Man una sfida a nome del suo cliente, Brock Lesnar. Il 17 ottobre Bill risponde alla sfida e si presenta, dopo ben 12 anni, a Raw, accolto dal pubblico in tripudio.

 

La sfida tra i due rivali storici si svolge a Survivor Series e ha dell’incredibile: Goldberg riesce ad avere la meglio sulla bestia dopo soli ottantaquattro secondi, lasciando tutti, Heyman compreso, sbigottiti.
In seguito al grandissimo risultato da lui ottenuto, Bill ufficializza la sua partecipazione alla Royal Rumble del 2017, evento in cui eliminerà Lesnar per poi essere a sua volta gettato oltre la terza corda da The Undertaker.
Si concentra allora sul titolo Universale detenuto da Kevin Owens, chiedendo un match per il ppv Fastlane, ultima fermata prima di Wrestlemania 33.
Ma
proprio in vista di Mania, Paul Heyman ha già in mente un piano: per un’ ultima volta chiede a Bill di salire faccia a faccia sul ring con Lesnar, in uno scontro epico. Goldberg accetta, ma la sua attenzione è rivolta solo al campione.
Così a Fastlane polverizza in breve tempo anche Owens, e si laurea nuovo WWE Universal Champion.
La conseguenza di questa sua ulteriore conquista è presto nota a tutti: il match tra lui e Brock previsto per Wrestlemania sarà un match titolato.
La storia questa volta è molto diversa rispetto alle Series: Lesnar e Goldberg si danno battaglia ad armi pari, in un match pieno di finisher e tutto sommato godibile, nel quale a sollevare la cintura alla fine è Brock Lesnar, che si riscatta dall’umiliazione ricevuta l’ottobre precedente.
La sera successiva al grande incontro, Goldberg annuncia ai fan il suo abbandono, lasciando però aperto uno spiraglio sul suo possibile ritorno un giorno.

Bill Goldberg è certamente stato un pezzo di storia per la WWE, partendo dalla sua streak e passando per alcuni match che, nel bene o nel male, rimarranno per sempre nella mente dei fan, non ultimo il suo recente ritorno sulle scene. Personalmente non sono attirato particolarmente da questo genere di personaggi, tutti muscoli e apparenza, ma poca “umanità”, poca interazione. La carriera di questo lottatore avrebbe potuto essere più soddisfacente e piena, se non ci fossero stati un paio di infortuni o più comunicazione con la federazione stessa.
Comunque questo era Bill Godlberg, con tutti i suoi difetti e i suoi punti di forza, e questo era The Mirror, lieto di avervi raccontato un’altra gloriosa storia del mondo del wrestling.
Con la speranza che l’editoriale sia stato di vostro gradimento, rinnovo l’appuntamento tra due settimane e auguro a tutti un buon rientro a lavoro e alla vita normale dopo queste vacanze!

 

 

Francesco D'Agostino

Nato a Cassino, il 2 Giugno 1997, si appassiona al wrestling fin da piccolo, iniziando a seguirlo con assiduità però dal 2010. Editorialista per SpazioWrestling da Maggio 2017, dove scrive il "The Mirror". Wrestler preferito: Seth Rollins.