WHAT?! – Le vostre domande #1

Benvenuti lettori di SpazioWrestling al primo appuntamento con la nuova rubrica che vi rende protagonisti del nostro sito! Io sono Francesco D’Agostino e vi accompagnerò tra le pagine di WHAT per leggere le vostre domande e curiosità e per trovare insieme una risposta.
Senza ulteriori indugi, direi di buttarci a capofitto nei vostri quesiti di questa settimana!

La prima domanda è di Lorenza che ci chiede:
-“Cosa ti piace del personaggio di Seth Rollins?”

Non è un mistero che Seth Rollins sia attualmente il mio atleta preferito nel mondo della WWE, nonostante il periodo non eccelso che sta vivendo, a mio parere. Inizialmente, ai tempi dello Shield, apprezzavo la sua versatilità e spettacolarità rispetto agli altri due compagni, non è un caso che le manovre che più ricordiamo nei match tra i tre e The Evolution siano proprio i voli da stuntman ad opera del buon Seth. Nonostante ciò il periodo in cui più ho apprezzato il suo personaggio corrisponde al tradimento dei suoi “fratelli”, quindi la sua ascesa a pupillo di Triple H. Qui Rollins ha dimostrato che, oltre ad essere un ottimo performer, riusciva a risultare anche credibile al microfono, interessante nei gesti, un heel che sapeva fare il suo mestiere. Insomma, per concludere, adoro il fatto che Rollins sia un personaggio vivo, in costante evoluzione, pronto sempre a sorprendere.

La prossima domanda viene da Simone, che chiede:
-“Qual’è il modo migliore per iniziare un percorso per diventare wrestler?”

Personalmente credo che il processo di formazione di un wrestler moderno debba essere molto completo e passare per diverse fasi. Come prima cosa consiglierei certamente di iscriversi ad un corso/scuola di wrestling per diversi motivi: allenare il proprio corpo sia a livello muscolare che per i parametri di resistenza; soprattutto imparare le basi vere e proprie della disciplina, come subire impatti e colpi, come eseguire le mosse con credibilità ma in sicurezza e tutta la parte più strettamente tecnica della faccenda. In America ci sono migliaia di corsi simili, istituiti da scuole che spesso appartengono a wrestler professionisti (per tornare a Rollins, anche lui possiede una palestra dove si allenano diversi wrestler). Ma non bisogna guardare nemmeno oltreoceano per poter trovare delle strutture adeguate: pensiamo ad esempio alla grande scuola inglese del settore o, per restare tra i confini del nostro paese, ai corsi che offrono anche i nostri amici della IWA. Insomma, i posti certo non mancano.
Ma non basta solo una buona scuola per essere sicuro di trovare posto in una qualsiasi promotion: consiglierei anche un buon corso di teatro, per poter vestire i panni di qualsiasi personaggio ti verrà proposto nel corso della tua carriera e magari per avere il primo approccio ad un discorso pubblico, microfono alla mano. La credibilità nel parlato è un abilità molto importante per emergere dalla massa.
Ultimi due punti: lo studio è sempre importante, in qualsiasi settore! Leggi libri sul wrestling, guarda dvd con match e storie di grandi del passato e del presente, studia ciò che c’è dietro una federazione, il booking, come si sviluppa un personaggio, come creare il tuo brand unico e inimitabile, come farti riconoscere fra tutti. La conoscenza è potere!
Ultimo, ma non meno importante: hai l’attitudine adatta a questo mestiere? Ti senti pronto a viaggiare incessantemente per il globo? Sai interfacciarti con il pubblico con il tuo carisma? Chiediti questo e se la tua risposta è affermativa allora metticela tutta per allenarti e crescere come professionista!

La prossima domanda ce la fa Raffaele Simone:
-NXT resterà sempre il territorio di sviluppo della WWE oppure diventerà una sorta di terzo brand dove atleti di Raw e SmackDown potranno essere inviati tramite draft?

La domanda è molto interessante e quanto mai attuale. Dalla sua nascita nel 2010 ad oggi abbiamo visto questo territorio di sviluppo crescere e progredire a velocità spaventosa: basti pensare che fino al 2012 quando parlavi di NXT non ti riferivi ad un territorio di sviluppo, bensì ad un reality show con cui la WWE selezionava quelli che sarebbero stati delle possibili superstar nel immediato futuro. Solo in seguito lo show giallo ha soffiato il posto alla FCW stabilendosi come nuovo territorio di sviluppo della federazione. Da allora ne abbiamo viste tante sul ring di NXT, abbiamo ammirato fior fior di atleti provenienti sia dalle scuderie della WWE che dai territori indipendenti più disparati: Neville, Bo Dallas, i tre dello Shield, Samy Zayn, Kevin Owens, Finn Bàlor, Samoa Joe, Nakamura; tutti sono passati di lì. Con l’arrivo di questi grandissimi nomi, spinti all’approdo dal sempre crescente appeal che lo show ormai esercitava in tutto il mondo, la qualità dei match e delle puntate è salita vertiginosamente, toccando vette superbe negli show speciali, i Takeover, tanto da far dire alla maggior parte dei fan che se si voleva vedere dell’ottimo lottato in WWE non ci si poteva assolutamente perdere NXT. Verità.
Come anche verità è il fatto che attualmente lo star power di questo territorio di sviluppo è comunque esaltante. E qui va delineandosi la risposta che cerchiamo! NXT resterà per sempre solo un territorio di sviluppo? No! Io non credo che un progetto portato avanti con così tanto amore e dedizione, e soprattutto con così tante prospettive per il futuro, possa rimanere sempre uguale a se stesso. Io credo che nei prossimi anni assisteremo davvero all’affermazione di NXT come terzo brand della WWE: un brand da cui continuare a far nascere, crescere, maturare talenti, ma anche un brand che possa fungere da cantiere per ricostruire alcuni personaggi presenti oggi nel main roster e che non sono mai riusciti a ritagliarsi uno spazio dignitoso nella card. Penso, ad esempio, ad un Apollo Crews, inutile nelle dinamiche attuali del main roster, ma che, se riproposto nel modo giusto ad NXT, potrebbe davvero essere un atleta su cui puntare quanto meno per un ottima mid card. La WWE sembra comunque andare verso questa direzione, quindi è solo questione di tempo prima che lo show giallo cambi radicalmente. La paura però c’è: paura che questa “ascesa” a brand vero e proprio modifichi le dinamiche del booking, incida sulla progressione delle storyline, apporti modifiche agli show, sia settimanali che ai Takeover.
Insomma, il cambiamento rischia di essere traumatico e di snaturare ciò che è oggi l’essenza di NXT; ma il rischio deve essere corso, la sfida va accettata, io mi pongo come grande sostenitore di questo possibile progetto, e chissà che tra qualche anno i fatti non mi diano ragione.

Alessio Sinatra è l’autore della prossima domanda e ci chiede:
-C’è la possibilità di rivedere la leggenda Hulk Hogan in WWE?

Si, credo ci sia la concreta possibilità di rivedere il vecchio Hulk in WWE. Hogan è stato licenziato dalla federazione nel 2015, a seguito di uno scandalo che lo ha coinvolto e che lo vedeva protagonista negativo di un filmato in cui, tra le altre cose, si lasciava andare a frasi razziste. Naturalmente la reazione della WWE è stata severa e “paracula”, prendendo subito le distanze da comportamenti che non sono in linea con lo stile dell’azienda e Hogan ha pagato il giusto prezzo per le sue azioni. Tuttavia le porte della federazione potrebbero essere ancora aperte per la leggenda, tanto che circolano già delle voci di un suo possibile ritorno: non è ben chiaro se lo vedremo nuovamente sul ring, magari come host di qualche evento come già fu a Wrestlemania XXX oppure se ricoprirà il ruolo di ambasciatore della WWE. In definitiva, Hulk Hogan può tornare e, anzi, quasi sicuramente lo farà.

Altro giro, altra domanda, questa volta da Andrea Patrone:
-Prima o poi Raw e SmackDown torneranno ad essere un unico roster? Preferite i roster separati oppure un roster unico?

Altra domanda molto interessante. Se c’è una cosa che la WWE ha dimostrato negli ultimi anni è che non bisogna dare nulla per scontato: abbiamo assistito a molti avvenimenti storici che lo dimostrano, dalla streak persa da Taker alla Royal Rumble femminile. In tutto ciò, siamo stati spettatori anche di un grande ritorno in casa WWE, ovvero quello dello split dei roster: due brand diversi, cinture diverse, lottatori diversi, una Survivor Series che si risolve in un conflitto aperto tra Raw e SmackDown. Questo per rispondere alla prima domanda: è possibile che in futuro, non si sa bene quando, i roster potrebbero tornare uniti. Anche se prevedo che ciò non accadrà in un periodo storico molto vicino al nostro, ma si dovrà aspettare molto tempo.
Per rispondere al secondo quesito, personalmente apprezzo maggiormente la divisione attualmente operata in due roster distinti e separati, perchè riconosco dei grandi vantaggi in questo: più attenzione per dei lottatori che altrimenti, nel grande calderone del roster unico, finirebbero per essere poco sfruttati, se non proprio dimenticati; SmackDown prima dello split era diventato uno show praticamente inutile, in cui poche volte venivano portate avanti le storyline e, quando anche accadeva, gli avanzamenti erano minimi e poco significativi. Oggi abbiamo un roster di SmackDown, seppure numericamente inferiore a Raw, comunque alla pari per quanto riguarda i grandi nomi che può offrire, come Aj Styles, Owens, Zayn, Orton, Nakamura etc. Se proprio devo cercare un lato negativo, o che comunque reputo che possa creare qualche problema è il maggior numero di ppv rispetto al passato: questa sovrabbondanza di show speciali a volte conduce a una ripetizione quasi esasperata degli stessi match che già vediamo durante la settimana o comunque la presenza dei medesimi nomi nel ring. Comunque credo che i benefici superino i lati negativi della questione, per questo propendo fortemente per i roster separati.

Claudio da Instagram ci chiede:
-Ci sarà la possibilità seria che MMC duri più di una serie?

La Mixed Match Challenge è un esperimento che la WWE ha voluto lanciare quest’anno per saggiare le potenzialità di distribuzione tramite Facebook di spettacoli di wrestling in diretta. Interessante come iniziativa, e non lo dico solo io, ma con me tutti i fan della federazione e del mondo del pro wrestling in generale che si sono apprestati ad assistere con curiosità all’evento. La WWE ha gestito come sempre bene il lato della comunicazione, annunciando le coppie tramite tutti i canali possibili e disponibili, creando aspettativa con buoni promo e ciò fa ben sperare per la riuscita del programma che ci accompagnerà per diverse settimane. Nonostante tutto, però, pur sempre di un esperimento si tratta e come tale va analizzato: c’è senza dubbio la possibilità concreta che la WWE proponga la MMC in futuro, ma tutto dipenderà dalla risposta che noi fan avremo nei confronti della stessa e anche dagli accordi tra la federazione e il colosso dei social network. Nel frattempo godiamoci la prima esperienza che questa competizione potrà offrirci.

L’ultima domanda di oggi ce la pone wwememesita su Instagram:
-A quanto può ammontare la somma di denaro spesa dai lottatori come spesa personale lavorativa? La WWE quanto le calcola per tutelare gli stipendi al netto dei suoi atleti?

La questione è quanto mai spinosa e di difficile soluzione, anzi ti dirò subito che sarebbe troppo macchinoso calcolare la spesa personale di ogni atleta, o anche solo una media, giacchè dovremmo avere delle stime medie di costi degli spostamenti, pernottamenti, costi dei costumi e altro ancora. Oltretutto siamo in possesso di poche informazioni sugli schemi contrattuali proposti agli atleti della federazione per far fronte effettivamente a questo problema. Forbes ha pubblicato in passato quello che dovrebbe essere un contratto tipo di una superstar WWE, suddiviso in 14 sezioni, ognuna che sviluppa un tema particolare. In una sezione si tratta anche delle obbligazioni assunte dalla società e di quelle a carico degli atleti. Iniziamo subito col dire che la parte inerente agli obblighi degli atleti comprende il triplo delle clausole che invece vincolano la società: da queste obbligazioni riportate da Forbes, uniche su cui possiamo basarci, sembra che la spesa personale degli atleti comprenda tutta la parte del vestiario, attrezzature di protezione (ginocchiere, gomitiere) e trucchi; a carico dell’atleta dovrebbero essere anche le spese alimentari e gli spostamenti e pernottamenti tra uno show e l’altro, eccezion fatta per i voli aerei, coperti dalla WWE. Ora, ci muoviamo nel campo delle supposizioni, quindi trattiamo l’argomento con adeguata cautela. C’è da dire, però, che secondo dati ufficiali rilasciati dalla stessa WWE, lo stipendio medio di una star del main roster ammonta a 500mila dollari, più che sufficienti a coprire tutte le spese che questi potrebbero dover affrontare. Quindi, sebbene non disponiamo dei dati adeguati per poter calcolare economicamente una cifra che riassume le spese a carico delle superstars, possiamo comunque assumere che con i loro stipendi possono permettersi qualsiasi spesa simile, senza troppi problemi. Non sembra che la WWE copra le suddette spese con particolari provvedimenti, almeno non in sede contrattuale, se non qualche caso speciale in cui, per un lottatore piuttosto famoso o di punta nella compagnia questa possa mettere a sua disposizione dei mezzi speciali per i viaggi o delle coperture finanziarie maggiori per le spese personali. Tutto a discrezione della federazione e dipendente dal calibro dell’atleta di cui si parla

Il tempo a nostra disposizione per oggi è esaurito! Spero di essere stato esaustivo nelle risposte alle vostre domande sempre pertinenti ed interessanti, vi invito a proporcene delle altre per le prossime edizioni, sia nella sezione commenti di questo articolo sia nei relativi post che troverete durante la settimana su Facebook ed Instagram.
L’appuntamento con le vostre domande è tra due settimane, sempre in mia compagnia, sempre tra le pagine di SpazioWrestling! Alla prossima!

Francesco D'Agostino

Nato a Cassino, il 2 Giugno 1997, si appassiona al wrestling fin da piccolo, iniziando a seguirlo con assiduità però dal 2010. Editorialista per SpazioWrestling da Maggio 2017, dove scrive il "The Mirror". Wrestler preferito: Seth Rollins.