WWE: 5 rivalità contro Vince McMahon che hanno influito nelle carriere dei wrestler

Che Vince McMahon non abbia paura di sporcarsi le mani, o insanguinarsele, per far brillare alcune delle sue Superstar è cosa nota. Il padrone della WWE si è sempre fatto vedere come grande rivale di alcuni wrestler, sia per fare da rampa di lancio che da sacco da boxe.

Abbiamo visto accadere una cosa del genere proprio nell’ultima puntata di SmackDown, quando Kevin Owens ha dato una testata a Mr. McMahon, lasciandolo sanguinante nel ring.

Ma questo è solo l’ultimo dei tanti esempi che hanno visto Vince come vittima sacrificale per il bene degli affari e dei wrestler. KO, infatti, è uscito da quella situazione come un cattivo di maggior rilievo.

In passato anche wrestler come Steve Austin, CM Punk e Roman Reigns si sono trovati al posto di Owens.

Quella con Austin è la faida più memorabile. Quella di Punk è ricordata come The Summer of Punk (l’estate di Punk). E Reigns ha preso a pugni il chairman per riuscire a convincere la folla.

Qui di sotto vi elenchiamo alcuni dei lottatori che hanno maggiormente beneficiato di uno scontro contro Vince McMahon:

1. STEVE AUSTIN

Con quella che probabilmente è stata la più grande rivalità del pro-wrestling, con Stone Cold nei panni dell’antieroe ribelle che sfida il tiranno aziendale.

Austin fece quello che in molti avrebbero voluto fare: prendere a schiaffi il proprio campo. E la sua irriverenza e il suo modo di fare strafottente contrapposti al modo di fare freddo e senza scrupoli di McMahon erano pura magia.

McMahon era Lex Luthor e Austin era Superman.

Austin colpiva il capo con Stunner su Stunner. McMahon provava a togliere il titolo mondiale WWE dalle grinfie di Austin. Stone Cold ha avuto tantissimi grandi momenti, dall’idrante di birra al distruggere la Corvette, la macchina di McMahon, con una colata di cemento.

Al Snow a tal proposito disse: “Sapete perché Stone Cold era così popolare? Perché tutti odiavano Vince. Se nessuno avesse odiato Vince, Stone Cold non sarebbe stato così amato.”

 2. SHANE McMAHON

Il suolo di Shane, figlio di Vince, in WWE si è evoluto nel corso degli anni, passando da arbitro a commissioner di SmackDown, nonché una delle stelle più amate della WWE.

Durante la fine degli anni ’90 Shane era uno dei tanti lacché di Mr. McMahon. Era campione europeo ed era molto amato e popolare per via del suo approccio spericolato alla disciplina.

La rivalità con suo padre, però, lo rese ancora più popolare.

Nel 2001 Shane comprò la WCW per dare un dispetto a suo padre. Ne venne fuori una battaglia tra due compagnie, entrambe capeggiate da un McMahon. La rivalità portò ad uno Street Fight match a Wrestlemania 17, nonché seconda apparizione nello showcase degli immortali per Shane all’epoca.

La storyline WWE vs. The Alliance tenne Shane sotto le luci della ribalta fintanto che si opponeva a Vince.

E’ stato in quel periodo che Shane ebbe il picco massimo della sua carriera. In seguito ebbe delle faida addirittura con Kane e Kurt Angle, diventando ancora di più un’attrazione.

Anni dopo venne mandato a salvare Wrestlemania 32 quando il roster soffrì di parecchi infortuni. Quella scelta non avrebbe avuto lo stesso impatto se Shane prima non avesse avuto quella faida con Vince.

3. BOBBY LASHLEY

Per poter far scalare i vertici a Bobby Lashley, McMahon si assicurò di farne le spese in prima persona.

 Donald Trump scelse Lashley come “delegato” nella sua sfida contro McMahon, che dal suo canto scelse Umaga come suo protetto, in quella che viene ricordata come la Battaglia dei Miliardari a Wrestlemania 23 nel 2007.

Questo fu il match più importante della carriera di Lashley, messo al centro di una sfida che comprendeva una celebrità come Trump, un arbitro speciale che era Austin e un momento iconico, ovvero Austin, Trump e Lashley che radono a zero McMahon al Ford Field di Detroit.

Su quella notte Lashley disse: “Quello è stato un momento che ha definito la mia carriera. Quando ti trovi in una posizione del genere, a rasare a zero il capo della compagnia, vuol dire che si fidano di te e credono in te.”

McMahon e Lashley si sfidarono anche più in là nello stesso anno per il titolo ECW in uno Street Fight al ppv One Night Stand.

Lashley cercò poi di conquistare il titolo WWE e affrontò John Cena prima di lasciare la compagnia per andare a Impact Wrestling e diventare campione mondiale per ben quattro volte.

4. CM PUNK

La famosa “pipebomb” di Punk enfatizzò come la compagnia sarebbe stata meglio dopo la morte di McMahon. E proprio dopo quella frase il microfono di Punk venne spento.

E così inizio la lotta di Punk contro la WWE.

Punk sconfisse Cena per il titolo WWE a Money in the Bank 2011, ma la battaglia di Punk era contro Mr. McMahon e la compagnia stessa. Stufo di come andavano le cose, Punk minacciò di sovvertire il sistema, di vincere il titolo poco prima che il suo contratto scadesse e lasciare la compagnia per andare in una rivale con il titolo.

McMahon si fece vedere durante il match tra Cena e Punk, pronto a fare di tutto per impedire a Punk di vincere. Provò addirittura a far incassare la valigetta ad Alberto Del Rio dopo che Punk venne incoronato nuovo campione, ma quest’ultimo fuggì via.

Punk punzecchiò parecchio McMahon durante la “Summer of Punk”, facendo richieste di ogni genere, dal jet privato al ritorno in commercio dei gelati della WWE.

Il fascino di Punk, che andava contro la classe dirigente, fu merito di McMahon. Questo fu un “remix” della faida Austin vs. McMahon.

Il ribelle e il capo che si scontrano più volte.

I due si incontrarono poi nel ring nel 2012, con Punk che picchiò il capo senza alcun rimorso. McMahon fece anche ripartire il match tra Punk e The Rock alla Royal Rumble del 2013, portando alla fine del lungo regno WWE della Superstar Straight Edge.

Mentre CM Punk scalava il successo, McMahon era lì, nella parte dell’antagonista. I suoi match migliori, compresi quelli contro John Cena e quello contro Undertaker a Wrestlemania, sono arrivati dopo aver fatto il “dito medio” al capo.

5. ROMAN REIGNS

Quando i fan iniziarono ad avere una reazione negativa al top status di Reigns, fu McMahon in persona ad intervenire.

Il Big Dog non riusciva ad ottenere la popolarità sperata dopo aver vinto la Royal Rumble. Una sfida contro Triple H lo aiutò a scacciare via le reazioni negative e la battaglia contro Vince riuscì a consacrarlo.

Il 4 gennaio 2015 McMahon si unì all’Authority nel tentativo di tenere lontano Reigns dal titolo WWE. Roman colpì il suo capo con un Superman Punch, così da potersi avviare per la strada che lo avrebbe portato alla sua più grande vittoria della sua carriera.

Il giornalista Jordan Chaffiote, presente in arena in quel momento, disse: “La folla andò in visibilio. Era tutto incentrato su quello che faceva Reigns. Roman era un tipo duro e quello ha avuto effetto sulla folla.”

Reigns ha combattuto poi nel main event di Wrestlemania per tre anni di fila. Ha avuto faide con alcuni dei nomi più importanti della compagnia, quali Triple H, Brock Lesnar e Undertaker.

FONTE: BLECHERREPORT.COM