WWE: Cosa pensa Kurt Angle della serie “GLOW” trasmessa su Netflix?

Il General Manager di Raw e WWE Hall of Famer Kurt Angle ha rilasciato la seguente intervista al Dallas Observer, nel quale afferma che secondo lui, la serie di Netflix “GLOW” sta portando più attenzione sul mondo del wrestling femminile.

Ecco i punti più salienti dell’intervista in questione:

Prima di tutto, cosa puoi dirci dell’ utilizzo del nome “Great Balls Of Fire” come titolo del nuovo pay-per-view?

” È un bel nome per uno show di wrestling, vero? Vince McMahon pensava fosse un nome divertente, ed ecco come abbiamo deciso di utilizzare questo nome. Non sai mai quali idee possono venire in mente a Vince, ma solitamente lui ci azzecca sempre, così noi ci fidiamo di lui. Vince adora questo nome, quindi credo che sarà un grande evento.”

Hai lasciato la WWE 13 anni fa e poi sei tornato l’anno scorso per la WWE Hall of Fame? Cosa è cambiato oggi nel mondo del wrestling?

” Oggi, la WWE si prende molta più cura dei suoi atleti. Io avevo un grave problema con gli antidolorifici,e stando alla prescrizione del mio medico, io potevo prenderli. Mi sono rotto il collo diverse volte quando lottavo, e il mio medico mi ha detto che potevo continuare a farlo, anche se probabilmente le mie condizioni fisiche non erano ottimali per questo. La situazione oggi è totalmente diversa. La politica sui farmaci e le droghe è molto severa. Non si possono prendere antidolorifici che non siano prescritti dai medici della WWE, e non è possibile tornare a lottare dopo un infortunio, a meno che non siano i medici della WWE a stabilire l’idoneità degli atleti. Inoltre, ci sono massaggiatori ad ogni show. Questo rende l’atmosfera migliore per gli atleti rispetto a quanto avveniva in passato.”

Il wrestling sembra anche meno violento rispetto ad una decina di anni fa. Non si vedono più colpi dati alla testa con le sedie o grandi spargimenti di sangue.

” Oggi non è più possibile nemmeno eseguire certe mosse se la compagnja pensa che possano essere deleterie per la salute degli atleti. Con questo metodo, la WWE ha affermato di aver limitato il numero di infortuni e commozioni cerebrali sofferti dalle sue star. La compagnia non solo vuole che i suoi atleti abbiano una lunga carriera di successo nel wrestling, ma cerca anche di far sì che abbiano una lunga vita in salute dopo il wrestling.”

In quale altro modo è cambiato il wrestling della WWE da quando tu hai iniziato a lottare?

” Quando ho iniziato, mi è stato raccomandato di iniziare ogni match con un pò di azione. La “Attitude Era” era così, tutta mosse grandiose e un sacco di pugni. Oggi, sul ring i wrestler raccontano una storia migliore. I ragazzi e le ragazze che oggi sono nello spogliatoio sanno davvero lottare, e c’è una grande attenzione per le storyline e per la psicologia sul ring. Si tratta delle basi, ma io penso che sia uno stile migliore. Oggi il pubblico non è assetato di sangue come era una volta.”

Quando hai iniziato, sei stato presentato come una medaglia d’oro olimpica e un eroe Americano, e poi sei stato dipinto come un heel. È raro essere contestato dalla folla per qualcuno vestito a stelle e strisce. Per te è stato difficile tutto questo?

” Vince ha fatto tutto ciò che poteva per farmi apparire un bravo ragazzo. Io ero l’Eroe Olimpico. Ma quando sono arrivato, i cattivi ragazzi erano quelli che venivano inneggiati dal pubblico. La folla amava gli atleti ribelli che andavano contro le regole. Infatti, Vince McMahon ha provato a fare di me il più buono di tutti gli atleti, ma si è reso conto che il pubblico mi avrebbe odiato. Io non ci credevo e gli ho detto che come heel non avrei funzionato. Invece, circa sei mesi dopo ero uno dei wrestler più acclamato dai fan. Questa è stata una mossa geniale di Vince McMahon.”

Nel tuo discorso per la WWE Hall of Fame, hai parlato dell’importanza di divertirsi con il proprio personaggio. Oggi credi che in WWE funzioni ancora così?

” Beh, questa non è solo responsabilità degli atleti, ma anche degli autori. Oggi ci sono ragazzi che io adoro. In particolare, adoro Sami Zayn e i Fashion Police, mi piacciono molto per come hanno fatto evolvere i loro personaggi. Si tratta di cogliere delle opportunità. Raramente i fan mi avvicinano per dirmi che ricordano un mio match particolare, mentre invece ricordano perfettamente episodi come quello in cui ho guidato un camion del latte fino al ring. Si tratta di andare oltre al wrestling.”

La scorsa settimana, su Netflix, è iniziata la serie “GLOW” e le donne hanno condotto match nel main event di Raw e di Smackdown. Cosa ne pensi?

” Penso che la popolarità di questa nuova serie ci abbia convinto a far partecipare le donne ai main event degli show. Ma, la WWE sta lavorando da anni sulla propria divisione femminile. Qualche anno fa, per esempio, la compagnia ha deciso di smettere di chiamare “Divas” le atlete femminili. Quando io lottavo in WWE, le donne facevano solo lotte a cuscinate in bikini. La serie “GLOW” sta portando maggior attenzione sul mondo del wrestling, e su quello del wrestling femminile in particolare. Penso che le persone che seguono la WWE seguiranno anche “GLOW”, e viceversa.”

Benedetta Fortunati

staffer