The Mirror #31- Dolph Ziggler: “For the Show”

Nel The Mirror abbiamo trattato spesso storie incredibili e piene di successo, carriere sfavillanti che si sono giustamente ricamate il loro posto nel firmamento delle stelle del wrestling, match tra leggende inseriti nei libri di storia. Mai come questa volta, però, la nostra attenzione sarà posta su un wrestler particolare, un lottatore di grande tecnica e buon carisma che poteva facilmente essere un main eventer di prestigio e che invece non ha raccolto quanto ha seminato.
Di chi è la responsabilità? Di una cattiva gestione? Frutto del caso? Di un talento in realtà non cristallino?
In questi casi è sempre difficile tracciare una linea di demarcazione chiara che possa separare le verità ineluttabili dalle bugie.
Quest’oggi insieme andremo dunque a parlare di Nicholas Theodore Nemeth, conosciuto in WWE col ring name di Dolph Ziggler. Seguitemi nel nostro viaggio nella storia e avrete forse le risposte alle domande che ci ponevamo.

UN INIZIO RIDICOLO
Nicholas nel 2004, all’età di 24 anni, riesce a siglare un contratto con la WWE che per la sua preparazione al mondo del pro-wrestling lo invia ben presto nel proprio territorio di sviluppo, allora la Ohio Valley Wrestling. Debutta nel novembre dello stesso anno, ma la federazione decide di metterlo in coppia con Kerwin White (ring name utilizzato in un periodo da Chavo Guerrero Jr.) e così il 17 ottobre del 2005 fa il suo debutto nel roster principale. La sua gimmick è però ridicola e ben lontana da quella che tutti noi vediamo oggi: interpreta infatti un porta mazze da golf, tecnicamente chiamato caddie.

Nemeth viene rimandato in OVW, dove il suo nome cambia in Nicky e anche il suo personaggio viene stravolto, passando dall’essere un caddie all’essere un cheerleader: è questa la nascita anche di una nuova stable, chiamata Spirit Squad, della quale Nicky fa parte. Piano piano questa strana squadra inizia a ritagliarsi spazi sempre più importanti (relativamente parlando), fino ad arrivare ad intervenire anche nella faida tra Shawn MichaelsVince McMahon, in favore del proprietario della federazione. Il sostegno della Spirit Squad viene ripagato quando due suoi membri riescono a conquistare i titoli di coppia e McMahon annuncia come detentrice di tali cinture l’intera squadra. Possiamo dire dunque che questo è il primo titolo di Dolph Ziggler nella WWE.
Una volta persi i titoli, la Spirit Squad va incontro la propria fine e viene rispedita dritta filata in OVW per cortesia di Triple H, Ric Flair HBK. Comunque Nemeth resta ben poco in OVW, poiché la collaborazione di questa federazione con la WWE giunge al termine e il wrestler passa dunque alla Florida Championship Wrestling.

NUOVA PELLE
In FCW Nicky vince per ben due volte i titoli tag team, una volta affiancato da quello che in futuro sarà Tye Dillinger. I tempi sembrano però maturi per un nuovo debutto nel main roster, questa volta in singolo e con un nuovo nome: è ufficialmente nato Dolph Ziggler.
L’inizio della sua avventura a Raw non è certamente dei più brillanti: debutta il 15 settembre del 2008 e nemmeno un mese più tardi si becca già una sospensione di 30 giorni per la violazione del Wellness Program. Nei primi mesi nel roster rosso comunque non raccoglie altro che sconfitte e un eliminazione col numero 28 nella Royal Rumble in circa 20 secondi. Con la Draft Lottery passa allora a SmackDown.

Nel roster blu le cose sembrano cambiare: Ziggler sconfigge nel match di esordio il campione US, MVP, e ottiene quindi una shot titolata, che però non riesce a far fruttare. Inizia allora una faida con The Great Khali, attaccandolo più volte con la sedia da vero vigliacco, salvo poi perdere nettamente nei match regolari. Dopo questa prima parentesi, attacca più e più volte anche un altro wrestler, il messicano Rey Mysterio, che detiene tra l’altro il titolo intercontinentale: le mire di Dolph sono ben chiare, vuole assolutamente vedersi stringere in pugno una cintura da campione. Le cose non vanno però molto bene, poiché per ben due volte ha l’occasione di strappare il titolo a Rey, ma fallisce in entrambe le occasioni.
Pensate che la sua rincorsa al titolo intercontinentale sia finita qui? Ovviamente no! La cintura nel frattempo viene vinta da John Morrison e Ziggler ritenta l’assalto per la terza volta a Hell in a Cell, ma purtroppo per lui il risultato non cambia. Bisognerà aspettare il 6 agosto 2010 per vedere finalmente l’ex membro della Spirit Squad mettere le sue mani sul titolo tanto a lungo inseguito, dopo aver sconfitto il nuovo campione Kofi Kingston. Perderà poi lo stesso titolo contro l’ex campione nella prima puntata dell’anno nuovo. 

Dolph Ziggler partecipa, nella stessa puntata in cui perde il titolo, ad un match a 4 contro Cody Rhodes, Big Show Drew McIntyre, vincendolo e divenendo dunque il contendente numero uno al titolo mondiale. Siamo alla Royal Rumble del 2011 quando Ziggler affronta il campione Edge, uscendone però sconfitto. Dopo una breve faida con lo stesso Edge, che lo vede anche essere incoronato campione mondiale da Vickie Guerrero, viene licenziato da Teddy Long (secondo kayfabe).

HERE TO SHOW THE WORLD
La stessa Vickie traghetterà Dolph nel roster di Raw, dove fa la sua prima apparizione nel 2011 e incontra presto un suo vecchio rivale: Kofi Kingston, campione degli Stati Uniti. Ziggler comprende l’occasione che gli si sta palesando dinanzi, conquistare un nuovo titolo ed iniziare alla grande un nuovo periodo della sua carriera: è così che a Capitol Punishment conquista la cintura a stelle e strisce battendo il giamaicano. Dopo aver mantenuto la cintura dagli assalti di Kofi, John Morrison, Alex Riley Jack Swagger, stringe proprio con quest’ultimo un’alleanza che vede l’intento comune di conquistare anche i titoli di coppia. Tale obbiettivo fallisce e durante TLC Ziggler perde anche il suo titolo US contro Zack Ryder.

Perso un titolo, si pensa subito ad un altro! Dolph riesce a schienare il campione WWE CM Punk, creandosi dunque l’occasione di sfidarlo con la cintura massima in palio: la prima volta vince, ma solo per count out, quindi non conquista il titolo; nella seconda occasione perde invece l’incontro nonché la sua opportunità più grande. Inutile sarà anche la conquista della number one contendership al titolo dei pesi massimi detentuo da Sheamus, dato che anche in questo ulteriore caso non riuscirà ad affermarsi contro il campione in carica.

Intanto i rapporti con Swagger si incrinano e tocca a Vickie Guerrero intervenire: stabilisce un match tra i due in cui il vincitore continuerà ad essere accompagnato da lei come manager, mentre il sconfitto dovrà andare via dal team. A vincere è il nostro Dolph, che continuerà ad avere accanto la potente donna.

Ma la vera e propria svolta nella carriera di Ziggler sta per arrivare, è proprio dietro l’angolo che lo attende.
 A Money in the Bank 2012 Dolph Ziggler riesce a conquistare la valigetta con il contratto valevole per un match titolato per il titolo mondiale dei pesi massimi, proprio quello detenuto da Sheamus che Ziggler non era riuscito a battere poche settimane prima. Più e più volte cerca, invano, di incassare la sua valigetta, ma viene sempre interrotto da vari altri lottatori. Finisce addirittura col mettere in palio la stessa valigetta contro John Cena, ma vince il match grazie all’intervento di Aj Lee. A dicembre del 2012 interrompe la sua alleanza con Vickie.

Da quel momento stringe attorno a se una squadra composta da Aj Lee e un nuovo wrestler, tale Big E Langston, col quale tenta l’assalto ai titoli di coppia detenuti dagli Hell No! a Wrestlemania 29, fallendo il colpo. La sera dopo, nel Raw post Mania, Dolph Ziggler può finalmente incassare il suo contratto ai danni di Alberto Del Rio e conquistare dunque per la seconda volta il WWE World Heavyweight Championship, in uno degli incassi più belli di sempre. Il suo regno comunque dura solo 69 giorni, quando il messicano riconquista il proprio titolo ferendo la testa di Dolph. Non è più riuscito a stringere nuovamente le mani sulla Big Gold Belt e si è liberato anche dei suoi precedenti alleati, turnando di fatto face.

ALZARE LA VOCE
 Nella faida tra l’Authority e John Cena, culminata nel 5 vs 5 match alle Survivor Series 2014, Ziggler parteggia per il team di Cena e riesce a condurlo anche alla vittoria schienando come ultimo uomo Seth Rollins, grazie all’intervento provvidenziale di Sting. L’impreso lo rende inviso all’Authority, che decide di licenziarlo dalla WWE. Sarà poi riassunto grazie ad una stipulazione speciale che prevedeva ciò in caso di vittoria da parte di John Cena su Rollins, come poi accade. In seguito fallisce più volte i tentativi di riconquistare il titolo intercontinentale.

Da quel momento in poi per Ziggler si è aperto il baratro.
Il talentuoso wrestler, tecnicamente uno dei migliori della WWE, non è riuscito più a ritagliarsi uno spazio di prestigio nella federazione, colpa soprattutto di una dirigenza che non lo vede come nome forte su cui puntare o basare progetti interessanti. Nonostante tutto sono stati in molti ad accorgersi dello spreco umano che la federazione stava compiendo e lo stesso Dolph Ziggler a più riprese ha cercato di alzare la voce e farsi sentire dai vertici che sembrano così distanti e con la testa fra le nuvole, troppo occupati ad attaccare alle pareti delle loro camerette i poster di Roman Reigns o del part timer di turno forse.

Diverse volte Dolph è stato lì lì per non rinnovare il proprio contratto, magari per tentare la fortuna in ambiente indipendente o nella NJPW, seguendo le orme di Cody Rhodes. Ma qualcosa lo ha sempre trattenuto, qualcosa lo ha sempre convinto a firmare e rinnovare la sua fiducia con la WWE. Ultimamente le cose sembrano andare meglio per Dolph: la sua alleanza con Drew McIntyre sta fruttando grande attenzione ad entrambi, attualmente addirittura portatori delle cinture tag team di Raw e in faida con lo Shield.

Quale sarà il futuro per Dolph Ziggler non ci è dato saperlo. Da parte mia spero che questo atleta possa ricevere un altro push verso il vertice di uno dei due roster, magari anche quello di SmackDown dopo un draft. Comunque merita un altro grande titolo mondiale portato sulle spalle e un regno finalmente degno di questo nome. Nonostante questa sia la mia speranza, fatico a credere che tanto sia concesso al caro Ziggler, che continuerà forse a fare ancora delle grandi prestazioni ed ottenere delle piccole gioie con titoli tag o secondari, ma che potrebbe non rimettere mai più piede nel main event.

Vi ringrazio anche oggi per l’attenzione concessami e vi invito tra due settimane a seguire una nuova storia con me o a propormene una nei commenti. Buona settimana a tutti!

 

Francesco D'Agostino

Nato a Cassino, il 2 Giugno 1997, si appassiona al wrestling fin da piccolo, iniziando a seguirlo con assiduità però dal 2010. Editorialista per SpazioWrestling da Maggio 2017, dove scrive il "The Mirror". Wrestler preferito: Seth Rollins.