The Mirror #15- Roman Reigns: ” Il nuovo Mister Wrestlemania?”

Ormai con questa rubrica abbiamo trattato molte storie di grandi atleti della WWE, eppure fino a questo punto nessuno è risultato essere nella sua carriera così tanto controverso come il protagonista di questo appuntamento. Il pubblico si divide quando si tratta di dare un giudizio su Leati Joseph Anoa’i, lottatore della federazione di Stamford meglio conosciuto con il ring name di Roman Reigns.
Ma quali sono le origini del Big Dog? Che esperienze ha maturato prima del wrestling? Come è arrivato a ricoprire un ruolo di prestigio all’interno della federazione più importante al mondo?
Lasciate che vi racconti la storia del samoano, accompagnati dalla musica, e con la curiosità di chi vuole capire meriti e demeriti prima di poter esprimere un giudizio.

 

Fino al 2008 non si sente parlare di Leati nel mondo del pro wrestling, ma solo perchè è ancora impegnato a farsi strada in quello del football americano. Già da quando frequentava la high school, prima, e l’università in seguito, il buon Anoa’i è sempre stato un membro fondamentale per le difese delle squadre in cui militava, tanto da meritarsi un posto sia in CFL (lega canadese di football) che nella ben più famosa NFL. Nonostante il suo talento, complici anche degli infortuni, Leati abbandona la strada del football, per seguire, come tutti sappiamo, l’approdo in diversi lidi.

Il bivio tra questi due mondi tanto diversi arriva nel 2010: il futuro Roman sceglie il wrestling, firmando un contratto di sviluppo per la WWE, che lo invia così alla Florida Championship Wrestling, territorio di sviluppo anteriore all’odierna NXT, dove sostiene i primi allenamenti.
Nel suo debutto settembrino adotta il nome di Roman Leakee, solo in seguito abbreviato al solo Leakee. Per un anno le prestazioni di Roman non sono eccelse: viene sconfitto in singolo diverse volte, tanto da iniziare prevalentemente a lottare match in team. Proprio con i tag team match arrivano i primi buoni risultati, arrivando a contendere anche i titoli di coppia ai campioni (tra loro Big E), senza tuttavia riuscire a sollevare le cinture.
Anche le soddisfazioni in singolo non tardano ad arrivare. Roman esce vincitore da un Triple Threat Match che lo vedeva impegnato contro Seth Rollins Dean Ambrose (che risultano già da ora essere legati a doppio filo alla storia del loro futuro compagno di stable). Ciò gli permette di conquistare il posto di number one contender per l’FCW Florida Heavyweight Championship detenuto da Leo Kruger. Anche questo assalto al titolo risulta in un fallimento per Roman; nonostante tutto il giovane samoano non si abbatte, sa di avere le carte giuste per conquistare quella cintura.
Leakee purtroppo sbagliava, non vincerà mai la cintura principe della FCW, dovendosi accontentare dei soli titoli tag team in compagnia del partner Mike Dalton, che sicuramente conoscerete tutti meglio con il nome di Tyler Breeze.

La FCW chiude i battenti nell’agosto del 2012 e al suo posto subentra un altro show, ovvero NXT.
Anche Roman, come tutti gli altri talenti, viene spostato nel nuovo territorio di sviluppo, sebbene il suo soggiorno lì sarà davvero breve. Il 31 ottobre fa il suo debutto nel nuovo show, questa volta con un attitudine da heel e con il nuovo nome di Roman Reigns.

Come anticipato, la sua esperienza nel nuovo territorio di sviluppo è brevissima, e già nel mese di novembre del 2012 Roman viene chiamato all’ascesa nel main roster, accompagnato dai suoi ex rivali e ora compagni Rollins e Ambrose, sotto la comune insegna di The Shield.
Questa nuova fazione attacca Ryback John CenaSurvivor Series, aiutando di fatto CM Punk a mantenere il suo titolo WWE. Solo in seguito si scoprirà che tutto era stato architettato da Paul Heyman per aiutare il suo protetto Punk.
Interrotta l’alleanza con il campione e il suo manager, lo Shield apre un’incredibile serie di vittorie nei match tre vs tre.
Wrestlemania 29 il trio affronta Sheamus, Big Show Randy Orton in un six man tag team match, affermando la loro forza e ottenendo la prima vittoria nello show più importante del wrestling mondiale.

Il periodo favorevole ai tre novizi permette a Rollins e Reigns di contendere i titoli di coppia ai campioni del Team Hell No, cioè  Daniel Bryan Kane. Nel pay-per-view immediatamente successivo allo Showcase of the Immortals, i due membri dello Shield conquistano i loro primi titoli in WWE. Anche per questa volta i primi successi che contano per Roman sono quelli maturati in tag.
Il trio che avversa le ingiustizie finisce, grazie al grande successo, nell’orbita dell’Authority, che assume Roman e compagni come braccio armato del gruppo dirigente.
Nell’ottobre del 2013, durante Battleground, l’Ariete e l’Architetto dello Shield perdono il loro match contro i fratelli GoldustCody Rhodes, che riconquistano in tal maniera i loro posti di lavoro. In quell’occasione i titoli non sono messi in palio, anche se di lì a poco, cioè due settimane, Reigns e Rollins perdono i titoli e non riescono a riconquistarli in un secondo momento. L’esperienza in tag di Reigns si conclude in questa maniera.

Nel Survivor Series Match dello stesso anno, Roman mette a segno quattro eliminazioni, segnando così un nuovo record e conducendo il suo team alla vittoria come ultimo sopravvissuto.
La serie di record non si limita solo a quel match: durante la Royal Rumble di gennaio 2014, il samoano riesce a resistere sul ring fino alla finale, lasciandosi alle spalle una scia di 12 eliminazioni, tra cui anche i suoi compagni Seth e Dean. Inutile dire che anche questi numeri sono finiti nel libro dei record della federazione.
Le tensioni all’intero della stable aumentano, soprattutto a seguito della sconfitta patita per mano della Wyatt Family, che costa inoltre al trio la chance di entrare nell’Elimination Chamber con in palio il titolo del mondo WWE. Le divergenze riescono ad appianarsi e lo Shield ritrova un nemico comune proprio nell’Authority, cosa che gli condurrà ad un match tre vs tre in quel di Wrestlemania XXX con avversari i New Age Outlaws Kane.

In seguito Roman e compagni si troveranno dinanzi la fenice dell’ Evolution, ricomposta da Triple H, Randy Orton Batista.
Le due fazioni si affronteranno in due occasioni, mettendo su dei match davvero strabilianti. Ma in ogni caso è lo Shield che esce a testa alta dalla guerra senza quartiere, imponendosi come una delle migliori stable mai create in WWE.
Proprio all’apice del suo potere, lo Shield vedrà la sua fine per mano di Seth Rollins, che tradendo i suoi compagni passa dal lato oscuro. E in questo momento le strade si dividono: Seth e Dean sono messi da parte in una faida tra loro, mentre Roman inizia la sua affermazione come singolo individuo, così come si intuiva fosse nei piani della federazione già da un po’.

Si qualifica per il Money in the Bank Ladder Match, con in palio il titolo reso vacante dallo sfortunato Daniel Bryan, ma il titolo sfugge dalle sue mani, carpito invece da quelle ben più esperte di John Cena. Ha un’altra opportunità a Battleground, in un fatal-4 way match che includeva Roman, il campione, Kane e Orton: anche questa volta la cintura non si stringe attorno alla sua vita. Inizia così una faida contro Randy Orton, che culmina con un match a SummerSlam tra i due, vinto dal Big Dog.
Nel programma dell’evento successivo, Night of Champions, Reigns avrebbe dovuto affrontare i fantasmi del suo recente passato, personificati nella figura di Seth Rollins, ma un’ernia inguinale lo costringe lontano dal quadrato per diverse settimane.

A dicembre Reigns è nominato miglior wrestler dell’anno nella cerimonia degli Slammy Awards.
Ciò fa solo da preludio al successo che lo aspettava dopo poche settimane: il 25 gennaio 2015 Roman Reigns fa il suo ingresso nell’annuale Royal Rumble Match con il numero 19, restando in finale con Rusev e vincendo il match grazie anche all’intervento del famoso cugini, The Rock, che lo proietta nel main event di Wrestlemania 31.

Il pubblico era già consapevole del volere della WWE di proporre Roman come nuovo volto della compagnia, e la vittoria alla Rumble non fa altro che confermare questo sentore generale. Ma tale conquista di Roman non è vista di buon occhio dai fan, che tremano al pensiero di star assistendo alla genesi di un futuro John Cena, tutto muscoli, eroismo e fumo. La federazione, consapevole di questa reazione popolare, cerca di mettere i bastoni fra le ruote di Roman (secondo storyline, si intende), ponendolo in un match a Fastlane contro Daniel Bryan con in palio il main event di Mania.
Naturalmente Reigns riesce a superare anche questo ostacolo, tra i fischi sempre crescenti del pubblico, e ormai tra lui e il titolo si frappone “solo” Brock Lesnar. Nessuno, o quasi, apprezza il match previsto per il titol0 nell’evento principale della WWE, tanto che i piani alti decidono di ricorrere a uno stratagemma, salvando capra e cavoli con l’incasso a sorpresa di Rollins durante il match, che vince il titolo e scongiura l’affermazione di Reigns tra la disapprovazione generale.

A Reigns è accordata la possibilità di vendicarsi di Rollins solo a Payback e nemmeno in un match singolo, bensì contro Ambrose e Orton in un fatal-4 way. Fallita anche questa opportunità iridata, il samoano manca anche l’appuntamento con la valigetta del Money in the Bank ladder match, che sfugge dalla sua salda presa per colpa di Bray Wyatt.
I due iniziano una rivalità aspra, ma ben presto Roman si rende conto di non poter vincere da solo contro l’intera Family. Per questo a SummerSlam giunge in suo aiuto l’ex compagno e ancora amico Dean Ambrose, con il quale riesce a sprofondare Bray Wyatt e Luke Harper nel baratro della sconfitta.
La rivalità con Bray si conclude a Hell in a Cell, con l’affermazione di Roman che chiude la storia.

Finita questa parentesi, Reigns torna alla carica per la sua rincorsa al titolo mondiale.
Seth Rollins ha reso vacante il titolo conquistato sotto l’ala protettiva dell’Authority a seguito di un grave infortunio. Per questo i vertici della federazione indicono un torne per stabilire il nuovo campione. Roman prende ovviamente parte all’evento, rifiutando la previa proposta di Triple H di combattere il torneo come membro della sua stable.
Il samoano arriva in finale proprio contro Dean Ambrose, e riesce a conquistare il titolo durante Survivor Series. Dopo il match, rifiuta di stringere la mano a HHH e di tutta risposta lo attacca con una spear. Paga le conseguenze di questo gesto quando Sheamus incassa la sua valigetta la sera stessa, strappando il titolo a Roman dopo soli 5 minuti e 15 secondi di regno.

 

Dopo essere stato sconfitto nel rematch titolato da Sheamus a causa della League of Nation, gruppo di cui lo stesso campione faceva parte insieme a Rusev e Alberto Del Rio, un altro match per il titolo è assicurato al Big Dog dal chairman della federazione in carne e ossa, Vince McMahon: il buon Vince si dimostra come sempre diabolico, stipulando che in caso di sconfitta, Roman sarà licenziato! Reigns riesce a conquistare il titolo per la seconda volta e a difenderlo anche dall’ulteriore assalto di Sheamus.
Tuttavia McMahon annuncia che durante la Royal Rumble il neo campione dovrà difendere il titolo contro altri 29 uomini, entrando con il numero 1. Roman trascorre molto tempo del match nel backstage, a causa di un attacco della League of Nation: torna poi sul ring per difendere la sua cintura, ma con il numero 30 fa il suo ingresso niente meno che Triple H, che sconfigge il samoano e conquista il titolo WWE.
Roman viene catapultato per la seconda volta consecutiva nell’evento principale di Wrestlemania, dove deve affrontare Triple H nel match della rivalsa. Porta a casa in quell’occasione vittoria e titolo, ergendosi a tre volte campione del mondo WWE.

Il prossimo avversario di Reigns avrebbe messo già a dura prova la resistenza di quest’ultimo come campione.
Stiamo parlando infatti di Aj Styles, che affronta il Big Dog in due occasione, a Payback e a Extreme Rules, non riuscendo mai a conquistare la cintura. In particolare al termine del loro match di Extreme Rules, fa il suo rientro dall’infortuno Rollins, che non aveva mai perso sul ring il titolo che ora Reigns poteva finalmente alzare al cielo. L’attacco a sorpresa di Seth ai danni del campione fa si che a Money in the Bank tra i due è sancito un match titolato. Alla fine dell’incontro l’uomo che stringe fra le dita la cintura non è più lo stesso che l’ha portata sul ring da campione: Rollins riconquista la cintura tra l’ovazione del pubblico, anche se poco dopo fa il suo ingresso in scena il nuovo Mr. Money in the Bank, coronato la sera stessa, che incassa e porta a casa il titolo.
Chi era questo uomo? Dean Ambrose!

I ratings delle ultime puntate di Raw e l’affluenza nelle arene era molto in calo durante il regno di Roman, fattori che hanno concorso forse a fargli perdere il titolo dopo soli 77 giorni di regno. Inoltre un altro macigno crolla sulla testa del samoano, quando a giugno 2016 viene sospeso per un periodo di 30 giorni per la sua prima violazione del Wellness Program della federazione.
Nel draft viene dichiarato parte del roster di Raw, come sesta scelta assoluta, e a Battleground combatte per il WWE Championship contro Rollins e Ambrose, uscendone sconfitto.

Nel fatal-4 way sancito per assegnare il nuovo WWE Universal Championship reso vacante dal primo campione Finn Bàlor, Reigns viene eliminato grazie all’intervento di Triple H, che pilota il risultato del match per far si che a uscire vincitore dalla contesa e nuovo campione sia Kevin Owens.
Bisogna anche dire. però, che Roman era già impegnato in un altro scontro titolato con il campione US, ovvero Rusev, scontro che viene vinto dall’ex Ariete dello Shield che porta in bacheca anche il WWE United States Championship. Reigns difende brillantemente il titolo per diverso tempo e in più occasioni anche contro Chris Jericho, che sarà l’uomo che invece quel titolo glielo strapperà dalla vita dopo 106 giorni di regno.

Roman a cercato di conquistare più volte il titolo Universale contro Kevin Owens ed è stato impegnato anche in una lunga faida con Braun Strowman, ricamata di match molto violenti.
Tutto ciò lo ha preparato al match più importante di tutta la sua carriera, quello disputato nella suggestiva cornice di Wreslemania 33 contro una delle più grandi leggende del wrestling mondiale, The Undertaker. Una volta annunciato il match tutti i fan del wrestling erano in trepidazione: Taker aveva perso una sola contesa a Mania, contro Brock Lesnar in un match storico. Nessuno voleva vedere Reigns imporsi anche sulla leggenda.
Purtroppo la WWE ha seguito i suoi piani originari e così, tra il poco stupore, Roman ha vinto anche nel terzo main event consecutivo di Wrestlemania, portando la disapprovazione del pubblico verso vette inesplorate fino allora.

Finito il racconto storico, arriviamo ai nostri giorni, con un Reigns leggermente più acclamato dal pubblico grazie soprattutto alla reunion dello Shield, ed attualmente in possesso del WWE Intercontinental Champion,
Ma se un minimo i piani della federazione rispetteranno le previsioni degli insider, possiamo ben scommettere che il titolo secondario lascerà ben presto le braccia del Big Dog, cosicchè queste possano stringersi attorno ben più ambito titolo.
Magari quello Universale, detenuto da Brock Lesnar ormai da troppo.
Magari a Wrestlemania, per la quarta volta consecutiva nel main, ormai troppo.

 

Arriviamo così a delle conclusioni.
Non dico che Reigns non debba vincere il titolo Universale a Wrestlemania, considerando anche che sono ben stanco di vedere (anzi, non vedere) Brock Lesnar ancora con quella cintura. D’altronde ciò che infastidisce me come gran parte dei fan, è la possibilità di vedere tale “impresa” nuovamente nel main event, posto che non spetta, nè per merito nè per acclamazione, a Roman. Sono tutti un po’ stanchi di vedere questi personaggi fissi come maschere stereotipate che vengono portate in cima alla federazione dalle sapienti ma ormai, duole dirlo, confuse mani di Vince McMahon.
Tuttavia bisogna ammettere che Reigns è riuscito nella non auspicabile impresa di convincere interi palazzetti a tifare per l’heel di turno che si frapponesse fra lui e l’obbiettivo fissato. Ha ribaltato i canoni di bene e male all’interno della WWE.
A mio modesto parere, Roman con il titolo intercontinentale ora e quello US in passato ha trovato la sua giusta dimensione, quella di un ottimo mid carder dedito dalla conquista dei titoli secondari, mentre ben altri figuri (leggasi Finn Bàlor, Seth Rollins, Braun Strowman e altri) raggiungono le vette meritate di Wrestlemania e della federazione in genere.
Purtroppo di fiducia la WWE non è sempre meritevole, e quindi tocca subirci l’ascesa di John Cena II.

Tra queste ultime dolenti note polemiche si chiude anche per questa settimana il nostro appuntamento storico con The MirrorLasciate un commento sulle vostre considerazioni personali in merito a Roman Reigns e noi ci vediamo tra due settimane con una nuova storia tutta da raccontare. Un abbraccio!

 

Francesco D'Agostino

Nato a Cassino, il 2 Giugno 1997, si appassiona al wrestling fin da piccolo, iniziando a seguirlo con assiduità però dal 2010. Editorialista per SpazioWrestling da Maggio 2017, dove scrive il "The Mirror". Wrestler preferito: Seth Rollins.