PAC aveva alcune frustrazioni creative in AEW
Tony Schiavone ha raccontato che PAC non condivideva sempre alcune decisioni creative della AEW, ma affrontava ogni situazione con grande professionalità.
La morte di PAC, vero nome Benjamin Satterley, ha provocato un’enorme ondata di messaggi provenienti dal mondo del wrestling. Oltre alle qualità mostrate sul ring, nelle ultime ore sta emergendo con forza anche il rispetto che il wrestler britannico aveva conquistato nel backstage durante la propria carriera.
A raccontare un aspetto meno conosciuto della sua esperienza nella AEW è stato Tony Schiavone. Intervenuto a What Happened When, il commentatore ha spiegato che PAC aveva vissuto anche alcuni momenti di frustrazione per determinate scelte creative. Nonostante questo, non avrebbe mai trasformato il proprio disaccordo in un problema per colleghi, producer o persone impegnate dietro le quinte.
PAC non era sempre soddisfatto delle scelte creative
Durante la conversazione, Conrad Thompson ha sottolineato di non aver praticamente mai sentito qualcuno parlare negativamente di PAC. Secondo Schiavone, la spiegazione sarebbe molto semplice.
“Sì. E il motivo per cui nessuno ha mai detto qualcosa di negativo su PAC è che non ha mai fatto nulla che potesse giustificarlo.”
Schiavone conosceva personalmente il wrestler e ha raccontato di aver parlato molte volte con lui. Proprio attraverso queste conversazioni aveva capito che PAC non era sempre completamente soddisfatto della direzione creativa proposta.
Il commentatore ha però voluto fare una precisazione importante: le sue perplessità non riguardavano vittorie o sconfitte.
“Era sempre un gentiluomo. Parlando con lui, e noi parlavamo molto, sapevo che era frustrato da alcune cose sulle quali magari non era necessariamente d’accordo. E non sto parlando di vittorie o sconfitte. Parlo semplicemente di match, storyline o qualsiasi altra cosa.”
Le parole di Schiavone descrivono quindi normali divergenze creative, senza suggerire che PAC fosse scontento della propria posizione nella compagnia o che pretendesse risultati differenti nei suoi incontri.
Tony Schiavone: “Non si lamentava e non creava problemi”
L’aspetto maggiormente sottolineato da Schiavone riguarda il comportamento di PAC quando non condivideva una determinata scelta.
Secondo il commentatore AEW, Benjamin Satterley avrebbe comunque rispettato le indicazioni ricevute e svolto il proprio lavoro senza trasformare le divergenze in tensioni nel backstage.
“Ma lo faceva sempre. Non si lamentava, non creava confusione e non era difficile da gestire con i coach.”
Una testimonianza che aiuta a spiegare perché, dopo la sua morte, siano arrivati così tanti messaggi di affetto e rispetto da wrestler appartenenti a diverse compagnie.
PAC poteva quindi discutere o non essere completamente d’accordo con un match o una storyline, ma avrebbe mantenuto queste conversazioni su un piano professionale.
Il grande rispetto conquistato da PAC nel wrestling
Per Tony Schiavone, proprio questo atteggiamento rappresentava uno dei motivi per cui era difficile trovare qualcuno nell’ambiente disposto a parlare negativamente del wrestler britannico.
“Il motivo per cui non avete mai sentito qualcosa di negativo su di lui è che non ha mai fatto nulla per meritarlo. Era un grande essere umano. E lascerà un vuoto terribile.”
Il ricordo di Schiavone va quindi oltre il PAC visto dal pubblico durante gli show. Dietro al personaggio estremamente aggressivo mostrato sul ring ci sarebbe stato un professionista capace di affrontare anche le divergenze senza renderle un problema per le persone con cui lavorava.
Le parole del commentatore assumono ancora più significato dopo la morte di Benjamin Satterley, arrivata a soli 40 anni.
AEW pronta a ricordare PAC a Dynamite
Il ricordo di PAC sarà anche uno degli elementi centrali della puntata di AEW Dynamite del 30 settembre 2026. La compagnia ha deciso di dedicare lo show alla sua memoria.
Tra gli incontri annunciati figura anche un PAC Tribute Match tra Will Ospreay e Ricochet, due wrestler le cui carriere si sono incrociate con quella di Satterley molto prima dell’arrivo di tutti e tre nella AEW.
Le testimonianze provenienti dal backstage stanno però mostrando un’altra parte della sua eredità. PAC non viene ricordato soltanto per le prestazioni e per lo stile mostrato sul ring, ma anche per il comportamento tenuto lontano dalle telecamere.
Tony Schiavone ha confermato che non tutte le decisioni creative lo rendevano felice. Secondo il suo racconto, però, PAC non permetteva mai che quelle divergenze interferissero con il proprio lavoro o con quello degli altri.
Ed è proprio questo atteggiamento che, secondo Schiavone, gli aveva permesso di conquistare un enorme rispetto nel mondo del wrestling.