Bruce Buffer, il noto annunciatore UFC ora nel mondo del poker

Bruce Buffer è famoso come speaker dei principali eventi della Ultimate Fighting Championship, la federazione di arti marziali miste statunitense, un personaggio eccentrico e carismatico in grado di mettere, con la sua voce, un’inconfondibile firma su ogni torneo. Il suo modo particolare di stare sul palco l’ha portato oggi a essere scelto anche come annunciatore all’evento di poker PSPC 2020, una delle manifestazioni più importanti per gli appassionati del famoso gioco di carte.


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Bruce Buffer, una carriera al servizio del wrestling

Classe 1957, Bruce Buffer è considerato una vera e propria icona negli Stati Uniti, grazie all’immagine che è riuscito a crearsi nell’ambito della lotta e delle arti marziali. Cresciuto in una famiglia di pugili (suo nonno John è stato anche campione del mondo di boxe) e fratello di Michael, che a sua volta lavora come telecronista anche per la boxe e il wrestling, Buffer ha iniziato la sua carriera di annunciatore proprio negli eventi di pugilato, per poi avvicinarsi a quello che può dirsi un vero e proprio spettacolo oltre che uno sport, ossia le arti marziali.

Il debutto di Bruce Buffer negli show della Ultimate Fighting Championship risale al 1996, quando colui che oggi viene definito “The Voice of Octagon” viene scelto per prestare la sua voce e la sua immagine all’evento: da allora, l’inconfondibile frase di apertura “It’s time!” è stata ripetuta in oltre 200 show, diventando un vero e proprio marchio di fabbrica per un personaggio amato e apprezzato dal grande pubblico.

È proprio grazie a questa sua capacità di calamitare l’attenzione degli spettatori che Bruce Buffer è riuscito ad attrarre gli organizzatori dell’evento EPT di Barcelona, che l’hanno fortemente voluto tra gli ospiti vip al fianco di altri importanti nomi, tra cui i calciatori Gerard Piqué e Arturo Vidal, quest’ultimo probabile prossimo colpo di mercato dell’Inter. Grande appassionato anche del poker giocato, Bruce Buffer si è detto sin da subito entusiasta di tuffarsi in questa nuova esperienza, riscontrando diversi punti di contatto tra due mondi così differenti come il combattimento e i giochi di carte.

Se nella lotta e nel wrestling, la capacità di scegliere il momento giusto per attaccare o per difendersi è fondamentale per riuscire a sconfiggere l’avversario, similmente nel poker bisogna saper leggere ogni fase della partita per poter trovare lo spiraglio giusto e tentare l’all-in. In questo senso, ritiene Buffer, i due sport sono legati da un filo sottile che, a livello mentale, accomuna fortemente queste attività apparentemente così lontane.

Lotta e poker, due mondi solo apparentemente lontani

Se, come sottolinea Bruce Buffer, lotta e poker non sono poi così distanti da un punto di vista di approccio alla gara, è altrettanto vero che i due mondi si sono già incrociati diverse volte. Diversi nomi della WWE, per esempio, hanno mostrato interesse nei confronti del tavolo da gioco, così come noti pokeristi si sono cimentati con la lotta.


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Un personaggio di spicco del wrestling statunitense come John Cena, per esempio, ha esplicitamente parlato in tempi recenti della sua passione per il poker, per ora seguendo a distanza i principali eventi mondiali e coltivando la conoscenza della materia. Più attivo in tal senso è invece Glenn Gilbertti, noto negli anni ’90 come Disco Inferno e vincitore di un titolo pesi leggeri, due titoli Television e un World Tag Team Championship in coppia con Alex Wright, con il nome di Boogie Knights.

Abbandonato il ring, Gilbertti si è dedicato infatti non solo al lavoro di addetto alla sicurezza presso il Sapphire Gentlemen’s Club, ma anche alla partecipazione a importanti tornei di poker, nei quali si è dimostrato sempre particolarmente abile.

Ha seguito invece il percorso inverso Ashton Griffin, noto pokerista statunitense che ha collezionato nel corso della sua carriera diversi successi al tavolo verde. Griffin ha infatti attraversato un periodo di pausa dal poker, nel quale si è dedicato proprio alla pratica del wrestling, una disciplina che gli ha consentito di lavorare sulla dedizione e sulla costanza nel lavoro fisico prima di ritornare, dal 2013, alla sua attività principale.

Il successo del poker tra i personaggi famosi

L’ampia diffusione del poker, legata anche alla nascita di importanti portali dedicati a questo gioco, ha portato migliaia di persone a studiare e a tuffarsi in questo mondo, con lo scopo di prendere parte proprio a importanti eventi di categoria. Nel giro di pochi anni, il poker è diventato un vero fenomeno di tendenza, in grado di accogliere attorno al tavolo verde giocatori provenienti da universi differenti, giovani e anziani, persone comuni e vip, sportivi e personaggi dello spettacolo, tutti a caccia della mano vincente.

Ecco perché molti giocatori, compresi tanti volti noti, oggi non si limitano alla semplice partecipazione ludica ma si concentrano anche sulla ricerca dei migliori metodi per capire come vincere sempre a poker, unendo la componente più divertente di questo gioco ad aspetti ben più tecnici e legati a fondamenti matematici, statistici e scientifici.

Da Ronaldo a Neymar, da Matt Damon a Leonardo Di Caprio, sono in molti oggi a dedicarsi anima e corpo a questa attività e a diventare a loro volta protagonisti, tanto da essere, in alcuni casi, nominati testimonial e ambasciatori dei più importanti brand di settore, così come accaduto anche a Bruce Buffer e al suo incarico di annunciatore per l’importante evento spagnolo.

Insomma, il poker è a tutti gli effetti una disciplina da osservare e praticare con grande concentrazione, come un vero e proprio allenamento per la mente, senza dimenticare però la sua capacità di offrire spettacolo in diverse forme: sono proprio queste caratteristiche a rendere il poker uno “sport” universale e adatto a tutti, come dimostrano i tanti esempi e le tante interessanti storie degli ultimi anni.