Quanto durerà CM Punk in UFC?

Dopo aver visto Brock Lesnar ribaltare i pronostici diventando campione UFC e una redditizia attrazione per i pay-per-view, contattare l’ex talento WWE CM Punk deve essere sembrata un’ottima idea alla UFC, quando è stato messo sotto contratto nel dicembre 2014.

Al tempo non c’erano dubbi che il pubblico si sarebbe sintonizzato per vedere l’ex pro wrestler mettersi alla prova nell’ottagono. Dopotutto Punk sapeva cavarsela da solo nel ring con alcuni “mostri” della WWE, sarebbe riuscito sicuramente a fare lo stesso contro dei lottatori professionisti della sua stessa taglia.

Quando però è arrivato il fatidico momento, due anni dopo essersi unito alla UFC, il debutto di Punk, al secolo Phil Brooks, si è rivelato un totale disastro. In circa due minuti il principiante Mickey Gall ha fatto fare all’ex campione WWE la figura del dilettante, quale effettivamente era. Fortunatamente Gall non ha ridotto in poltiglia Brooks, il quale non è riuscito a mettere a segno un singolo colpo significativo.

Nonostante il risultato sembra che Brooks sia pronto al suo secondo incontro. Infatti il suo coach, Duke Roufus, tramite Instagram ha postato una foto con Punk con un’intrigante descrizione.

Inizialmente la commissione della Ohio State Athletic ha rinunciato ai 5 incontri da dilettanti obbligatori che ogni lottatore deve avere nel suo curriculum prima di essere considerato un professionista in quello stato per Punk, convinti, e sbagliando, che il wrestler aveva le stesse abilità che fecero contraddistinguere Brock Lesnar. Ma non c’è commissione statale che permetterà a Brooks di combattere di nuovo in UFC ora che le sue lacune nelle MMA sono venute fuori.

Punk vorrebbe essere un professionista delle arti marziali miste ad ogni costo, e sicuramente si sta impegnando per esserlo, ma purtroppo per lui senza l’abilità, la passione e il desiderio necessari non potrà farcela in UFC. E se abbiamo imparato qualcosa dal suo primo incontro è che riesce a malapena a difendersi nell’ottagono.

In seguito al deludente debutto di Brooks, il capo della UFC Dana White ha suggerito che l’ex wrestler dovrebbe continuare la sua carriera nelle MMA fuori dalla UFC. Questo però non significa che il suo secondo incontro non si disputerà nella federazione più importante. La UFC non si lascerà sicuramente sfuggire l’opportunità di far cassa grazie ai curiosi che si chiedono quale sarà il futuro della carriera di Brooks.

Ad ora sono stati vociferati diversi nomi come potenziali sfidanti, tra cui la cintura nera di karate Jason David Frank (conosciuto come il Green Power Ranger) e l’ex skater professionista Jason Ellis. Il coach Roufus di recente ha detto che anche il peso welter Mike Jackson potrebbe essere un buon avversario.

Che il prossimo sfidante di Brooks sia Jackson, o chiunque altre, la UFC dovrà ingaggiare un lottatore che non fa parte della promozione. Il piano funziona per la UFC, che cerca di recuperare qualcosa da questo investimento, ma il secondo incontro di Punk non è un prodotto con cui vogliono avere a che fare.

Se la UFC avesse saputo che Punk non era in grado di lottare realmente nemmeno contro una busta di plastica, probabilmente non lo avrebbero mai messo sotto contratto. Ma a questo punto è chiaro che Brooks riesce a malapena a difendersi.

In primis però la UFC deve ammettere di aver fatto un errore ad ingaggiare Punk e impegnarsi per troncare il rapporto lavorativo con l’ex stella WWE.

FONTE: FIGHTNETWORK.COM