Ric Flair muove una particolare critica verso i wrestler moderni

Ric Flair

Ric Flair sostiene che i wrestler di oggi si preparino troppo per i loro match

Ric Flair ha iniziato la sua carriera in un’epoca in cui chiamare le mosse sul ring non era solo preferibile, ma necessario per sopravvivere ai ritmi frenetici a cui erano sottoposti i wrestler.  Guardando al wrestling di oggi, The Nature Boy ritiene che gran parte di questo aspetto sia andato perduto, perché gli atleti possono passare intere giornate a provare e memorizzare gli incontri invece di interagire con il pubblico.

Durante un’intervista al podcast della Hall of Fame, Ric ha innanzitutto messo in prospettiva il suo carico di lavoro. Ha affermato di aver disputato 454 incontri di wrestling nel 1983, di cui 360 della durata di un’ora e non era nemmeno un episodio isolato. Flair ricordava di aver lavorato con Ricky Morton per ben nove ore in una sola settimana nel 1986, per poi ripetere l’impresa la settimana successiva:

“Nel ’86, ho lottato contro Ricky Morton per nove ore in una settimana. Due settimane di fila. Ogni giorno della settimana. Due volte il sabato, due volte la domenica, cosa che Book sa, abbiamo fatto doppi incontri, e poi i biglietti sono andati esauriti. Quindi hanno detto ‘Oh, riproponiamolo e facciamolo di 90 minuti’. Così abbiamo fatto circa 60 minuti e poi abbiamo concluso l’incontro.”

La durata degli incontri pubblicizzata implicava anche che non potessero semplicemente decidere di accorciarli drasticamente una volta saliti sul ring. Se la gente comprava i biglietti aspettandosi quel tipo di wrestling, Flair diceva che dovevano mantenerlo:

“Ha senso? Non potevi semplicemente pubblicizzare 90 minuti e poi farne 30? Quindi abbiamo fatto tipo 60 minuti, due o tre minuti in più, e poi c’è stata la conclusione, ma è un sacco di wrestling. Mi tolgo il cappello davanti a Ricky Morton perché, sai, una volta lo prendevo a botte e Morton, voglio dire, mi ha lasciato colpirlo più forte che potevo, ma ha reagito. Ricky è un vero fenomeno.”

Ric Flair crede che imparare tutto a memoria possa essere controproducente

Questo sollevava una domanda ovvia. Se Ric Flair e Morton lottavano per nove ore in una settimana, non c’era modo realistico che potessero sedersi nel backstage e pianificare ogni mossa in anticipo, come avviene oggi per molti incontri e Ric ha confermato che non hanno mai parlato del match prima di salire sul ring.

Quando gli è stato chiesto come fosse possibile che i wrestler riuscissero a combattere per 60 minuti senza pianificare tutto in anticipo, Flair ha colto l’occasione per spiegare uno dei suoi maggiori problemi con la costruzione degli incontri odierni. Non critica i wrestler moderni per il fatto che guadagnino, ma crede che passare tutta la giornata ad allenarsi possa creare problemi una volta che si trovano di fronte a un pubblico dal vivo:

“Beh, io e Book ne parliamo spesso, forse non negli ultimi due anni, ma ecco il punto: ad oggi, passano tutta la giornata a provare, e, che Dio li benedica, stanno tutti guadagnando molto, questa è una cosa importante, ma non si può mai prevedere come reagirà il pubblico ed è per questo che non si può imparare tutto a memoria.”

Flair sapeva quale ruolo di base avrebbe interpretato una volta varcato il sipario. Sapeva che sarebbe dovuto essere il cattivo, ma questo non significava che potesse decidere in anticipo come si sarebbe svolta l’ora successiva:

“Non avrei mai potuto uscire con l’idea di sapere cosa sarebbe esattamente successo. Voglio dire, ovviamente sapevo che sarei stato il cattivo, giusto? Questo era certo, ma non puoi uscire e avere già tutto pianificato. Non mi metto mai a criticare il business oggi. È solo che sono arrivati ​​a quel punto, è una routine e, secondo me, la provano e riprovano troppo. Le grandi Star di oggi, includo mia figlia in questa categoria, hanno imparato a gestire la situazione, perché un giorno piacciono al pubblico, il giorno dopo no. È una situazione insolita in questo settore al giorno d’oggi. Bisogna imparare quando cambiare le cose quel tanto che basta per ottenere la reazione desiderata, perché ormai è facilissimo cambiare canale. Voglio dire, questo è il nemico più grande ed è per questo che è difficile organizzare un incontro lungo che tenga incollati gli spettatori.”

FONTE: RINGSIDENEWS.COM

Autore

  • Andrea Cautela

    Seguo il wrestling da quando sono piccolo, possiedo quasi tutti i videogiochi della WWE. Colleziono diverse magliette e action figure dei miei wrestler preferiti. Non perdo mai una puntata di Raw o di Smackdown o un PPV dall'età di 6 anni. Mi occupo della sezione news sul sito Spaziowrestling.it

Scritto da Andrea Vito Cautela
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