WE ARE NXT #1: A Golden Journey

La mia rubrica dedicata al brand di NXT, sarà strutturata nella stessa modalità della mia analisi di Impact Wrestling, ovvero parlerò dei vari feud titolati e non di rilievo e, infine, ci sarà il mio CHOSEN ONE, un match o più match o segmenti parlati, di cui farò un breve report, di cui consiglio la visione.

Il post ppv NXT Takeover WAR GAMES, ha dettato una serie di sentenze, alcune imprevedibili,definitive e inappellabili, altre di semplice conferma. Abbiamo visto la sorprendente ed impronosticabile vittoria dell’NXT title da parte di Andrade Cien Almas contro il roccioso scozzese Drew McIntyre; è stata coronata una nuova NXT Woman Champion, Ember Moon, l’unica che, nei mesi precedenti, è stata avversaria di spessore per l’imbattuta campionessa giapponese,  l’inarrestabile Asuka; Aleistar Black ha confermato la sua imbattibilità, nonché la propria candidatura titolata, sconfiggendo l’ambiguo provocatore, Velveteen Dream; la fazione Undisputed Era, guidata da quella mente geniale e talentuosa di Adam Cole, ha lasciato il segno, vincendo uno stupendo WAR GAMES, avendo la meglio sui campioni di coppia, i SAnitY, e sugli ex campioni, gli Authors of Pain, e Roderick Strong, ed è stato proprio Cole a schienare Eric Young, grazie al suo shining wizard, che ha fatto impattare Young contro la sedia in suo possesso, decretando la vittoria della fazione made in Ring of Honor.

Premesso ciò, analizziamo gli effetti post ppv, che è stato, a mio parere, ottimo, un po’ come tutti gli eventi targati NXT.

FEUD E STORYLINE

NXT WORLD CHAMPIONSHIP:  Andrade Cien Almas, contro ogni pronostico, è il nuovo NXT champion, approfittando di un infortunio al braccio di McIntyre, Almas non ha avuto difficoltà a schienare l’ex campione, eseguendo, con l’avversario appoggiato sulla terza corda, la sua Gomez Palacio, permettendogli la conquista del prezioso alloro. Un McIntyre spento , sia durante e sia post match, annuncia in un intervista il suo infortunio al bicipite, allontanando la speranza di un rapido rematch. Fuori dai giochi, almeno temporaneamente, l’ex campione di origine scozzese, il General Manager William Regal,  si è visto costretto a dover indire un mini torneo, al fine di decretare un nuovo n. 1 contender per Almas. Gli atleti prescelti che vinceranno il loro match di qualificazione, si affronteranno in un fatal 4 way, che determinerà il primo sfidante; il primo match vede confrontarsi il membro dei campioni tag team, i SAnitY, ovvero il bulldozer Killian Dain, e l’inglese Trent Seven, in un incontro senza storie, che vede il possente irlandese devastare con la sua Ulster Plantation, una sorta di running slam, il pur generoso Seven; il secondo match di qualificazione, ha visto confrontarsi Johnny “wrestling” Gargano e Kassius Ohno, incontro decisamente godibile e molto più combattuto del precedente match di qualificazione, da un lato la tecnica spettacolare di Gargano e dall’altro l’agile potenza di Ohno, i due si affrontano a viso aperto, Gargano e Ohno le provano tutte, dai suicide dive e hurricanrana fuori ring di Gargano, ai diving elbow e plancha verso l’esterno del ring da parte di Ohno, alla fine Gargano trionfa, facendo cedere Kassius con la sua Gargano Escape, la sua spettacolare leva in crossface; terzo incontro ha visto l’undefeated Aleister Black contro Adam Cole, un match che ha messo a dura prova il lottatore dall’oscura presenza e origine, Cole ha venduto cara la pelle, connettendo con le sue tecniche migliori, il suo superkick ad esempio, ma Black ha resistito stoicamente, utilizzando la sua capacità di sfruttare le gambe in stile marziale, probabilmente originate dal Taekwondo, connettendo con il suo spinning hook kick in pieno volto su Cole, ottenendo vittoria e qualificazione al match a quattro (applauso per Adam Cole, forse un dei pochissimi a mettere in seria difficoltà Black da quando ha debuttato a NXT); ultimo match di qualificazione, vede Roderick Strong, affrontare il “monster” di NXT, Lars Sullivan, in una sfida che sarebbe potuta apparire scontata, ma Strong ha smentito tutti, tirando fuori una performance maiuscola, da grande campione quale è (chi ha seguito la ROH in passato,capirà), connettendo con tutto il suo bagaglio di mosse migliori, dai running knee, al suo sick kick, ad un suplex dal paletto che, pur sembrando tecnica di base, non lo è quando di fronte hai un mastodonte come Sullivan, che ha risposto con le sue potenti clothesline, la sua bear hugger, in stile Bruno Sammartino, per poi concludere e vincere l’incontro con la sua Bottom slam, completando la griglia del fatal 4 way per determinare il primo sfidante. La mia opinione in tal senso è chiara, Andrade Cien Almas non è un campione che a me entusiasma, solo l’aiuto di Zelina Vega, suo manager, e l’infortunio di McIntyre, lo hanno determinato come nuovo campione. Data la temporanea “dipartita” di McIntyre, logica vuole che debba determinare un mio favorito, tra i quattro papabili primi sfidanti, a poter strappare il titolo iridato al messicano. La mia scelta dovrebbe logicamente cadere sull’imbattuto Black, poiché avrebbe tutte le carte in regola per affrontare e sconfiggere Almas, ma a mio modesto parere, Gargano meriterebbe la chance titolata in quanto, a differenza di Black, ha sfornato in queste settimane incontri a 5 stelle(vedesi il match per il WWE United Kingdom Championship contro il bruiserweight, Pete Dunne), ed è il classico outsider di lusso che potrebbe, tramite la sua tecnica imprevedibile, mettere alle strette l’attuale campione e regalarci la prima sorpresa dell’anno al prossimo NXT Takeover, io credo e scommetto su Johnny “wrestling”, e voi fans come la pensate? Chi è il vostro favorito?

NXT TAG TEAM CHAMPIONSHIP:  il gruppo dalla discutibile integrità mentale e dal nome che non lascia dubbi in tal senso, i SAnitY, guidati da Eric Young, dopo aver sconfitto i devastanti Authors of Pain, conquistando le cinture di coppia, hanno iniziato un feud con l’Undisputed Era, rea di averli aggrediti durante il rematch per i titoli di coppia (contro gli stessi Authors of Pain) e che ha dato origine al WAR GAMES match di NXT Takeover Houston, vinto proprio dalla fazione composta da Cole, O’Reilly e Bobby Fish. Dopo il ppv, gli stessi O’ Reilly e Fish, noti come i reDragon in ROH, hanno sfidato i SAnitY per un incontro titolato. La sfida ha visto Young e Dain predominare buona parte del match, Young con le sue mosse aeree, tra cui il Flying neckbreaker dal paletto, e Dain con la sua potenza, contro cui l’Undisputed Era nulla ha potuto, solo l’intervento di Adam Cole che, nonostante l’aggressione rabbiosa ai suoi danni da parte del membro femminile dei SAnitY, Nikki Cross, è riuscito a distrarre i campioni di coppia, a mettere fuori gioco Dain che, nel tentativo di eseguire proprio su Cole una running powerslam, ha subito la reverse move di Cole, impattando contro il paletto del ring, ed Eric Young, distratto da ciò, si ritrova ad essere vittima della Total Elimination del duo O’Reilly – Fish, regalando la vittoria e titoli di coppia a quest’ultimi, la UNDISPUTED ERA IS JUST BEGAN! Credo che si evinca la mia predilezione per il trio dell’Undisputed Era, sia perché ne ero fan già in ROH e sia perché li ritengo una fazione che può essere davvero una mina vagante in quel di NXT, pur non disdegnando i SAnitY o gli Authors of Pain, che hanno bravura e carisma dallo loro. Il trio made in ROH, a mio parere, con le cinture di coppia alla loro vita, potrà sviluppare, da main heel, storyline interessanti, e se l’aperitivo, che ha avuto il suo epilogo nel fantastico WAR GAMES  di Houston, ha prodotto scontri fuori e dentro il ring così appassionanti, non oso immaginare cosa ci riserverà il futuro ad NXT, i primi passi mi hanno ispirato molta fiducia (in attesa di vedere cosa verrà riservato ad NXT anche al grande Adam Cole, capo carismatico della fazione campione di coppia. ADAM COLE BAY BAY!!! ).

NXT WOMEN’S CHAMPIONSHIP: dopo il coronamento di un sogno inseguito da tempo, Ember Moon conquista il titolo femminile in quel di NXT WAR GAMES, cosa che purtroppo le fu impossibile durante il regno della “ aliena” Asuka, troppo forte per chiunque al momento. La Moon ha difeso, nelle settimane seguenti alle conquista dell’alloro, il proprio titolo contro Sonya Deville prima, senza grossissime difficoltà, e contro il membro del Dinamic Duo, Peyton Royce, connettendo in entrambe le occasioni con la sua spettacolare mossa finale, la Diving Corkscrew Stunner,forse la seconda final move più bella, dopo la Canadian Destroyer di Petey Williams. In seguito a quest’ultimo incontro, Moon viene attaccata aggressivamente da Billie Kay, alleata della Royce, e si prospetta a tal punto una possibile sfida titolata con l’altro membro del Dinamic Duo. Allo stato attuale, Ember Moon non ha rivali pericolose nel roster femminile di NXT, Billie Key compresa (mediocre atleta,tecnicamente), ed ipotizzo un lungo regno iridato, magari non al pari di Asuka, ma certamente  la Moon continuerà a dar lustro alla categoria femminile, in attesa di avversarie degne di nota.

ALTRI FEUD:  l’unica storyline di interesse,se così può esser chiamata, riguarda il WWE United Kingdom Championship, che ha visto più volte l’attuale campione, lo spettacolare bruserweight, Pete Dunne, difendere il suo titolo  affrontando, tra gli altri, Johnny Gargano prima e l’ex UK champion Tyler Bate dopo. Della prima sfida ne parlerò, ve lo anticipo già, nel mio CHOSEN ONE, dunque mi concentrerò sul match tra Dunne e Bate. La sfida titolata, chiara rivincita del precedente match, dove il bruserweight vinse la cintura UK, ha visto una prima fase molto tecnica, reverse di leve e contromosse in stile Nigel McGuinness(che tra le altre cose ha molto apprezzato tale dinamiche sul ring, mentre si trovava al tavolo dei commentatori n.d.r.), poi il tutto si è evoluto in una sequenza di spettacolarità infinita, dai diving kick a salti in avvitamento dal paletto, fino al  Tyler Drive 97 e per concludere  un suplex effettuato sulle corde laterali del ring da parte di Bate(grande prova di forza), al modified suplex con chiusura in sit down powerbomb fino alla sua final move, la Bitter End, da parte di Dunne, che vince il match e mantiene il titolo. Il roster UK ha messo sotto la luce dei riflettori grandi performer provenienti dal Regno Unito, già ben noti in federazioni inglesi come la spettacolare Revolution Pro Wrestling (RPW) ad esempio, di cui Dunne ne è prodotto indiscusso. I matches trasmessi finora,hanno determinato un target ben preciso per tale categoria, fine tecnicismo ed esplosiva spettacolarità, ogni incontro è garanzia di qualità, azioni al cardiopalma, finali imprevedibili, la WWE, dopo la rigenerazione di NXT, ha fatto un altro passo positivo in avanti, abbandonando idee, storyline, politiche e qualità di atleti discutibili e malsane, generate dalla PG era, per puntare su prodotti di qualità, liberandoli da quei vincoli e limiti che tanto hanno azzoppato la federazione di Stamford in questi ultimi anni, sperando che sia un punto di partenza che coinvolga anche storyline e incontri dei main roster.

MY CHOSEN ONE: concludiamo con il mio CHOSEN ONE di questa settimana,che spero apprezzerete. La mia scelta, come già anticipatovi in questa rubrica, va sul match datato 22 novembre a Houston,proprio sul ring dove si è consumato il ppv NXT Takeover WAR GAMES, per il WWE UNITED KINGDOM CHAMPIONSHIP, tra il campione Pete Dunne e lo sfidante Johnny Gargano. L’incontro ha visto come sempre imporsi, almeno nelle prime fasi, il campione, il quale ha un rude stile tecnico, basato su leve articolari, accompagnate da stomp in stile brawler, che Gargano subisce passivamente, poiché è poco avezzo agli scontri duri a viso aperto. Gargano si riprende ed inizia una serie di dropkick, hurricanrana e una swanton dall’apron ring verso lo stage, colpendo malamente Dunne, che risponde con un modified suplex ancora sull’apron ring, mettendo fuori gioco Gargano. Dunne prova una irish whip all’angolo, reverse di Gargano, moonsault in corsa di Dunne, che evita l’azione di Johnny “wrestling”, che riesce comunque a connettere con la sua spear dall’apron verso l’interno del ring,tra la seconda e la terza corda, portando il campione UK al tappeto. Dunne esce fuori dal quadrato, Gargano lo raggiunge con un suicide dive tornado DDT, UNBELIEVABLE!!! Ora i due contendenti si scambiano colpo su colpo all’interno del ring, enzeguiri kick di Dunne, clothesline in risposta di Gargano, che connette anche con un superkick, ma non riesce a schienare il campione, lo sfidante ritorna all’attacco ma Dunne reagisce e connette con la Bitter End, sua mossa finale, Pete Dunne vince l’incontro e mantiene il titolo UK, match stellare!!!

Buon Natale cari fans!!!

 

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