AEW: Jon Moxley e Jim Ross tornano a criticare WWE

Nel segmento “Unhinged: The Story Of Jon Moxley” con Jim Ross allo Starrcast Starrcast IV a Baltimora, MD, Jon Moxley ha rivelato un momento in cui era in WWE dove venne severamente rimproverato per aver imprecato in televisione.

Moxley ha dichiarato di aver difeso vittoriosamente lo United States Champion in un pay-per-view WWE ed aveva mentenuto il personaggio quando ha imprecato in quel momento e ha detto “dammi la mia fottuta cintura” all’arbitro dopo aver vinto. Moxley non ci ha pensato, ma quando è arrivato nel backstage Road Dogg gli ha chiesto se avesse detto “f ** k”, a cui Moxley ha risposto, “non ho fatto un promo” e ha affermato che non poteva ricordare.

La sera successiva fu avvicinato da un alto funzionario della WWE che gli disse che doveva andare nel camion di produzione e chiedere scusa all’equipaggio di produzione, “perché premere il pulsante per il ritardo era così fottutamente difficile” disse Moxley ironicamente.

Moxley fece le sue scuse e rassicurò l’equipaggio di produzione che non sarebbe mai più successo, pensò che sarebbe stato così fino a quando lo stesso funzionario della WWE non gli si fosse avvicinato di nuovo.

Il funzionario ha detto “Non penso che sia stato il giusto tipo di scuse per il grosso push che vogliamo darti” e lui non ha gradito questa affermazione. Inoltre gli fu detto per la prima volta che fosse diverso dal loro tipo ideale, anche se al tempo non capì bene.

Jim Ross ha poi aggiunto che nel periodo in cui Jonathan Coachman era un heel, in un segmento ha avuto una discussione con lui e lo ha chiamato “ragazzo”, nome che i funzionari della WWE ritenevano razziale. Dire ragazzo ad un uomo adulto di colore, infatti, ha un doppio senso molto razzista in USA.

Ross ha ricordato di essere stato chiamato in un incontro con Vince e Stephanie in cui gli è stato detto quello che aveva detto e che doveva paragonarlo all’incidente di Moxley, e questo ha suscitato una risata dalla folla.

Ross è stato costretto a scusarsi, ma ha detto “L’ho chiamato ragazzo” non “hey ragazzo”.

Ha aggiunto che ciò che sia lui che Moxley hanno sperimentato è il modo della WWE di abbattere i talenti. Ha detto che “detestava” quell’approccio ed era un modo “sbagliato” di motivare le persone. Ha aggiunto che se la WWE sentiva di non poterti controllare, si facevano in quattro per far sapere che ti stavano osservando.

Moxley ha risposto, “sembrava di essere in una scuola”.

FONTE: Wrestlingnewssource.com

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Marco Tonsino
La vita e' una metafora del wrestling quindi meglio scrivere di wrestling, e' piu' originale , ogni tanto c'e' anche il lieto fine e ci sara' sempre una storia nuova da raccontare. Mi avessero pagato per ogni viaggio fatto sarei ricco, ma ho incrociato lo sguardo coi miei miti stringendogli la mano e strappando loro una risata. Questo non ha prezzo. Ho visto sudore e fatica a uno sputo di metri dal ring. Quando scrivo le notizie o narro di un WM week alzo il volume dello stereo perche' il wrestling e' come la musica rock, c'e' sempre qualcuno che ne canta la morte ma non morira' mai.