L’Intervista: Parla un critico delle Indies e di Ospreay vs Ricochet

Nuovo appuntamento con L’Intervista, che, eccezionalmente, questa volta cambierà “modus operandi” e stile, per affrontare un tema a dir poco bollente. E’ ormai passato alla storia, il fatidico match tra Will Ospreay e Ricochet della Evolve, ed oggi sarà il tema che il vostro Roberto Li Greci, tratterà con un ospite particolarmente esigente. Difatti, a questa e altre domande, risponderà Marco Massimino Cocuzza, autentico esperto del settore “Indipendente”, che analizzerà quindi questo match, il mondo delle Indies in generale e il wrestling WWE:

1) Come giudichi il match tra Will Ospreay e Ricochet? Si può considerare un match in stile WWE, o è qualcosa che niente ha a che fare con il wrestling?

Avendo visto il video più e più volte, trovo davvero difficile poterlo chiamare “match”. Personalmente non riesco a trovare alcuna attrattiva in una performance del genere, soprattutto in conseguenza del fatto che mi sarei aspettato di vedere qualcosa che assomigliasse ad una lotta. In definitiva, non potrei mai paragonare questo genere di spettacolo ad un match WWE.

2) Ti ha intrattenuto questo stile di lotta? Cosa pensi di Will Ospreay e Ricochet?

Come detto prima, non ho trovato abbastanza divertente il “match”. A tratti mi ha ricordato Ultimate Muscle, un vecchio anime Giapponese che ridicolizzava il wrestling e che molti ragazzi della nostra generazione ricorderanno sicuramente. In realtà non credo che le mie critiche abbiano un peso molto importante, visto che con ogni probabilità la stessa federazione dei due lottatori non intende elevarsi ad alternativa alla WWE, per fare un esempio. Dal video mi è sembrato di capire inoltre che il pubblico stesse apprezzando lo spettacolo, e che comunque fosse consapevole di aver pagato per uno scontro del genere. Appartenendo a questo genere di lotta, penso quindi che i due atleti siano indubbiamente bravi in quello che fanno, anche se ricordano di gran lunga più due trapezisti che due lottatori.

3) Meglio questo stile di match spumeggiante e veloce, ma senza storyline, o preferisci un match, di minor impatto visivo, ma con una storia a fare da costrutto?

Ho già fatto intuire che preferisco di gran lunga la politica adottata dalla WWE. Adesso non seguo più il wrestling WWE come una volta, ma fin da piccolo ho sempre fatto molta attenzione più a ciò che c’è dietro un match, che a ciò che succede poi effettivamente sul ring. In altre parole, la storyline è una parte fondamentale, anche se ormai tutto ciò può dare l’impressione del “già visto”. In fondo trovo che le storie e la caratterizzazione che c’è dietro i vari personaggi sia la vera essenza di un buon prodotto volto all’intrattenimento di un vasto pubblico tramite la lotta.

4) Parlando, invece, del presente, quale supertars riesce a catturare maggiormente la tua attenzione?

Senza dubbio il mio personaggio preferito è Chris Jericho, sia quando tratta un personaggio Face, sia quando interpreta la gimmick da Heel. Mi piace il suo stile di lotta, ma sopratutto la cosa che più mi cattura di Y2J è il suo carisma, unico nel catalizzare le masse. Infine, credo non abbia eguali al microfono. Un’abilità da top-star indiscussa.

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Nato nel 1995, sono un grande fan della WWE dai tempi di Smackdown con Ciccio Valenti. Dopo la morte di Eddie Guerrero, mi sono allontanato dal mondo del pro-wrestling, per poi ritornare sui miei passi nel 2012. Ho ampliato i miei orizzonti, avvicinandomi al mondo della NJPW e del Bullet Club.