THE DEBATE: Elimination Chamber 2020

Ciao amici di Spazio Wrestling e ben ritrovati in questo nuovo numero del nostro “THE DEBATE”. Oggi analizzeremo tutto ciò che è successo ad Elimination Chamber, l’ultimo PPV prima di WrestleMania 36, e assieme a me ci sarà anche Francesco D’Agostino. Senza fare ulteriori giri di parole, direi che possiamo cominciare:

Nicola Morisco

TOP MATCH

Devo dire la verità, sono molto indeciso per quanto riguarda il “Top match” di Elimination Chamber. Due incontri, in particolare, mi hanno creato parecchi dubbi: mi riferisco all’opener dello show, ovvero Daniel Bryan vs Drew Gulak, e all’Elimination Chamber match valevole per i titoli di coppia di Smackdown. Dalla prima contesa speravo che la WWE gli concedesse lo spazio necessario e alla fine le mie richieste sono state soddisfatte. 15 minuti di puro spettacolo, con Bryan e Gulak che si sono dimostrati due maestri veri e propri della disciplina. Il finale con Daniel che si complimenta, nonostante la vittoria, con il suo sfidante racchiude la perfezione totale di questo incontro. L’Elimination Chamber match, però, non ha nulla da sfigurare, anzi: oltre agli spot straordinari dei Lucha House Party e degli Heavy Machinery, bisogna fare i complimenti alla WWE per la scrittura di tutto l’incontro. Durante esso sono state portate avanti le varie storie, in particolare quella fra Dolph Ziggler e Otis con quest’ultimo che, alla fine, si è visto sprofondare fuori dal ring dopo aver distrutto una “camera” della struttura. Che dire, sono ancora indeciso, ma bisogna fare una scelta e allora vado con l’Elimination Chamber match per i titoli di coppia come miglior incontro della serata.

FLOP MATCH

Senza alcun dubbio l’Elimination Chamber match femminile è stato il peggior incontro di questo PPV. Ma voglio fare un discorso piuttosto approfondito al riguardo: dal punto di vista del lottato, purtroppo, la contesa non mi ha lasciato nulla, rispetto alla Chamber maschile qui non ci sono stati spot degni di nota o momenti che ricorderemo negli anni a venire; inoltre, sono dell’idea che se la WWE avesse voluto proporre questo match solo per costruire Shayna Baszler in vista di WrestleMania, poteva benissimo non metterlo nel Main Event; ma a proposito di Shayna, c’è da dire che la sua build-up per WrestleMania è perfetta, tutto gestito e curato nei minimi dettagli, brava WWE. Dunque, tirando le somme questa Chamber è stata la nullità assoluta dal punto di vista lottato, ma allo stesso tempo è riuscita a dar ulteriore linfa a colei che sarà sicuramente uno dei volti principali della divisione femminile negli anni futuri.

TOP MOMENTS

-Questo PPV rimarrà nella storia e sapete perché? Perché Sami Zayn ha finalmente vinto un titolo nel Main Roster. Ero contentissimo quando l’ho visto alzare al cielo il titolo intercontinentale e, credetemi, alla vigilia ero molto convinto che potesse vincere. Tutto arriva per chi sa aspettare e il duro lavoro alla fine paga sempre. Bravo Sami, te lo sei meritato!

-Scontato, ma sentire quelle campane, l’atmosfera che si crea quando le luci si spengono e veder comparire dal nulla l’Undertaker è sempre un belvedere. Il ritorno del Dead Man, che ha rifilato una nuova Chokeslam ad AJ Styles, è stato sicuramente uno dei momenti più belli di Elimination Chamber.

-Gli spot dei Lucha House Party e degli Heavy Machinery, durante l’Elimination Chamber match, sono stati fantastici. Il “Moonsault” di Lince Dorado dalla cima della gabbia è stato uno spettacolo assoluto, per non parlare poi di quando Otis è sprofondato fuori dal ring distruggendo totalmente una “camera”. Momenti che non dimenticheremo facilmente.

-Vedere Kevin Owens arrivare con nonchalance e mangiare dei popcorn durante il Tag Team match, valevole per i titoli di coppia, è stato bellissimo. La Stunner successiva ai danni di Seth Rollins è stata altrettanto bella, ormai mi sembra scontato che a WrestleMania 36 avremo uno scoppiettante Seth Rollins vs Kevin Owens.

FLOP MOMENTS

-Ne ho già parlato in precedenza, ma è comunque giusto inserire nei “Flop Moments” l’andamento generale dell’Elimination Chamber match femminile. In un incontro del genere ti aspetti sempre degli spot di altissimo livello, ma in questo caso oltre alla dominanza assoluta di Shayna Baszler (comunque più che giusta) non c’è stato nulla.

-Restando sempre in tema Elimination Chamber match, forse l’unica pecca che trovo all’interno dell’incontro maschile è stata la mancanza di spot straordinari di John Morrison. In questo tipo di contese, Morrison ci ha sempre deliziato con voli o manovre aeree straordinarie, ma purtroppo quest’anno non c’è stato niente da fare.

COMMENTO FINALE

Alla vigilia le aspettative erano molto basse per questo PPV, ma la WWE ha saputo sorprendermi. Quest’anno Elimination Chamber mi ha regalato tante emozioni: a partire dalla conquista del titolo intercontinentale di Sami Zayn, al ritorno di Undertaker, agli spot straordinari che abbiamo avuto all’interno della Chamber maschile, fino ad arrivare ad un lottato complessivamente molto buono da parte di quasi tutti i match. Sono davvero soddisfatto, considerando anche che questa era l’ultimissima fermata prima di WrestleMania. Adesso ci aspettano quattro settimane incandescenti (sperando che Smackdown inverta rotta rispetto alle ultime settimane), lo show di wrestling più importante al mondo è dietro l’angolo. Divertiamoci, senza badare alla solite chiacchiere da bar…

VOTO: 7.5

Francesco D’Agostino

TOP MATCH

Un po’ c’è lo si aspettava alla vigilia e lo spettacolo proposto non ha deluso: promuovo con ottimi voti il match nella gabbia tra i tag team. L’incontro ha saputo valorizzare tutti i partecipanti, facendo fare bella figura anche a degli anonimi Lucha House Party. La rivalità tra Otis e Dolph Ziggler si conferma essere la storia più interessante che SmackDown può proporre ad oggi: era impronosticabile una situazione simile, ma Otis è riuscito a dare una caratterizzazione irresistibile al suo personaggio, che è l’opposto rispetto al belloccio Dolph Ziggler. Non voglio esagerare, ma un match singolo tra i due a WrestleMania, nel pre show magari, io vorrei vederlo. Magari un “Mandy on a pole match” (si scherza).
Il livello del lottato è stato molto buono, tutti i team escono rafforzati dal match, soprattutto i campioni che riescono a riconfermarsi. Per WrestleMania forse gli sfidanti numero uno saranno gli Usos, che personalmente non ho mai apprezzato fino in fondo ma che questa volta, col loro ritorno, sembrano davvero carichi e pronti a dare il 100%. Ottimo match comunque, migliore della serata.

FLOP MATCH

Purtroppo il Main Event di Elimination Chamber è stato soporifero, per molte ragioni. Fin dall’inizio ho provato repulsione per il match, già per l’atteggiamento delle wrestler all’entrata: spesso si fermavano davanti alle celle delle altre lottatrici e le squadravano con disprezzo, lanciavano occhiate di fuoco. Peccato che questo disprezzo e queste occhiate di fuoco siano sembrate macchiettistiche, disinnescate, prive di un vero astio. Era come vedere dei manichini che si minacciano tra di loro: zero emozione. Le uniche due lottatrici che hanno saputo trasmettere qualcosa sono state Shayna Baszler e Asuka. Anche il lottato non ha esaltato per nulla, purtroppo ciò dovuto anche alla stipulazione, che secondo me non premia le wrestler. Il problema principale è stato però la durata: già il pay-per-view in sé è stato anomalmente lungo, 3 ore e 40 di show principale per una card che sinceramente non entusiasmava; oltre tutto da quando nella Chambers femminile ha fatto il suo ingresso la Baszler, dominatrice assoluta del match, ci sono stati troppi tempi morti. L’ex campionessa di NXT ha eliminato con facilità le altre partecipanti e ad un tratto ci siamo trovati con la Baszler al centro del ring che doveva solo attendere gli ingressi di Liv Morgan e Asuka: entrambi questi ingressi si sono diluiti nel tempo in maniera assurda, minuti interi di live alle 3 di notte spesi a guardare Shayna che attende inerte che le ultime due vittime sacrificali si stendano sul suo altare, davvero uno spettacolo noioso e ridondante. Se uniamo tutti questi difetti al fatto che fin dall’inizio sapevamo benissimo chi avrebbe vinto l’incontro, ne esce fuori un match evitabile e molto al di sotto della sufficienza.

TOP MOMENTS

-In una card che ha saputo regalare del buon lottato, pur restando mediocre, il ritorno di Taker è riuscito a creare un bel momento. Metto le mani avanti: è vero, anche l’ultimo uomo sulla terra, vivendo su un monte privo di contatti con l’esterno, sapeva che Aj Styles avrebbe perso il suo match per l’intervento del Becchino. La stessa stipulazione senza squalifiche lo suggeriva. Quindi di certo non possiamo dire che sia stato uno shocking moment, una sorpresa esaltante. Però esaltante lo è stato comunque. Mi è piaciuto come Taker ha fatto il suo ingresso sul ring, quasi strangolando i Good Brothers per poi girarsi repentinamente rifilando una Choke Slam a uno Styles volante. La “regia” di quest attimo ha contribuito a rendere memorabile il finale del match. La scelta è stata giusta, perché il buon Black non poteva perdere in un momento simile, in cui ha dalla sua un push di cui ancora dobbiamo scoprire le dimensioni. Inoltre sono in disaccordo con chi, sulla scia degli eventi di SuperShowDown, dice che Styles è stato demolito e sotterrato da Undertaker e questo non risulta credibile. Taker ci è sempre stato narrato e mostrato come personaggio dai poteri oltre l’umana comprensione, poco scalfiti anche dall’età che avanza. Quindi inutile dire che Aj Styles è il miglior wrestler al mondo e non può perdere in maniera così netta due scontri con Taker. Può farlo eccome! Perché, secondo storytelling, Aj può anche essere il migliore degli umani, ma Undertaker trascende questa dimensione. Non è la stessa cosa che abbiamo visto con Goldberg e Wyatt, con un part timer che torna e distrugge il wrestler regolare di turno. Anzi quella situazione è esattamente l’opposto: lì ad avere dei poteri sovrannaturali era Wyatt, cioè proprio colui che ha perso! Quindi non paragonate Undertaker a Goldberg, i loro ritorni sono profondamente diversi. Perché il wrestling non è fatto solo di botte sul ring, ma anche di narrazione e storie.

FLOP MOMENTS

-Questo punto è controverso, perché non me la sento di bocciare il match nel suo svolgimento. Lo storytelling è stato ottimo, con un Braun Strowman troppo concentrato su un dispettoso Sami Zayn, talmente tanto da perdere di vista anche il fatto di trovarsi in inferiorità numerica. Questo fa sì che Nakamura e Cesaro abbiano vita facile nel colpire di sorpresa il gigante. Oltretutto, i wrestler hanno fatto ben capire sul ring che Braun avrebbe demolito tutti e tre i suoi avversari in un match 1 vs 1, così viene data molta importanza alla stipulazione e all’handicap, che risulta valorizzato ed elemento fondamentale alla vittoria finale di Zayn. Molto meglio questo scenario rispetto alla distruzione totale di tre atleti ottimi come Nakamura, Sami e Cesaro in un solo colpo per mano del Gigante fra gli uomini. Nonostante tutti questi aspetti positivi, un po’ anche per capriccio, non apprezzo il modo in cui è stato regalato il primo titolo nel roster principale a Zayn: un lottatore come lui avrebbe meritato ben altro, e vincere un titolo in un momento di inattività quasi totale dal ring non dona prestigio. Capisco che essendo Heel non dovrei pormi questi problemi, la vittoria di rapina è infatti una prerogativa per questi personaggi. Però non riesco proprio a farmela scendere giù questa decisione. Vedremo cosa ci proporrà la WWE per WrestleMania, difficilmente vedo un Braun Strowman escluso dal giro titolato prima del grande evento. Eppure nel profondo ancora un po’ ci spero in un match tra Shinsuke Nakamura e Sami Zayn, magari col passaggio tra la schiera dei buoni da parte del campione intercontinentale. Comunque questo per me resta il momento flop della serata, perché poteva essere gestito in maniera diversa. Ma è anche il momento più sorprendente e in fondo gradito. Un dualismo che sfocia nell’ossimoro.

COMMENTO FINALE

Tirando le somme dell’ultimo PPV prima di WrestleMania, devo dirmi parzialmente soddisfatto. Le aspettative della vigilia non erano altissime, pochi match erano attesi con poca trepidazione, indice del fatto che, come anche negli ultimi anni, l’evento che precede Mania non è poi fondamentale. Averlo visto in live, senza notizie e condizionamenti, forse influisce sulla percezione dello show e mi porta a regalare un mezzo voto in più, ma lo spettacolo complessivamente considerato non si può distaccare troppo dalla sufficienza. Il Main Event poco convincente è simbolo anche di una svogliatezza nella costruzione di alcune rivalità che ha colpito la federazione in questa Road To WrestleMania: Shayna Baszler e Becky erano destinate a confliggere, ma la federazione ha fatto di tutto per rendere la cosa ancora più palese; molto negativa ad esempio anche la costruzione di Goldberg contro Reigns, racchiusa in due semplici frasi pronunciate faccia a faccia tra i due contendenti. Restando però sull’evento, ho invece molto apprezzato il livello medio del lottato in ring e dello storytelling, vero lato positivo di ieri notte. Complessivamente il mio voto ad Elimination Chambers 2020 è un buon 6,5. Un evento senza infamia e senza lode, che fa da antipasto un po’ sciapo a ciò che vedremo tra 4 settimane, coronavirus permettendo. Aspettiamo dunque Wrestlemania e godiamoci queste ultime settimane che ci separano da essa, con la speranza che la WWE sappia proporre i suoi match di cartello, sulla carta eccellenti, con una costruzione degna della cornice in cui sarà presentata.

VOTO: 6.5

The following two tabs change content below.
Nicola Morisco
Ho 17 anni e seguo il wrestling praticamente da sempre. È una delle mie passioni preferite. Lunedì, mercoledì, venerdì e domenica mi diverto a guardare Raw, NXT, Smackdown e i vari PPV. Scrivo per Spazio Wrestling da più di un anno e mi occupo della sezione news/report e le varie rubriche AEW Predictions e The Debate.