THE PIPE BOMBER: 3 Pro e 3 Contro dell’addio di Dean Ambrose alla WWE

Come un fulmine a ciel sereno l’insospettabile notizia ha scosso tutto il WWE Universe: la federazione sul sito ufficiale ha diramato un comunicato in cui annuncia che alla fine del suo contratto, nel mese di aprile, Dean Ambrose lascerà la compagnia. Infatti dopo diverse proposte, anche concernenti ritocchi all’ingaggio, sembra che l’ex membro dello Shield non voglia rinnovare il suo impegno con la WWE. Poche ore prima della notizia ufficiale diversi rumors si erano susseguiti riportando l’indiscrezione, che però sembrava davvero azzardata e molti l’hanno sottovalutata visto anche il periodo che stiamo vivendo nel quale ogni giorno una Superstar diversa viene accostata alla novella AEW. Sebbene non sappiamo ancora quale sarà la strada che Ambrose prenderà una volta fuori dalla federazione dei McMahon, in questo nostro appuntamento cerchiamo di elencare 3 pro e 3 contro la scelta presa dal Lunatic Fringe.

PRO
1)NUOVE OCCASIONI PER AMBROSE
 Il primo punto a favore dell’addio di Dean alla WWE è naturalmente quello che va a considerare le nuove opportunità che il lottatore potrebbe avere al di fuori della federazione. In un panorama indipendente, e non solo, ricco come quello che abbiamo oggi nel mondo del wrestling, le occasioni di brillare per una stella come Dean certo non mancano. Sarebbe davvero molto interessante vederlo in un ambiente come Lucha Underground, molto diverso dal suo stile solito, anche se vedo questa ipotesi molto distante. Impact potrebbe rientrare tra le opzioni di Dean, come del resto anche un bel viaggio in terra nipponica alla corte della NJPW. Volendo essere realistici, però, in pole position per accaparrarsi le performance di Ambrose c’è sicuramente la All Elite Wrestling: prima di tutto perché la federazione nascente della Elite rappresenta una novità stuzzicante per ogni wrestler in questo momento, promettendo di essere un realtà stabile grazie ai finanziamenti del ricco presidente, ma allo stesso potendo regalare una gestione migliore del personaggio e dei match in cui è coinvolto rispetto a quella ricevuta in WWE.
In AEW Dean Ambrose potrebbe essere senza ombra di dubbio uno dei volti della compagnia, insieme a Kenny Omega, e riceverebbe un trattamento eccezionale, forse potrebbe addirittura avere un minimo controllo sul suo personaggio. Insomma, se a tutto ciò dovesse affiancarsi a una congrua cifra in denaro, allora il piatto che la AEW potrebbe proporre a Dean sarebbe di tutto rispetto. Unite a questo anche il fatto che la All Elite potrebbe rendere la vita di Dean molto più semplice anche fuori dal ring, con una sede fissa e un calendario molto meno estenuante, ed ecco che avete la ricetta perfetta per vedere il lunatico al fianco di Rhodes e di Chris Jericho.

2)NUOVI TALENTI RIEMPIONO IL VUOTO DI AMBROSE
Dean Ambrose non è certo l’ultimo arrivato in WWE, un lottatore che solitamente offre buone prestazioni in ring e ottimi spunti quando in mano ha un microfono, interpreta molto bene il suo personaggio e riesce comunque ad essere credibile. Inoltre può occupare stabilmente la mid card, arricchendola notevolmente, e può anche vedere sprazzi di main event quando gestito bene. Insomma, un jolly di tutto rispetto!
Una volta lasciata la federazione, quest’ultima dovrà trovare un nuovo personaggio su cui puntare, qualcuno che possa essere uno sfidante adeguato per i titoli secondari, sia face che heel. Non dovrebbe essere un problema per la WWE trovare qualcuno da pushare a questo livello, considerando il talento che c’è attualmente nel roster ed anche ad NXT. Basterebbe anche gestire bene un certo Finn Bàlor per andare a colmare il vuoto che si creerà nel post Ambrose. Se però penso ad un personaggio, heel, che sappia davvero infuocare il pubblico ed essere credibile nella sua posizione, che possa andare anche ad occupare il main event, attualmente mi viene in mente il nome di Adam Cole. Per me è lui l’uomo giusto da promuovere insieme alla sua Undisputed Era per far dimenticare presto ai fan la mancanza di Dean.

3)LA WWE HA CAPITO CHE IL GIOCO CAMBIA
La WWE è stata per anni la regina incontrastata del wrestling in tutto il mondo: troppo lontani dai suoi standard i giapponesi della NJPW, che oltre tutto vanno ad offrire un prodotto del tutto differente. Non parliamo poi di Impact, sempre più alla deriva. Quasi tutti i talenti delle indipendenti sognavano di finire tra le calde, confortevoli e ricche braccia di Vince McMahon. Tutta questa supremazia ha portato la federazione ad adagiarsi eccessivamente sugli allori, soprattutto per quanto riguarda gli show principali, spesso insipidi e poco ispirati, con gestioni assurde e vari mal di pancia dei lottatori meno sfruttati.
Ma si respira nell’aria un profumo di novità e di cambiamento ormai, si aprono spiragli che fanno intendere un futuro in cui la WWE dovrà ricominciare ad affilare unghie e denti per mantenere salda la sua posizione di leader del settore. Il tutto ancora una volta si ricollega alla AEW e alle aspettative spropositate che l’annuncio della nuova federazione ha suscitato in molti fan delusi dalla WWE. Proprio dall’annuncio della All Elite sono iniziati a propagarsi molti rumors che vedevano diversi atleti della federazione di Vince interessati al progetto fresco, soprattutto quelli che si sentivano poco apprezzati nel roster o comunque dal potenziale sprecato. In realtà di grandi nomi non se ne sono fatti: solo i The Revival hanno chiesto effettivamente di essere liberati dalla federazione, senza per ora essere accontentati. Ma la defezione di Ambrose potrebbe davvero far capire alla WWE che le cose sono serie, i malumori nel backstage sono concreti e anche nomi di punta o comunque importanti potrebbero decidere di prendere strade diverse da loro. Il caso di Ambrose è un chiaro esempio di ciò.
Speriamo dunque che la WWE inizi a prendere seriamente, come sembra star facendo, le minacce provenienti da altri ambienti, e che la competizione la spinga a dare il meglio di se e di mettere finalmente a frutto tutto il potenziale che i tantissimi wrestlers dotati potrebbero esprimere se gestiti al meglio.

CONTRO
1)NIENTE AMBROSE, NIENTE SHIELD
Tra i contro spicca per me questo aspetto negativo: non può esistere più nessuno Shield senza uno dei suoi tre membri, così non esiste Shield senza Dean Ambrose.
L’ultima reunion della stable non ha avuto il successo sperato, colpa anche dell’addio di Roman Reigns a causa della sua terribile malattia, eppure quando i tre mastini della giustizia entravano insieme sul ring, accerchiandolo prima, con le loro divise militari, il cuore di molti appassionati sobbalzava prepotentemente nel petto. Quando Ambrose lascerà la WWE qualcuno potrà senza dubbio prendere il suo posto come personaggio, ma nessuno mai potrà occupare il posto vuoto che andrà a lasciare nello Shield. E non parlo solo della stable in se, ma anche delle interazioni che Dean aveva con i suoi compagni e rivali, quella dualità che riuscivano bene a mettere in scena nell’essere fratelli e allo stesso tempo nemici, con la voglia di proteggersi a vicenda ma risultare sempre i protagonisti degli eventi. I tradimenti reciproci, i promo insieme, i match fenomenali: tutto questo mi mancherà.
Seth Rollins, Roman Reigns e Dean Ambrose hanno significato molto per questi ultimi anni di wrestling e per sempre ricorderò quella notte in cui tutti e tre furono campioni del mondo nello stesso evento.

2)DEAN AMBROSE RAPPRESENTA UN ESEMPIO NEGATIVO
Non mi concedi ciò che voglio? Io vado via! Non gestisci il mio personaggio come voglio? Vado Via! Non vinco il titolo mondiale ogni settimana? Vado via!
Esagerando con gli esempi, potremmo dire che la moda del momento sembra essere il lamentio cronico di alcuni atleti che credono di meritare di più e per questo si sentono in dovere di fare pressioni psicologiche sulla dirigenza per vedere i propri capricci soddisfatti. Attenzione, in alcuni casi gli atleti che si lamentano della loro gestione pessima hanno ragione, basta guardare l’esempio dei The Revival già richiamato. Però nel caso di Ambrose, se questa fosse stata la motivazione che lo ha spinto lontano dalla WWE, non mi sembra che l’atleta possa avere da ridire sulle occasioni e sugli spot importanti che la federazione gli ha concesso: dal suo ritorno è sempre stato al centro delle faide più importanti di Raw, ha avuto buoni match e ha vinto ben due titoli. Se dopo tutto questo Ambrose se ne sta andando per via della presunta cattiva gestione, allora il suo potrebbe essere un esempio pessimo per quella parte del roster che non si sente apprezzata dalla federazione e potrebbe cercare di ottenere dei vantaggi, economici e non, sfruttando il periodo che si presta al “ricatto” nei confronti della WWE.
Tuttavia credo che anche motivi personali hanno spinto Ambrose a questa risoluzione, magari legati anche alla volontà di avere più tempo a casa e creare una famiglia senza dover essere in viaggio costante.

3)IL TEMPISMO DELL’ANNUNCIO SI RIPERCUOTE SULLA ROAD TO WRESTLEMANIA
Ultimo punto negativo dell’addio di Dean Ambrose alla WWE è il tempismo che le parti hanno avuto. Sappiamo bene che Dean sarà legato alla compagnia fin dopo Wrestlemania, quindi farà questa sua ultima Road to Wrestlemania in casa WWE, senza possibilità di poterne uscire in anticipo. Ora bisogna considerare se la federazione aveva dei piani per lui, sarà in grado di cambiarli tempestivamente? O ha già avuto tempo per poter pensare alle possibili alternative? Insomma, questa defezione potrebbe davvero stravolgere le carte in tavola al team creativo della federazione, che dovrà sostituire Ambrose oppure utilizzarlo in un momento così delicato, magari riscontrando anche un impegno minore del wrestler stesso. C’è da dire però che questo strano tempismo della WWE nel comunicare l’addio di Ambrose ha destato non pochi sospetti in alcuni fan, che credono addirittura che il tutto possa già di per se fare parte di una grande storyline in vista di Mania che vedrebbe Dean come protagonista. Tutto ciò potrebbe portare a una faida con Triple H? Chissà!

Questa era la mia analisi della situazione che ha interessato Dean Ambrose in questa giornata. Se dovesse realmente lasciare la WWE spero di rivederlo presto sul ring e gli auguro le migliori cose del mondo. Ma da qui a Wrestlemania il tempo è tanto e la federazione potrebbe anche riuscire a cambiare le idee del wrestler e far rinnovare il suo contratto. Restate sempre collegati col nostro sito per scoprire tempestivamente tutte le novità a riguardo.

Francesco D'Agostino

Nato a Cassino, il 2 Giugno 1997, si appassiona al wrestling fin da piccolo, iniziando a seguirlo con assiduità però dal 2010. Editorialista per SpazioWrestling da Maggio 2017, dove scrive il "The Mirror". Wrestler preferito: Seth Rollins.

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