WWE: La crisi saudita potrebbe avere conseguenze disastrose

La situazione tra la WWE e il Governo Saudita appare sempre più tesa.

Dopo le parole di Brad Shepard e di Hugo Savinovich, che vi abbiamo riportato negli scorsi giorni, è ormai dato per certo che il Governo Saudita sia in debito nei confronti della WWE di diversi milioni di Dollari, una cifra che potrebbe mettere in seria difficoltà la solidità della WWE.

A quanto pare, dopo meno di 2 anni dall’accordo decennale siglato tra le parti in vista del Saudi Vision 2030, il Governo dell’Arabia Saudita si sarebbe pentito dell’investimento, e avrebbe intenzione di ritirarsi unilateralmente dall’accordo, ponendo fine ad una ricchissima (per la WWE) collaborazione che prevedeva 2 eventi annuali oltre ai diritti di trasmissione della WWE su suolo saudita.

Al momento non è noto se l’accordo preveda la possibilità di ritirarsi prima della scadenza, ma il fatto che il Governo non abbia onorato già da diversi mesi i propri obblighi economici non lascia presagire nulla di buono. Peraltro, in caso di contenzioso, sarebbe praticamente impossibile per la compagnia di Vince McMahon riuscire a recuperare le somme dovute. Non è poi un buon segnale il fatto che il Principe Saudita, principale referente del patron WWE per questa partnership, abbia disertato un meeting con la WWE organizzato prima del PPV.

Se l’accordo dovesse veramente andare a monte, la WWE potrebbe subire un tracollo in borsa di dimensioni preoccupanti, a dire il vero già iniziato lo scorso venerdì sulla base delle “voci” che trapelavano dai social network. La federazione di Stamford infatti, non solo si troverebbe con un credito inesigibile, che dovrebbe registrare come perdita, ma si troverebbe in difficoltà ad onorare diversi contratti milionari stipulati con i propri lottatori facendo affidamento sull’accordo pluriennale e sui relativi incassi dati erroneamente per certi.

Il Governo Saudita potrebbe scaricare tutta la responsabilità su Vince McMahon, colpevole di aver oscurato la diretta di Crown Jewel in Arabia. L’evento, che doveva essere trasmesso in diretta sul canale televisivo MBC Action, è stato infatti irradiato con una differita di circa un’ora, mandando su tutte le furie le autorità locali. Pare che McMahon abbia preso questa decisione per ripicca di fronte alle orecchie da mercante del Governo locale, il quale non ha dato segnali di collaborazione per sistemare le proprie pendenze economiche. Il Principe arabo a quel punto, per una sorta di “vendetta” ha deciso di trattenere circa 200 tra operatori, dirigenti e lottatori, impedendo loro di partecipare alla diretta di SmackDown di venerdì sera.

Tuttavia, sebbene appaia molto difficile recuperare una situazione che sembra irrimediabilmente compromessa, c’è ancora chi all’interno della WWE ritiene possibile che Vince McMahon possa riuscire a ricucire in qualche modo i rapporti.

FONTE: RINGSIDENEWS.COM