WWE: Samoa Joe spiega com’è il perfetto heel

Samoa Joe è stato intervistato da The Asbury Park Press per promuovere la puntata di Raw della scorsa notte a Newark, New Jersey e ha  risposto a parecchie domande interessanti su come si è adeguato allo stile della WWE, chi gli piacerebbe affrontare e come dovrebbe essere l’heel (il cattivo) perfetto.

Per i fan di wrestling se stato fuori dalla circolazione per parecchio tempo prima di adesso. Solo negli ultimi anni hai lavorato per la WWE, prima ad NXT e ora nel roster principale. Per qualcuno talentuoso come te, in cosa ti sei dovuto adeguare maggiormente in WWE?

“Sincronizzare la tua performance e quello che fai nel ring con persone altrettanto talentuose in base alle esigenze di produzione. C’è dedizione e complessità nello stile di produzione che si trova in WWE, e in parte mi sono dovuto adeguare. Ovviamente avevo già lavorato in televisione per breve tempo, quindi non è stato un grande sforzo per me.

Soprattutto avendo il vantaggio di essere ad NXT e vedere l’allenamento e l’esperienza che fanno ragazzi molto più giovani mentre cercano di farsi strada verso il roster principale, riesci a vedere tutte le piccole sfumature che non avevi mai visto prima in nessun’altra compagnia, grande o piccola che sia stata. C’è decisamente un premio maggiore per quanto riguarda l’aspetto dello spettacolo che si vede in WWE, perciò credo che questo sia senza ombra di dubbio l’adeguamento maggiore per chiunque, indipendentemente da dove tu venga.

Sei nel bel mezzo di una faida contro Seth Rollins. Chi è qualcuno che non vedi l’ora di poter affrontare nel prossimo o lontano futuro? Che si tratti di qualcuno con cui hai già lavorato in un’altra compagnia, qualcuno che non hai mai affrontato in WWE o qualcuno con cui non sei mai stato nel ring.

In un certo senso penso che sia più facile farti una lista di persone che non vorrei affrontare nel ring. Per risponderti dovrei nominare così tante persone che non mi basterebbe il tempo.
Tra tutti ci sono John Cena e Randy Orton. Poi certo, io ed AJ (Styles) abbiamo combattuto tante volte nel corso degli anni, quindi sarei più felice di lavorare con lui. Poi Brock Lesnar, Roman Reigns, Bray Wyatt, la lista è piuttosto lunga – e fortunatamente ne avrò l’occasione negli anni a venire.

Dal tuo punto di vista, cosa rende un heel perfetto nello sport-spettacolo?

 

Suscitare emozioni negative nel pubblico, devi quasi avere una certa autorità morale che sia convincente. Dipende dal modo che si ha di interpretare quell’autorità morale, se in maniera lievemente diversa e/o in modo sadistico e sbagliato. Penso che questi siano gli elementi per un heel.

Quello che il tuo heel deve dire sul ring, deve dire qualcosa che abbia una certa risonanza sul pubblico, il pubblico deve sapere che ha torto e a volte deve trovarsi d’accordo con il tuo pensiero. Un heel deve avere le sue ragioni. E’ il modo in cui cerca di importi le sue ragioni che non è quello giusto.

A questo link potete trovare l’intervista completa in lingua originale.