AEW TIME CON SIMONE ALTROCCHI: Scegliete la AEW!!!

AEW TIME CON SIMONE ALTROCCHI: Scegliete la AEW!!!

Sembrava davvero un azzardo. Creare una federazione di wrestling nel 2019, investendo denaro, tempo, fatica. Molto è passato dalla grande gloria di uno sport spettacolo ridimensionato negli anni, monopolizzato, schematico e con degli equilibri decisamente difficili da spostare, eppure la All Elite Wrestling non solo è riuscita a inserirsi nel mondo del wrestling con forza e decisione, ma si è imposta con impeto, automaticamente diventando sinonimo dello sport-intrattenimento più puro e creativo made in USA.

I fan del wrestling sono esigenti, maledettamente chiusi nella loro sfera di immaginazione proiettata verso una realtà che faticosamente accetta le loro difficili richieste. Trovano sempre un motivo per lamentarsi, utilizzando il prodotto come sfogo personale, spesso non riuscendo a sospendere il giudizio per fare la cosa più naturale e bella davanti a uno show di wrestling: divertirsi e non pensare a nulla.
Ma da Double Or Nothing 2019 in poi la All Elite, con il suo grintoso spirito, è riuscita più volte ad appagare dei tifosi presumibilmente insaziabili e incontentabili.
Il debutto di Jon Moxley, accolto da un frastuono incredibile nella MGM Grand Arena di Las Vegas, è sicuramente uno dei momenti più epici nella storia del wrestling recente, un primo colpo potentissimo assestato perfettamente dalla federazione, che già aveva tra le sue fila l’esperienza di un Chris Jericho ancora capace di elevare un marchio e di insegnare, a tutti, il vero modo per entrare nella gloria, e avere successo.
Jericho, come primo campione AEW, è riuscito a stabilizzare l’importanza della cintura mondiale, interpretando ottimamente il ruolo di un cattivo dall’esperienza trentennale, bisognoso però dell’aiuto esterno fornito dal suo Inner Circle, per rimanere in alto.
Di contorno, talenti come Hangman Adam Page, MJF, gli Young Bucks, Kenny Omega e Pac hanno dato nel tempo solidità agli show settimanali, crescendo con lo show e regalandoci incontri da ricordare, rivalità che hanno cementificato il valore di Dynamite e dei vari PPV: è da All Out in poi, con l’inizio delle trasmissioni costanti, che abbiamo capito che la AEW non scherzava, e voleva davvero rivoluzionare il business del wrestling come per tanto tempo proclamato.

Quello che la All Elite Wrestling è riuscita a offrire, nel solo anno passato dalla sua nascita, è un ritorno alle basi, una rinascita da un wrestling che sembrava estinto nel tempo, quello fatto di sangue, sudore e lacrime, di passione dei wrestler e dei tifosi, di momenti ridicoli e creativi, di semplice spettacolarità.
E mentre rimane una fetta di irremovibili tifosi scettici, la All Elite sta sempre più spopolando, conquistandone uno alla volta, con costanza e dedizione. Perchè ci vuole tempo.
Le influenze delle vecchie WCW e ECW si sentono, e sono preponderanti. Il co-proprietario della All Elite, Tony Khan, tale insieme al padre, durante tutta la sua infanzia si fece portare con l’elicottero di famiglia a Philadelphia, per osservare da vicino le follie e le crude storie della Extreme Championship Wrestling di Paul Heyman.
La sua cultura in materia, è infinita. Non importa quanto ne sappiate, quanti post avete scritto, quanti blog avete curato, quanti video avete realizzato, Tony Khan potrebbe battervi ad occhi chiusi, perché lui c’era. Addirittura, stando a una dichiarazione fatta dal giovane proprietario della All Elite su Twitter, a tredici anni conobbe New Jack, la psicotica mina vagante della ECW, il quale divenne amico suo e del padre. Tony Khan, c’era.
Per questo, dopo All In, evento preludio di ciò che sarebbe stata la AEW, Cody Rhodes e tutto il gruppo dell’Elite hanno capito che quel ragazzo, figlio di un imprenditore di origini pakistane rappresentate del classico sogno americano, era la chiave verso l’alternativa mainstream alla WWE.

In quel di AEW Revolution, Chris Jericho cede il passo a Jon Moxley, perfetto erede al trono mondiale, reduce da un passato in WWE ad alti livelli, ma non riuscendo a essere appieno ciò che desiderava.
Il regno di Mox, fortemente segnato dalla pandemia globale, riesce comunque ad acquisire credibilità, nonostante un’assenza di pubblico che ha la capacità di potenziare Moxley in ogni sua azione, come visto nel Lights Out Match di Full Gear 2019, spettacolo brutale che mostrò un wrestling oltre il limite quanto basta per fare scalpore.
La AEW è anche questo. Superare la linea, osare, perchè in realtà, non c’è nulla da perdere. E quando non si ha nulla da perdere, si rischia, si prova, ci si butta, si fa tutto senza pensarci troppo, questo è il vantaggio della All Elite Wrestling: la libertà e il distaccamento totale dal pensiero ordinario.
Se ci sono errori, sono felici disastri, perchè la AEW non è perfetta, e deve ancora migliorare su diversi aspetti, uno su tutti la divisione femminile. Ma forse, proprio queste imperfezioni, possono tirare fuori una grinta impossibile da sentire in una WWE fin troppo preparata, fin troppo regolata, fin troppo impaurita di rischiare qualcosa per rovinare un equilibrio, anche economico, finalmente raggiunto dopo tante tribolazioni e guerre mediatiche.

Se la WWE parla di business, la AEW racconta il wrestling.
Quel wrestling imperfetto, dannatamente divertente, spettacolare, a volte surreale, ridicolo, criticato, odiato, amato, libero.
E con l’approdo della All Elite su Sky Italia, gruppo che ha da sempre salvaguardato il wrestling e che ben ha capito le potenzialità di un prodotto diverso e innovativo nel panorama teelvisivo basato sullo sport spettacolo, ora avete la possibilità di sospendere il giudizio, posare lo spirito critico, almeno per una volta, e magari smetterla di guardare contenuti piratati in 144p.
Potete sedervi sul divano, e godervi lo show. Potete divertirvi osseravando un wrestling imperfettamente speciale. Potete scegliere la AEW.
Scegliete la AEW, perchè in cuor vostro sapete, che anche voi, non avete nulla da perdere. Magari ne guadagnerete in adrenalina, e in spensieratezza.

FONTE: SPAZIOWRESTLING.IT

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Marco Macrì
Direttore Editoriale di Spazio Wrestling. Da anni nel mondo del wrestling web, con diversi ruoli ricoperti. Nella vita di tutti i giorni, sono responsabile dell'ufficio stampa della CNL - CONFEDERAZIONE NAZIONALE DEL LAVORO.

23 thoughts on “AEW TIME CON SIMONE ALTROCCHI: Scegliete la AEW!!!

  1. Altrocchi è uno dei migliori. Sin dai tempi in cui lo sostenevo su un altro sito. Gran bell’editoriale. E per chi non è d’accordo ho solo due parole…..

    1. La sua cultura in materia, è infinita. Non importa quanto ne sappiate, quanti post avete scritto, quanti blog avete curato, quanti video avete realizzato, Tony Khan potrebbe battervi ad occhi chiusi, perché lui c’era.

      Tony Khan non era del 1994! ^—^

    2. Ah, hanno messo anche qua disqus? Tempo fa dovevo commentare queste pagine a mezzo del sito “consorzio”…

        1. Hai notato che il padrone di casa è una nostra vecchia conoscenza? Pep Currado…

          1. Ho notato uno stile d’informazione molto più vicina alle mie corde. E poi ho scoperto che Altrocchi gravita stabilmente da queste parti. Ecco spiegata la sua dipartita dalle lande che noi conosciamo.
            Via lui, via Guazzoni, sono stati sostituiti da infanti dalla penna facile ma dalla conoscenza assente. E pure tronfi e stronzi. L’AEW del web è qui.

          2. Chissà Guazzoni che fine avrà fatto… non lo vedo neppure più su QSVS (ma magari c’é ancora e sono io che seguo di meno)…

            Cmq sia era mitico, con personalità… era chiaro che, prima o poi, si sarebbe stufato del wres… ehm, della WWE…

            E qui ci sarebbe da fare un pippone sotto alla news di Mox che ho appena commentato… ha ragione al cento per cento, le cose della WWE si ripercuotono sul wrestling tutto, dopo magari scrivo qualcosa…

          3. Io ho appena cambiato compagnia. Magari come Mox mi diletterò a sputare sulle nuvolette della “vecchia compagnia”.

          4. Hmmm, a me non piace, Times New Roman era appunto quello basilare del Word Xp se non ricordo male. Ma sono dettagli, io preferisco la sostanza! ^.^

          5. Adesso va di moda calibri. In alternativa c’è sempre l’affidabile arial.

          6. Faccio una piccola prova:

            https://youtu.be/Ne7PZ68RzxY

            vediamo se funziona o no…

            P.S.: E’ una delle ultime piccole/grandi cose che mi hanno fatto stare bene (li ho visti dal vivo) prima di questo grande cambiamento…

          7. @stex14:disqus, sarò un idiota, però una serata in “””piena sicurezza””” con distanziamento e tarapara, per rivedere qualcosa che mi emoziona… boh… un pensierino… 🙁

            P.S.: Non sono per niente felice, queste cose viste dal vivo cominciavano a farmi stare un po’ meglio, poi è arrivato il lock… :/

          8. Questa situazione ha messo a disagio tutti. Il buon umore ne ha risentito ed è montata una comprensibile rabbia verso un sistema, già molto discutibile prima del lockdown. La mancanza di contatto con le persone genera introversione e apatia. Tre mesi in gabbia li abbiamo fatti solo noi. Mi auguro che sia davvero servito a qualcosa. E speriamo che trovino questo caz*o di vaccino. I baroni della medicina perdoneranno il mio francesismo….

    1. @fatriico:disqus altri tempi, potevi cannare una canzone bellissima, tua o cover, il pubblico addirittura ti applaudiva e/o inneggiava, i musicisti proseguivano e con gusto ti perculavano ed il tutto proseguiva quasi come se non fosse quasi accaduto nulla… vabbé che stiamo parlando di artisti D.O.C…

      P.S.: Qui puoi postare canzoni anche dal minuto o secondo che vuoi… figata…

          1. Interessante esperimento anche se preferisco la versione metal di Morandi. ^ – ^

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