WWE: Ecco perchè Seth Rollins ha sconfitto Bron Breakker
Secondo Dave Meltzer, la vittoria di Seth Rollins su Bron Breakker prepara il ritorno della rivalità con Roman Reigns.
La vittoria pulita di Seth Rollins contro Bron Breakker nello Steel Cage Match di WWE Night of Champions continua a far discutere. Per Dave Meltzer e Bryan Alvarez, il risultato avrebbe un solo vero obiettivo: preparare il prossimo grande scontro tra Rollins e Roman Reigns.
Nel corso di Wrestling Observer Radio, i due giornalisti hanno analizzato il finale del match, sottolineando come Bron Breakker sia stato sconfitto senza interferenze, distrazioni o fughe dalla gabbia. Rollins lo ha schienato in maniera netta al centro del ring, una scelta che, secondo Alvarez, può avere senso solo in vista di un programma di altissimo livello.
“La mia impressione, una volta finito lo show, è che Oba Femi batterà Sami Zayn a SummerSlam conquistando il titolo e che Seth Rollins affronterà Roman Reigns, perché non riesco a trovare un altro motivo per cui Rollins avrebbe dovuto battere Bron Breakker in modo così netto dentro una gabbia.”
Meltzer: “Roman Reigns contro Seth Rollins era già nei piani”
Dave Meltzer si è detto subito d’accordo con questa lettura, rivelando che la sfida tra Roman Reigns e Seth Rollins sarebbe nei programmi della WWE già da tempo.
“Roman Reigns contro Seth Rollins era pianificato da parecchio per quello show. In origine il piano era Roman Reigns contro Gunther, ma quando hanno cambiato direzione, la mia impressione è stata subito che la vittoria di Rollins servisse proprio a portarlo verso Roman.”
Parlando dell’incontro, Meltzer ha apprezzato il match nel complesso, pur criticando la scelta di introdurre armi all’interno della gabbia prima della chiusura della porta.
“L’ingresso delle armi prima dell’inizio del match mi è sembrato eccessivo. Alla fine non hanno avuto un ruolo così importante. Il match sembrava partire quasi come una caricatura, mentre avrebbe funzionato benissimo anche come semplice incontro di wrestling.”
Secondo il giornalista, la vittoria di Rollins ha senso soltanto se rappresenta il trampolino di lancio verso Roman Reigns.
“L’unico motivo per cui la vittoria di Seth Rollins ha davvero senso è che affronterà Roman Reigns molto presto. Se è questo il piano, allora il risultato è perfettamente logico.”
Bryan Alvarez, invece, ha espresso qualche perplessità sulla scelta di utilizzare Bron Breakker per costruire il prossimo avversario di Roman Reigns.
“È stato uno schienamento pulito al centro del ring. Nessuna interferenza, nessuna distrazione.”
Lo stesso Meltzer ha scherzato sul fatto che, eccezionalmente, uno Steel Cage Match sia terminato senza i classici interventi esterni.
“Non è incredibile vedere uno Steel Cage Match senza interferenze?”
Alvarez ha spiegato che il suo problema non riguarda la vittoria di Rollins, ma il fatto che a perdere sia stato Bron Breakker, considerato uno dei volti del futuro della compagnia.
“Mi ha dato fastidio. Seth Rollins, a 42 anni, batte Bron Breakker. Tra l’altro era il terzo match tra loro, dopo che avevano vinto un incontro ciascuno.”
Per Meltzer, però, la logica è semplice: se Rollins è destinato a un match di altissimo livello, allora aveva bisogno di una vittoria credibile.
“Se Seth Rollins non ottiene un match titolato o qualcosa di enorme dopo questa vittoria, allora sì, sarebbe una scelta assurda. Ma se sta andando verso Roman Reigns, allora era esattamente il risultato che serviva.”
Alvarez ha insistito sul fatto che la WWE avrebbe potuto utilizzare un altro wrestler per costruire Rollins, senza sacrificare Bron Breakker.
“Davvero non c’era nessun altro oltre a Bron Breakker?”
La risposta di Meltzer è stata chiara: per rendere Rollins una minaccia credibile per Roman Reigns, era necessario fargli battere un avversario di alto livello.
Secondo il giornalista, se il prossimo passo sarà davvero Roman Reigns contro Seth Rollins, allora la sconfitta di Bron Breakker avrà avuto una precisa funzione narrativa. Se invece la WWE dovesse cambiare direzione, il rischio sarebbe quello di aver indebolito uno dei suoi talenti più promettenti senza un reale ritorno creativo.